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    Home » Articoli » Uno sguardo alla conferenza sul restauro di Notre-Dame de Paris ad Aosta
    Eventi

    Uno sguardo alla conferenza sul restauro di Notre-Dame de Paris ad Aosta

    Raphaël Kaufmann BresciaRaphaël Kaufmann Brescia13 Aprile 2026
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    Un moment de la conférence du 11 avril 2026 à Aoste, a propos de la restauration de Notre Dame de Paris (c) Région autonome Vallée d'Aoste

    Sabato 11 aprile si è tenuta all’Università della Valle d’Aosta una conferenza sulla ricostruzione della cattedrale di Notre Dame de Paris.

    Se si considera la sala gremita, l’evento, che ha visto gli interventi degli architetti Philippe Villeneuve e Carlo Blasi, è stato un grande successo.

    Ricostruire in cinque anni

    La conferenza si è svolta nell’ambito dell’evento conclusivo delle Journées de la Francophonie 2026, organizzate dall’Alliance française della Vallée d’Aoste e dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Ordine regionale degli architetti.

    Dopo l’introduzione di Teresa Grange, docente e titolare della Cattedra Senghor, a nome del Rettore dell’Università della Valle d’Aosta e di Christine Valeton, Presidente dell’Alliance Française Vallée d’Aoste, Renzo Testolin, Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha parlato dell’attaccamento che esiste in Valle d’Aosta per la Cattedrale di Notre-Dame, in quanto simbolo del patrimonio europeo.

    Phillipe Villeneuve, il capo architetto responsabile della ricostruzione della cattedrale tra aprile 2019 e dicembre 2024, ha spiegato come sia stato possibile ricostruire una cattedrale in cinque anni. Grazie alla volontà politica, agli sforzi della gente e alle loro competenze. Ma anche grazie a una notevole dimensione finanziaria: circa 700 milioni di euro provenienti da donazioni private. Questo ha reso possibile un progetto gigantesco, al quale hanno collaborato 250 imprese. Dalla decostruzione delle vecchie impalcature danneggiate dall’incendio alla nuova struttura di sostegno, dalle arcate di raccordo al restauro degli affreschi, tutto è stato gestito da Phillipe Villeneuve.

    L’architettura di Notre-Dame

    La conferenza è stata particolarmente accessibile, nonostante alcuni termini tecnici e storici legati all’architettura. Ciò è dovuto in parte alla personalità vivace e aperta di Phillipe Villeneuve: l’architetto capo ha conquistato il suo pubblico. Con, ad esempio, una serie di osservazioni ironiche sulle rivalità tra architetti e ingegneri.

    Villeneuve ha anche approfittato della conferenza per fare chiarezza sulle conseguenze dell’incendio e sull’andamento dei lavori. In particolare, ha negato gli effetti dell’inquinamento da piombo a seguito dell’incendio, che si sarebbe diffuso nei cieli di Parigi. Secondo l’architetto capo, non è così: il piombo si è semplicemente sciolto e si è depositato sui pavimenti e sulle pareti della cattedrale. Fotografie e fisica di base lo confermano.

    Conferenza Notre Dame Reastauro Villeneuve 11 aprile 2026
    Philippe Villeneuve e Carlo Blasi – Ufficio Stampa Regione Valle d’Aosta

    Villeneuve e Carlo Blasi, che lo accompagnava, hanno poi discusso le varie fasi della ricostruzione della cattedrale. Blasi, architetto fiorentino, era l’unico straniero a far parte del gruppo di architetti incaricati della ricostruzione.

    In effetti, nei dibattiti sui lavori per Notre-Dame de Paris, alcune visioni cercavano una modernizzazione stilistica o tecnica della cattedrale. Queste sono state sistematicamente contrastate dai due architetti, in nome non solo della storia, ma anche della forza e della durata delle soluzioni tecniche adottate quando la cattedrale fu costruita otto secoli fa.

    Infatti, durante la conferenza, i due architetti hanno più volte fatto riferimento alla capacità e all’inventiva degli architetti che li hanno preceduti nel Medioevo e poi nel XIX secolo. Villeneuve ha dimostrato perché ricostruire una struttura in legno di quercia sia più sensato che realizzare una struttura in cemento, che si sgretola più facilmente nel tempo. La struttura precedente aveva una durata di vita di 800 anni.

    Le ambizioni patrimoniali della ricostruzione

    La conferenza, che a tratti si è trasformata in un’affascinante lezione di storia dell’architettura, ha fornito anche una panoramica dell’impatto della visione religiosa sulla costruzione medievale della cattedrale. Senza esagerare, questo è ciò che Phillipe Villeneuve ha cercato di trasmettere durante la ricostruzione, grazie a una bella visione patrimoniale dell’architettura.

    Oltre a una certa idea di bellezza architettonica, elemento centrale del progetto degli architetti, durante la conferenza sono state più volte evidenziate le competenze dei Compagnons du Devoir. Questi artigiani francesi, le cui origini risalgono al Medioevo, si sono occupati della ricostruzione della struttura del tetto e del restauro delle pietre. Il tutto utilizzando tecniche simili a quelle dei loro predecessori del XII secolo.

    Dialogo italo-francese sull’architettura

    Il dialogo tra Carlo Blasi e Philippe Villeneuve sulla funzione e il ruolo attuale degli edifici storici è stato uno dei momenti salienti della conferenza. Sia in Italia che in Francia, i due architetti hanno deplorato il modo semplificato in cui viene interpretato il patrimonio, in cui l’amministrazione, le regole e i calcoli hanno la precedenza sulla bellezza, sulla storia e sulle persone che lo hanno fatto durare fino ad oggi. Di conseguenza, c’è il rischio di non vedere la portata del nostro ricco patrimonio.

    LEGGI ANCHE : L’11 aprile ad Aosta, Philippe Villeneuve parlerà del restauro di Notre-Dame de Paris.

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    Raphaël Kaufmann Brescia

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