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    Home » Articoli » Al colle del Nivolet, Parco del Gran Paradiso si arriva sempre in auto, ma in 350
    Ambiente e territorio

    Al colle del Nivolet, Parco del Gran Paradiso si arriva sempre in auto, ma in 350

    Enrico MartialEnrico Martial23 Giugno 2026
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    La strada verso il Colle del Nivolet (c) CC BY SA 4 0 Zairon Wikimedia Commons
    La strada verso il Colle del Nivolet (c) CC BY-SA 4_0 Zairon Wikimedia Commons
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    Dopo il 2024, in cui non vi è stata nessuna regolamentazione, al colle del Nivolet, nel Parco Nazionale Gran Paradiso si prova per il secondo anno a introdurre una limitazione numerica affrontare un overtourism di auto e mezzi motorizzati, almeno nella parte più alta, tra 2275 metri e 2612 metri di altitudine.

    Il problema risiede nella legislazione italiana: se in Francia o in Svizzera le strade di alta quota non sono consentite al traffico – con eccezioni per i proprietari o la forestale o la prevenzione incendi – in Piemonte e più in generale in Italia, non vi sono vincoli giuridici e obblighi. Solo in Valle d’Aosta e in altre Regioni autonome come il Trentino o l’Alto Adige, una legislazione dedicata ha introdotto vincoli e limiti simili a quelli di Francia e Svizzera.

    Un’abitudine culturale

    In questo modo, un’abitudine culturale italiana di salire in montagna con l’auto negli ultimi anni si è unita all’overtourism. Molti frequentatori dell’alta montagna in automobile sono originari delle città, normalmente considerati “low spending”: la gita domenicale alla ricerca del fresco, spesso con i panini di casa. Il fenomeno riguarda molta parte delle Alpi occidentali italiane, da Rochemolles, alla via del Sale, al colle del Nivolet.

    A Rochemolles, per esempio, nel 2024 il Prefetto aveva vietato un raduno di motociclette, e vi è ora in corso un dialogo con i sindaci della Haute Maurienne per limitare gli arrivi in auto al colle del Sommellier, poco sopra i 3000 metri.

    Comunque, la strada verso verso il Nivolet è già considerata nel sentire popolare come poco “naturale“, sia perché ben asfaltata sia perché conduce a laghi artificiali in quota, sebbene siano ambienti di alto valore naturalistico.

    La risposta delle politiche pubbliche piemontesi ha seguito un percorso diverso rispetto ai divieti di Francia e Svizzera e delle regioni autonome italiane, introducendo da un lato dei numeri chiusi e dall’altro tariffe di transito, che consentono, d’altra parte, la manutenzione di queste strade.

    E comunque, numeri chiusi e pedaggi sono comunque meglio del “liberi tutti” del 2024 e della semplice campagna di sensibilizzazione, svolta fino ad allora dal Parco del Gran Paradiso.

    33 mila transiti al Nivolet nel 2024

    Nel 2003 il Parco aveva sviluppato il progetto “A piedi tra le nuvole”, che era rimasto sul piano della sensibilizzazione. Le limitazioni al Nivolet erano minime – qualche ora per tutta la stagione estiva. Per anni non v’è stata alcuna forma di monitoraggio dei transiti, se non nel conteggio delle auto parcheggiate, i cui numeri sono comunque ancora difficili da conoscere.

    Infine, nel 2024 sono stati installati radar di velocità e telecamere per il conteggio delle vetture, in cima, al colle del Nivolet (2.612 metri di altitudine), appena sotto, in zona lago di Serrù (a 2.275 metri). Ve ne è anche uno in frazione Pianchette, a 1062 metri: ma è vicino a Noasca, prima di Ceresole Reale e 10 chilometri prima della salita che inizia a Villa. I radar sono entrati in funzione in tempi diversi, anche tardi rispetto alla stagione: solo il 24 luglio 2024 al Nivolet.

    Comunque, al colle del Nivolet, da quella data e nell’estate 2024 erano stati registrati oltre 33mila transiti. Nei fine settimana erano in media circa 428 veicoli al giorno, con punte di 1.145 veicoli in salita e un impatto complessivo, in quel giorno, tra andata e ritorno, di circa 2.300 transiti.

    Nel periodo di rilevamento tra il 30 luglio e il 7 ottobre 2024, in assenza di chiusure domenicali, la media settimanale superava i 2.400 veicoli in salita verso il Colle. Considerando anche la discesa, il carico complessivo corrispondeva a più di 4.800 transiti alla settimana.

    CARTA NIVOLET

    Un’azione ormai indispensabile

    Erano dati importanti, e un’azione era ormai indispensabile. Il Parco del Gran Paradiso, in cui si registrava questa forma di overtourism motorizzato, mostrava una reale difficoltà di gestione del fenomeno mentre aveva proprio compito di preservare quegli ambienti di alta quota, classificati Natura 2000.

    L’analisi che lo stesso Parco produsse nel 2024 fu una specie primo riscatto e di ripresa in mano del problema.

