Arroccata sulla collina di Valère (Cantone del Vallese), la Basilica di Notre-Dame domina il centro storico di Sion e custodisce uno dei più preziosi patrimoni musicali di Europa, l’organo a canne più antico del mondo ancora funzionante. Tale strumento, realizzato attorno al 1435 e ancora conservante numerosi elementi originali del XV secolo, continua ancora oggi a essere utilizzato tra concerti e celebrazioni, con un suono vicino a quello del tardo Medioevo.
La storia dell’organo di Sion
La datazione dell’organo di Notre-Dame de Valère, a Sion, è stata confermata sia dalle analisi al carbonio-14 sia dai documenti conservati negli archivi della basilica stessa. Se un atto che testimonia come il pittore friburghese Peter Maggenberg ne abbia decorato le portelle tra il 1433 e il 1437, resta tuttavia sconosciuta la reale identità del suo costruttore.
Gli studiosi ritengono peraltro che lo strumento appartenga alla tradizione organaria borgognona, ma non esistono testi che consentano di attribuirne con certezza la realizzazione. Resta il fatto che la sua lunga vita è favorita da una serie di circostanze fortunate, tra cui la sopravvivenza al devastante incendio che alla fine del XVIII secolo distrugge larga parte della città risparmiando però la collina.
Anche durante le guerre che interessano l’Europa e nel periodo della Rivoluzione francese, quando numerosi organi sono distrutti assieme alle chiese che li ospitano, la posizione della basilica contribuisce a preservarlo. È anche nel solco di tale serie di eventi fortuiti e fortunati che ai giorni nostri il pubblico può ancora ascoltare uno strumento medievale perfettamente funzionante.

Secoli di restauri nel rispetto dell’originale
Nel corso della sua storia l’organo della Basilica di Notre-Dame de Valère di Sion è oggetto di diversi interventi di restauro, sempre orientati a mantenerne l’utilizzo senza comprometterne il valore storico. Tra il 1686 e il 1688, l’organaro Christoph Aebi rinnova il sistema di trasmissione meccanica, realizza un nuovo somiere e aggiunse quattro registri; seguono, nel 1718 e nel 1827, l’installazione di un registro autonomo destinato alla pedaliera.
L’intervento più significativo in epoca moderna risale al 1954, quando la ditta svizzera Kuhn Orgelbauriporta lo strumento nuovamente in funzione dopo un lungo periodo di silenzio. Più recentemente ancora, nel 2022, l’organo è accordato secondo il temperamento mesotonico, una scelta che permette di valorizzarne ulteriormente il repertorio storico.
Un capolavoro di musica e arte
L’organo di Sion rappresenta anche una preziosa opera artistica, con la sua cassa lignea originale, ancora perfettamente conservata, dalla caratteristica struttura che richiama le mura merlate di una città medievale. Le portelle, il suo elemento più prezioso, raffigurano all’esterno l’Annunciazione, mentre all’interno sono visibili di Wion la Madonna con il Bambino e l’incontro tra Maria Maddalena e Cristo risorto.
Non è un caso se le vicende dello strumento attraversano trasversalmente l’evoluzione della religione europea, che dopo la Riforma protestante elimina tali strumenti ritenuti incompatibili con la nuova concezione della liturgia. Il Vallese, rimasto saldamente cattolico, segue per contro un percorso diverso e riesce a conservare una tradizione organistica che ancora oggi rappresenta uno degli elementi distintivi del suo patrimonio culturale.
L’organo di Valère, difatti, è il gioiello più celebre ma non l’unico di un patrimonio molto più vasto, che nel solo Canton Vallese conta circa 250 organi realizzati tra XVII e XVIII secolo in seno alle famiglie di organari Carlen e Walpen. Molti di essi, di fattura e composizione più semplice rispetto alle varianti attuali ma comunque conservanti elementi di epoca, sono anche in grado di valicare il confine e raggiungere anche la Savoia e il Nord Italia.

Un patrimonio che continua a vivere
Da oltre 20 anni, l’organista Edmond Voeffray è il custode musicale di tale straordinario strumento, cui egli ha dedicato pubblicazioni redatte al fianco dello storico Cyrille Fauchère. Diplomato nel 1996 presso il Conservatorio di Losanna sotto la guida di Pierre-Alain Clerc, egli collabora peraltro con riviste specializzate tra cui “La Tribune de l’Orgue”, per la quale ha trattato proprio dei lavori di restauro.
Ogni estate dal 1969, inoltre, la Basilica di Notre-Dame de Valère ospita il Festival internazionale dell’organo, che richiama interpreti e appassionati provenienti da tutto il mondo. Il programma propone pagine del grande repertorio europeo, dimostrando come uno strumento costruito quasi 600 anni fa sia ancora oggi capace di dialogare con il presente.
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