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    Home » Articoli » Incendio nel Parco nazionale degli Écrins: fuoco sotto controllo, restano focolai attivi
    Ambiente e territorio

    Incendio nel Parco nazionale degli Écrins: fuoco sotto controllo, restano focolai attivi

    Enrico MartialEnrico Martial29 Luglio 2026
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    Dans la zone des opérations à la présence de la sous-Préfète de Briançon (c) Prefecture des Hautes Alpes
    Dans la zone des opérations à la présence de la sous-Préfète de Briançon (c) Prefecture des Hautes Alpes

    L’incendio nel Parco degli Écrins, tra L’Argentière-la-Bessée e Freissinières, è considerato “fissato”, ma non è ancora spento.

    Il rogo, iniziato il 15 luglio 2026 nel massiccio del Bois Noir, ha percorso circa 510 ettari e continua a produrre focolai e fumarole, soprattutto nelle ore più calde e ventose.

    Una ripresa vicino a Plan Léothaud

    Nella notte tra il 27 e il 28 luglio non sono state segnalate nuove riprese nella valle di Freissinières. Nel territorio vicino di L’Argentière-la-Bessée è stata invece osservata una ripresa significativa nei pressi del borgo di Plan Léothaud.

    Il termine “fissato” indica che il fronte dell’incendio non avanza più, ma non esclude la presenza di zone ancora esposte al fuoco. Il colonnello Jean-Yves Brobecker, direttore aggiunto del servizio antincendio e di soccorso delle Hautes-Alpes, ha spiegato che l’umidità notturna limita temporaneamente l’attività del fuoco, mentre l’aumento delle temperature e il vento favoriscono nuove accensioni dalla tarda mattinata.

    All’interno del perimetro percorso dalle fiamme rimangono aree di vegetazione non ancora bruciate e pietre calde, che possono riattivare i focolai. Per questa ragione sono ancora visibili fumarole e le operazioni di sorveglianza e spegnimento proseguono.

    Più di cinquecento ettari percorsi dal fuoco

    La rilevazione della prefettura delle Hautes-Alpes indica una superficie percorsa di circa 510 ettari, rimasta stabile.

    Il rogo è considerato il più esteso registrato nel Dipartimento delle Hautes-Alpes da almeno cinquant’anni. Le prime fiamme sono comparse il 15 luglio sul Rocher de Touard, nel territorio di Freissinières, probabilmente dopo che un fulmine aveva colpito e incendiato una ceppaia in una zona quasi inaccessibile. Diverse critiche sono state espresse sui social media da parte di osservatori locali che hanno evidenziato ritardi nelle prime operazioni di spegnimento. Vi sono stati tra l’altro interventi improvvisati messi in atto da escursionisti presenti sul posto.

    Dopo una prima fase, il fuoco ha preso forza il 20 luglio, alimentato dal vento e dalla vegetazione secca, estendendosi nel settore del Bois Noir tra Freissinières e L’Argentière-la-Bessée.

    Le operazioni di spegnimento

    Le squadre continuano a individuare e trattare i punti caldi, controllare le aree non bruciate all’interno del perimetro e mettere in sicurezza un terreno ripido e soggetto alla caduta di pietre. Le autorità ritengono che, in assenza di condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli, l’incendio dovrebbe restare contenuto nei prossimi giorni.

    Secondo la prefettura di dipartimento, sono impegnati 116 vigili del fuoco, affiancati da 35 mezzi, mentre le operazioni proseguono nei settori considerati più sensibili. Nelle zone difficili da raggiungere interviene anche l’elicottero antincendio messo a disposizione dal dipartimento e dalla Comunità dei comuni.

    Gli abitanti dei nuclei evacuati sono rientrati nelle loro case, nei villaggi di Les Meyries, Maison Neuve, Les Hodouls, Le Plan, L’Ubac e Plan Léothaud.

    Restano invece in vigore alcune limitazioni alla circolazione. La strada dipartimentale RD 38, nel tratto compreso tra il ponte des Traverses e il borgo di Pallon, e la RD 138 A rimangono chiuse. La RD 38 tra Pallon e Saint-Crépin è stata inoltre vietata ai ciclisti, perché ritenuta pericolosa, mentre resta aperta al traffico automobilistico.

    L’intera zona continua a essere vietata agli escursionisti e a tutte le attività all’aperto.

    Rischi di frane

    Il 28 luglio è prevista la posa di blocchi di cemento forniti dalla Communauté des Communes Pays des Écrins per proteggere l’hotel Les 5 Saisons dal rischio di caduta massi. Le evacuazioni ordinate nei giorni precedenti erano state motivate proprio dall’instabilità dei versanti danneggiati dall’incendio. Il Parco nazionale riferisce che undici persone erano state allontanate dal borgo di Plan per il possibile distacco di blocchi rocciosi.

    Nel comune di L’Argentière-la-Bessée, la riapertura al pubblico della miniera d’argento è annunciata per mercoledì 29 luglio.

    LEGGI ANCHE: “CliCAlp”, una piattaforma per comprendere il cambiamento climatico nelle Alpi

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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