    Evidenziò anche l’impatto sulla fauna – come le marmotte che non uscivano dalle tane, gli insetti pollinatori eliminati, gli impatti per rumore, rifiuti, qualità dell’aria. Il Parco rese note le iniziative di limitazione nel marzo del 2025.

    Va comunque ricordato, a confronto con altri Paesi alpini, che vi sono altri ambienti di alta quota con forti presenze turistiche. In Francia, vi sono diversi colli alpini intervallivi ad alta quota i cui passano auto e moto d’estate, come il col de l’Iseran (2.770 metri) o il col du Galibier (2.645 metri). In Svizzera, la ferrovia dello Jungfrau arriva a 3.454 metri e ha imposto una regolazione di trasporto per un massimo di 5.500 persone al giorno. Ha comunque raggiunto 1,06 milioni di visitatori nel 2025: non sono auto, ma sono comunque molte persone.

    La regolamentazione, ma solo sopra i 2200 metri

    Con i rilievi emersi, il Parco nazionale del Gran Paradiso ha elaborato una regolamentazione, per il momento ancora limitata. Ha infatti cercato un difficile compromesso tra la domanda del turismo motorizzato e la volontà di contenere almeno in parte il fenomeno.

    Intanto, non vi è nessuna limitazione tra 1000 e 2200 metri, cioè tra la frazione di Villa e il lago Serrù, a 2275 metri, un bacino artificiale che con quello di Agnel alimenta la centrale idroelettrica di Villa, del gruppo Iren, 700 metri di dislivello più sotto.

    Image
    I laghi di Serrù e più lontano di Angnel, nei pressi del colle del Nivolet, in Piemonte (c) CC BY SA 4_0 wikimedia commons

    Il tratto finale invece, tra il Lago Serrù e la Piana del Nivolet, è regolato. È stato imposto per alcune date di luglio e di settembre e per il mese di agosto un limite massimo di 350 automezzi al giorno, motocicli compresi, con il pagamento di un accesso per veicolo a 10 euro, che si riscuotono online, su una piattaforma del Parco del Gran Paradiso, con l’evocativo nome turistico inglese di Nivolet Card.

    Tra Piemonte, Valle d’Aosta e … l’Enel

    La misura è frutto dell’accordo sottoscritto nel 2025 tra Parco Nazionale Gran Paradiso, Città Metropolitana di Torino, Regione autonoma Valle d’Aosta e i Comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche. Il coinvolgimento della Regione Valle d’Aosta e del Comune di Valsavarenche è dovuto al fatto che la strada entra in territorio valdostano per un breve tratto, che ospita il colle propriamente detto, il rifugio Città di Chivasso e il rifugio Savoia (2.534 metri), punti di destinazione di molte automobili.

    Per memoria, la strada nacque come collegamento tra Piemonte e Valle d’Aosta e l’Enel la costruì negli anni Sessanta per i lavori ma anche come ricompensa per l’installazione della linea elettrica ad alta tensione che passa proprio nella piana del Nivolet, sempre nel Parco del Gran Paradiso. La manutenzione sul lato valdostano si mostrò subito problematica, e la strada è rimasta in funzione sul solo versante piemontese, con un breve tratto nella Valsavarenche valdostana.

    Come funziona la regolazione nella parte alta, nel 2026

    A giugno 2026 la regolazione non è ancora iniziata – e le salite sono già molte in questi fine settimana di alte temperature in città. Partirà sabato 4 luglio e sarà applicata solo nei fine settimana di luglio, mentre dal 27 luglio al 30 agosto sarà invece in vigore tutti i giorni, per poi tornare nei soli due primi fine settimana di settembre. Nel 2024, proprio in un fine settimana di settembre vi era stato un picco di accessi in automobile.

    Vi è poi una navetta, a cui però la comunicazione del Parco attribuisce un peso relativo, e che non dispone di prenotazione online.

    Sono previste inoltre tre giornate di chiusura della strada, sempre nella parte in quota, tra 2200 e 2600 metri, tra il lago Serrù e il colle del Nivolet. La prima sarà il 27 giugno, un sabato, prima dell’avvio della regolazione di luglio, in occasione del Nivolet Bike Day. La seconda è in programma il 25 luglio, sempre un sabato, per il Fitwalking Day. La terza sarà il 21 agosto, un venerdì, quando il Nivolet ospiterà un evento del progetto Interreg BiodivTourAlps.

    Il Parco del Gran Paradiso, comunque non è solo nel progetto. Si è fatto affiancare da IRES Piemonte, l’ente di ricerca che dipende dalla Regione Piemonte e dall’Istituto di ricerca sulla crescita Economica Sostenibile (IRCRES), uno degli istituti distaccati, e con sede a Torino, del Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR). Vi è dunque da sperare che venga installato anche un altro punto di monitoraggio dopo la frazione di Villa, per contare quante auto iniziano la salita verso il lago Verrù.

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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