Un disegno di legge sostenuto dai partiti di centrodestra di Ginevra, dai liberali-radicali del PLR Genève a Le Centre Genève, vorrebbe meno trasparenza negli acquisti immobiliari nel cantone, che attualmente vengono pubblicati nella Feuille d’avis officielle (FAO), la gazzetta degli atti pubblici e giudiziari del cantone.
Gli autori della proposta legislativa indicano che la trasparenza e potrebbe essere addirittura fonta di atti criminali come i cosiddetti home-jackings, cioè i furti anche con persone presenti in casa.
In Svizzera, è data ai cantoni la possibilità di pubblicare questi dati sulla base di una norma federale. La sua applicazione varia caso per caso: tra l’altro, i cantoni di Jura e Nidwald pubblicano anche i prezzi come Ginevra.
Attrattività e furti
Il progetto di legge è promosso dal deputato Sébastien Desfayes, avvocato e membro del direttivo della Chambre genevoise immobilière, con il sostegno del PLR. Dietro l’iniziativa vi è la preoccupazione dei commodity traders, riferita da Florence Schurch, segretaria generale di Suissenégoce.
Il caso di riferimento, secondo il media GothamCity.ch, riguarderebbe il dirigente di un’azienda, la cui casa sarebbe stata svaligiata poche settimane dopo la pubblicazione dell’acquisto sulla gazzetta. Il violento home-jacking di Choulex, molto seguito dalla stampa lo scorso dicembre, avrebbe anche alimentato timori diffusi, in particolare tra i famigliari dei trader.
Desfayes sostiene inoltre che l’argomento della lotta al riciclaggio, storicamente usato per difendere la pubblicazione dei dati, sia ormai superato: dal luglio 2026 i notai saranno affiliati a un organismo di autoregolamentazione con controlli supplementari sulla provenienza dei fondi. L’ex presidente della Camera dei notai, Karim Messali, ha difeso la discrezione come “un valore importante” per la Svizzera.
La diversità di posizione
Il procuratore generale Olivier Jornot si è opposto. Le audizioni condotte dalla commissione del Grand Conseil non hanno stabilito alcun legame tra le pubblicazioni della FAO e i recenti home-jacking. Per Jornot la concentrazione di grandi patrimoni a Ginevra richiederebbe anzi più trasparenza, anche per il ruolo che i giornalisti svolgono nel far emergere operazioni atipiche. Anche la polizia cantonale si oppone, segnalando rischi di riciclaggio.
Sul fronte politico, oltre alla sinistra e all’associazione degli inquilini di Ginevra ASLOCA, tradizionali difensori della FAO contro speculazione e abusi immobiliari, si è schierata a sorpresa anche l’Union démocratique du centre (UDC, destra), giudicando “malvenuto” nascondere alcune realtà del mercato immobiliare – una posizione che il PLR ha detto di faticare a comprendere.
L’ASLOCA ha inoltre proposto un compromesso che escluderebbe il mercato degli affitti dalla legge.
I precedenti tentativi di abolire la trasparenza
Il tema torna periodicamente all’ordine del giorno del Grand Conseil ginevrino. Un primo tentativo di sopprimere la pubblicazione delle transazioni immobiliari risale al 2011, con la firma dello stesso procuratore generale Olivier Jornot, allora deputato: la modifica fu approvata, inserita in una più ampia riforma della legge di applicazione del Codice civile.
Il Grand Conseil fece però marcia indietro dopo le polemiche suscitate da un articolo della Tribune de Genève che ne sottolineava l’utilità nella lotta al riciclaggio di denaro e agli affitti abusivi.
Durante la reintroduzione del 2011, si pronunciarono a favore della pubblicazione delle transazioni immobiliari l’ufficio cantonale di statistica, il dipartimento della sicurezza, della polizia e dell’ambiente e la Procura di Ginevra. Si oppose invece l’Union suisse des professionnels de l’immobilier di Ginevra.
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