Il pattinaggio di velocità delle Olimpiadi invernali delle Alpi francesi del 2030 si svolgerà in Olanda e non a Torino. Il Comitato organizzatore francese dei giochi ha comunicato l’11 maggio che avvierà una trattativa esclusiva con il Thialf di Heerenveen, rinunciando quindi all’ipotesi di Torino e e dell’Oval Olimpico del 2006.
Per Torino, è la seconda esclusione dai Giochi, dopo quella recente di Milano-Cortina 2026.
L’esito della scelta dipende da trattative di cui si sa molto poco. Sul tema vi è stato nel tempo una bassa attenzione da parte italiana e torinese, e una maggiore attenzione ai costi da parte del comitato francese, il COJOP.
Per Torino e per le relazioni italo-francesi a poche settimane dal Comitato frontaliero del Trattato del Quirinale del 4 giugno prossimo, è un messaggio negativo. La frontiera, compresa quella al Monginevro, rimane nei fatti e nei progetti non finanziati, abbastanza impermeabile.
La scelta del Thialf di Heerenveen, nei Paesi Bassi
Il Cojop, il comitato organizzatore dei Giochi, dovrà «entrare in discussioni esclusive» con il Thialf di Heerenveen, storico impianto olandese dedicato al pattinaggio di velocità. Secondo diverse fonti, la scelta è arrivata dopo settimane di confronti interni piuttosto complicati, con discussioni interne accese, che alla fine si sono ricomposte.
In Francia non esiste attualmente un anello di velocità adeguato per ospitare le competizioni olimpiche, e costruirlo solo per i giochi era parso troppo oneroso.
Guardando da lontano il problema, e senza conoscere i dettagli del dibattito, la scelta dei Paesi Bassi aveva il vantaggio di avere una sede già pronta e lo svantaggio di essere lontano dalle Alpi. Quella torinese all’Oval, già usata nel 2006, aveva il vantaggio della prossimità, ma richiedeva investimenti per rimettere in funzione la pista (e sono soldi, cioè milioni di euro, su cui alla fine non ci si è messi d’accordo.
Torino fuori dalla corsa olimpica
Sullo sfondo, avevamo già osservato una scarsa passione per il tema anche da parte italiana e torinese. Non si sono viste nel tempo fotografie né letti comunicati stampa congiunti italo-francesi, né si è notata un’implicazione del Comitato olimpico italiano.
Noi stessi, quando abbiamo raccontato della visita del presidente Fabrice Pannekoucke a Cortina, avevamo notato con sorpresa il profilo basso dell’accoglienza. Vi fu un semplice incontro con il sindaco della località, che a sua volta non ne aveva dato neppure notizia.
Contatti comunque vi sono stati, come nel febbraio 2025, durante l’insediamento del Comitato organizzatore a Lione, con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. La candidatura torinese aveva ricevuto anche il sostegno verbale del ministro francese dei Trasporti Philippe Tabarot, che a luglio aveva detto di preferire Torino ai Paesi Bassi perché «molto più vicina a casa mia».
Qualche movimento si era notato a Milano, a Palazzo Lombardia, il 6 febbraio 2026, all’incontro di messa in rete delle Olimpiadi invernali del 2026 di Milano-Cortina, del 2030 delle Alpi francesi e del 2034 dello Utah, però in seguito non si è più saputo nulla. Ai giochi di Cortina non si sono viste fotografie insieme, né si sono viste presenze pubbliche piemontesi o italiane in occasione dell’arrivo della bandiera olimpica ad Albertville, il 23 febbraio 2026.
Dopo la decisione del Cojop, Cirio e Lo Russo hanno diffuso una nota nella quale sottolineano comunque il valore della candidatura piemontese.
Per Torino, l’assegnazione delle gare di pattinaggio veloce avrebbe rappresentato una rivincita dopo il mancato coinvolgimento nei Giochi di Milano-Cortina 2026.
Restano aperti altri dossier dei Giochi
Il bureau exécutif delle dei Giochi 2030, oltre al pattinaggio di velocità deve definire altre questioni legate alla distribuzione delle sedi olimpiche.
Tra queste c’è la gara di hockey su ghiaccio, inizialmente prevista allo stadio Allianz Riviera di Nizza ma in discussione dopo l’elezione del nuovo sindaco Eric Ciotti. Le alternative attualmente sul tavolo sono la LDLC Arena di Décines-Charpieu, nell’area di Lione, e l’Accor Arena di Parigi.
Il Cojop dovrà inoltre completare la distribuzione delle gare di sci alpino e la localizzazione dei siti paralimpici. La presentazione complessiva delle sedi olimpiche e paralimpiche è prevista entro la fine di giugno.
Nel frattempo il bureau exécutif ha approvato anche la nomina del prefetto Vincent Roberti come nuovo direttore generale del Cojop.
Anche questa è stata un scelta che ha richiesto del tempo. Succede a Cyril Linette, che si era dimesso anche nel quadro di una serie di abbandoni, in particolare per divergenze con il presidente del Comitato organizzatore Edgar Grospiron. Nel frattempo, dal marzo scorso l’incarico ad interim era stato affidato a Michel Cadot, ex delegato interministeriale dei Giochi di Parigi 2024.








