Secondo le nuove proiezioni di demografia del Servizio cantonale di statistica e perequazione, nei prossimi trent’anni il cantone Vallese guadagnerà circa 67.700 residenti, soprattutto grazie alle migrazioni.
Aumenteranno tuttavia l’invecchiamento della popolazione e le differenze tra le diverse aree del territorio.
Quasi 68mila abitanti in più entro il 2055
Al 31 dicembre 2025 il Vallese contava 376.113 residenti permanenti. Nello scenario demografico medio saranno 443.765 nel 2055: 67.700 abitanti in più in trent’anni, con una crescita media annua dello 0,55 per cento.
Dal 2000 il Vallese cresce più rapidamente della Svizzera nel suo complesso. Il tasso medio annuo è stato dell’1,24 per cento, contro lo 0,95 per cento nazionale.
Il nuovo aggiornamento delle proiezioni è stato reso necessario dall’accelerazione registrata dal 2023. Una dinamica che nei prossimi decenni potrebbe aumentare la domanda di abitazioni, trasporti e servizi sanitari, soprattutto nelle aree con la crescita più sostenuta.
Martigny, Briga e Sion crescono di più
La crescita non sarà uniforme. Il Basso Vallese dovrebbe registrare l’aumento maggiore, con una media annua dello 0,7 per cento. Seguono il Vallese centrale, con lo 0,6 per cento, e l’Alto Vallese, con lo 0,4 per cento: si tratta dell’effetto delle attività economiche di pianura e del legame con i poli di Losanna e Ginevra.
Tra i distretti, la crescita più forte è prevista a Martigny, +1,1 per cento medio annuo, davanti a Briga, +0,9 per cento, e Sion, +0,8 per cento.
Tre distretti potrebbero invece perdere popolazione: Goms, -0,8 per cento all’anno; Hérens, -0,5 per cento; Raron, -0,2 per cento.
Il cantone dovrà quindi affrontare due fenomeni contemporaneamente: maggiore concentrazione della popolazione nei poli più dinamici e riduzione degli abitanti in alcune aree rurale e di montagna.
In Vallese il saldo naturale era ancora leggermente positivo nel 2024, con 118 nascite in più rispetto ai decessi, ma secondo le nuove proiezioni diventerà presto negativo. La crescita dipenderà quindi dalle migrazioni, con arrivi internazionali e intercantonali superiori alle partenze.

Un residente su tre avrà almeno 65 anni
La crescita sarà accompagnata da un forte invecchiamento. Dal 2019 in Vallese le persone con almeno 65 anni sono già più numerose dei residenti con meno di 20 anni.
Oggi gli over 65 rappresentano il 21 per cento della popolazione. Nel 2055 arriveranno al 31 per cento. Nello stesso periodo la quota degli under 20 scenderà dal 19 al 15 per cento.
Cambierà anche il rapporto tra anziani e popolazione in età attiva. Il numero di persone con almeno 65 anni ogni cento residenti tra 20 e 64 anni passerà da 34,8 a 56,8. In termini più immediati, oggi ci sono circa 2,9 persone in età attiva per ogni over 65. Nel 2055 saranno 1,8.
La sfida per case, trasporti e sanità
Quasi 68mila residenti in più significano maggiore domanda di abitazioni, mobilità e servizi pubblici. La pressione sarà più forte nelle aree di Martigny, Briga e Sion, dove la crescita prevista supera la media cantonale.
L’invecchiamento aggiunge una seconda sfida. Una popolazione più numerosa ma con una quota molto più alta di anziani richiederà una maggiore capacità del sistema sanitario e assistenziale, mentre diminuirà il peso relativo della popolazione in età attiva.
Le proiezioni non indicano soltanto quanti abitanti avrà il Vallese. Delineano anche una trasformazione territoriale: crescita concentrata nei principali centri, alcune aree in declino e un equilibrio demografico sempre più dipendente dalle migrazioni.
Un confronto alpino con Alta Savoia, in crescita, e Valle d’Aosta, in calo
Nel 2023 l’Alta Savoia contava 861.158 abitanti. Tra il 2016 e il 2022 aveva guadagnato circa 8mila residenti all’anno, con una crescita media dell’1 per cento annuo, una delle più elevate della Francia metropolitana. Metà dell’aumento derivava dal saldo naturale e metà da quello migratorio.
Secondo lo scenario centrale dell’Insee, l’Istituto francese di statistica, la popolazione dovrebbe continuare ad aumentare fino a circa 927mila abitanti nel 2056, per poi ridursi leggermente fino a 919.700 nel 2070. Rispetto al 2018 sarebbero comunque circa 103mila residenti in più. La vicinanza a Ginevra è indicata come uno dei principali fattori della crescita, attraverso l’espansione dell’area metropolitana e residenziale transfrontaliera.
In Valle d’Aosta, al contrario, la popolazione è in calo: nel 2024 il saldo naturale è stato di -790 persone, con 639 nascite e 1.429 decessi, Il saldo migratorio positivo, +614, non è stato sufficiente a compensare la perdita naturale.
Le nuove proiezioni Istat pubblicate dalla Regione sono ancora più significative. Nello scenario mediano, la popolazione scenderebbe a 121.919 abitanti nel 2030 e a 112.325 nel 2050, con un ulteriore invecchiamento nei prossimi decenni, che non sarebbe compensato da saldi migratori positivi.
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