Le Alpi sono tra le regioni europee maggiormente esposte agli effetti del cambiamento climatico, come emerge dal rapporto “European State of the Climate 2025” del Copernicus Climate Change Service. Il documento, realizzato con il contributo di circa cento scienziati provenienti anche dalla World Meteorological Organization, descrive un continente che continua a riscaldarsi a una velocità superiore alla media globale.
Le Alpi e il cambiamento climatico
Secondo il rapporto, l’Europa è a oggi il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, con un aumento medio delle temperature di circa +0,56 gradi per decennio dal 1996 al 2025, oltre il doppio rispetto alla media globale. All’interno di tale vasto contesto climatico, le aree dell’Europa centrale e orientale – Alpi comprese – registrano gli incrementi più marcati, stimati tra +0,5 gradi e +1 gradi per decennio nel corso degli ultimi 30 anni.
Gli esperti indicano diversi fattori all’origine di tale accelerazione, tra cui diminuzione della copertura nevosa, variazioni nella circolazione atmosferica, riduzione dell’inquinamento da aerosol e conformazione geografica del continente. La perdita di neve, in particolare, riduce l’effetto albedo – ovverosia la capacità delle superfici bianche di riflettere la radiazione solare – andando così a favorire un ulteriore aumento delle temperature.
Ghiacciai in ritirata in tutte le regioni europee
Uno dei dati più significativi del rapporto riguarda gli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai delle Alpi, che in tutte le regioni europee hanno registrato lungo il 2025 una perdita netta di massa. Tale fenomeno rappresenta di fatto la prosecuzione di una tendenza ormai consolidata, con l’aumento delle temperature e il calo delle precipitazioni nevose che accelerano la fusione dei ghiacci montani.
Parallelamente, la copertura nevosa stagionale europea è risultata la terza più bassa mai osservata, mentre l’estensione delle aree soggette a gelo invernale continua a ridursi. Il rapporto sottolinea inoltre che le zone che sperimentano giorni con temperature inferiori allo zero stanno progressivamente diminuendo e tendono oramai a concentrarsi soprattutto alle quote più elevate delle catene montuose.
Ondate di calore sempre più frequenti
Nel 2025 l’Europa ha vissuto la seconda ondata di calore più intensa mai registrata, con le alte temperature che hanno interessato vaste porzioni del continente, dal Mediterraneo sino al Circolo Polare Artico. Anche le regioni alpine sono state coinvolte da similari episodi di caldo anomalo, facendosi schizzare il termometro al di sopra della media con effetti sulle risorse idriche, sugli ecosistemi montani e sul rischio incendi.
Secondo gli autori, proprio le ondate di calore rappresentano uno degli aspetti più evidenti del cambiamento climatico in Europa e nelle Alpi, con conseguenze rilevanti per biodiversità, agricoltura, turismo alpino e disponibilità di acqua. In aggiunta, l’Europa ha già raggiunto un aumento medio di circa +2,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali, mentre il valore globale si attesta attorno a +1,4 gradi, con tutte le stagioni dell’anno rientrate tra le quattro più calde mai osservate.
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