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    Home » Articoli » Popillia japonica: il coleottero giapponese avanza tra le Alpi
    Ambiente e territorio

    Popillia japonica: il coleottero giapponese avanza tra le Alpi

    Diletta PerettoDiletta Peretto15 Luglio 2026
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    Popillia japonica (c) Diletta Peretto
    Popillia japonica (c) Diletta Peretto

    Foglie ridotte a scheletri, vigneti compromessi, frutteti devastati. La Popillia japonica, il coleottero originario dell’Asia orientale classificato come organismo di quarantena prioritario nell’Unione europea, colpisce oltre 300 specie vegetali e lo fa con una rapidità che lascia poco margine di reazione. Vite, mais, nocciolo, pesco, susino e piante ornamentali figurano tra le colture più esposte.

    SERIE: La papilla japonica, l’insetto vorace che arriva sulle Alpi occidentali 2/2

    Segnalata per la prima volta in Europa nel 2014 tra Piemonte e Lombardia, la Popillia japonica torna a far parlare di sé nell’estate 2026 con segnalazioni preoccupanti su entrambi i versanti delle Alpi e una progressione geografica che non accenna a rallentare.

    L’insetto si sposta sia passivamente — attraverso veicoli, imballaggi e piante ornamentali provenienti da zone infestate — sia in volo, coprendo autonomamente fino a dieci chilometri.

    Piemonte: l’epicentro è il Canavese

    In Piemonte la situazione appare più avanzata. Secondo il monitoraggio di Coldiretti, il territorio di Caluso, nel Canavese, rappresenta attualmente l’epicentro dell’infestazione nella regione.

    Le colture più colpite sono il mais e i frutteti di albicocche, ma l’insetto sta aggredendo con particolare intensità anche i vigneti dell’Erbaluce, divorando l’apparato fogliare delle viti. Le stime parlano di perdite potenziali fino al 70% dei raccolti locali.

    La diffusione non si limita al Canavese: l’insetto è segnalato in modo crescente anche nelle pianure del Vercellese e del Biellese, con una direttrice che procede da Borgo d’Ale verso nord-est.

    Valle d’Aosta: anticipo di due settimane e nuovi territori coinvolti

    In Valle d’Aosta i viticoltori della Bassa Valle descrivono una stagione 2026 già più difficile rispetto alla precedente. L’attacco è iniziato intorno alla metà di giugno, con circa due settimane di anticipo rispetto al 2025, e gli esemplari rilevati sono sensibilmente più numerosi. Le aree più colpite rimangono quelle vicine ai prati irrigui e alle zone umide, ambienti favorevoli alla riproduzione del coleottero.

    Il dato forse più allarmante riguarda però l’espansione geografica: la Popillia japonica non è più circoscritta alla Bassa Valle ma sta colonizzando progressivamente la Media Valle.

    Il servizio fitosanitario dell’amministrazione regionale valdostana ha in corso una campagna di monitoraggio e di informazione. Ha inoltre installato 188 trappole da Pont-Saint-Martin a Chambave.

    Vigneto valdostano colpito dalla Popillia japonica (c) Diletta Peretto
    Vigneto valdostano colpito dalla Popillia japonica (c) Diletta Peretto

    Francia: prime detezioni in Provenza e nel Doubs, misure restrittive nel Queyras

    Il 16 giugno 2026 le autorità fitosanitarie francesi hanno intercettato un esemplare di Popillia japonica nel comune di Ecot, nel Doubs. Si tratta della prima cattura registrata in Francia nel corso di quest’anno. Due giorni dopo, il 18 giugno, un maschio e una femmina sono stati individuati a Cannes, nel quadro del dispositivo ufficiale di sorveglianza degli organismi nocivi regolamentati: prima detezione dell’insetto in Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

    L’insetto aveva già fatto la sua comparsa sul territorio francese nell’estate 2025, con cinque intercettazioni documentate in Alsazia e l’identificazione di un focolaio nei pressi del confine svizzero nell’agosto dello stesso anno, che ha coinvolto quattro comuni dell’intercomunalità di Thonon Agglomération: Chens-sur-Léman, Veigy-Foncenex, Douvaine e Loisin.

    Popillia japonica: area delimitata nell'Alta Savoia (c) Thonon Agglomération
    Popillia japonica: area delimitata nell’Alta Savoia (c) Thonon Agglomération

    A seguito dell’allerta delle autorità italiane, Abriès-Ristolas et Molines-en-Queyras, due comuni delle Hautes-Alpes vicine al confine con il Piemonte, hanno imposto misure per ridurre i rifiuti verdi all’aperto. Nello Chablais francese misure di monitoraggio e prevenzione sono state avviate da Thonon Agglomération, in considerazione della presenza dell’insetto nel Vallese e a Ginevra.

    Svizzera: il Ticino sotto pressione, il Vallese apre un nuovo fronte

    In Ticino l’Ufficio federale dell’agricoltura svizzero registra un aumento della popolazione di Popillia japonica, con i primi danni quantificabili in termini di perdite di produzione e di qualità, in particolare nei vigneti. Le stazioni di monitoraggio allestite dal Servizio fitosanitario cantonale restituiscono un quadro preoccupante: i barattoli di cattura posizionati al parco Ciani di Lugano e nel parco dell’Università della Svizzera italiana si sono rivelati già pieni, a testimonianza di una presenza massiccia dell’insetto anche nei contesti urbani.

    Un secondo fronte si è aperto in Vallese, dove il Servizio dell’agricoltura cantonale ha lanciato un appello alla vigilanza. L’insetto è presente nel Chablais e nell’Alto Vallese, con tre aree sotto monitoraggio che presentano situazioni distinte: nella zona del Sempione la diffusione ha ormai superato la soglia dell’eradicabilità e le autorità puntano esclusivamente al contenimento; tra Rarogne e Termen i tecnici stanno ancora tentando di eradicare il coleottero; nel Chablais, a Yvorne nel canton Vaud, le autorità hanno individuato un focolaio e istituito una zona tampone, dove al momento nessun esemplare risulta presente. I primi individui della stagione 2026 sono comparsi nella regione di Viège tra l’8 e il 15 giugno.

    Il Servizio dell’agricoltura vallesano raccomanda la massima attenzione anche ai viaggiatori: durante il periodo di volo, compreso tra giugno e settembre, chi transita dal Sempione, dal Ticino o dal nord Italia dovrebbe ispezionare bagagli e veicoli per evitare di trasportare accidentalmente esemplari adulti.

    Una progressione che segue le valli alpine

    Mettendo insieme i dati disponibili, emerge un quadro coerente: la Popillia japonica si muove lungo le valli e i corridoi alpini, espandendosi anno dopo anno sia in senso altitudinale che latitudinale. Dal Piemonte alla Svizzera, dalla Valle d’Aosta fino ai versanti francesi, l’insetto sfrutta la connettività del territorio montano e la mobilità involontaria garantita dai trasporti per colonizzare nuove aree.

    La stagione 2026 conferma che il fenomeno ha superato la fase di prima introduzione ed è entrato in una fase di consolidamento e diffusione attiva, che rende sempre più urgente il coordinamento delle misure di contrasto su scala transfrontaliera.

    LEGGI ANCHE : A giugno temperature nel Mediterraneo sino a 6 gradi oltre la norma

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    Diletta Peretto

    Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

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