Fulvio Vicquéry e Valerio Stradella sono stati gli “Inconnus” in mostra questa estate al centro espositivo del Comune di Saint-Oyen in Valle d’Aosta.
I due artisti sono anche grandi amici e colleghi, con esperienze professionali e relazioni costruite anche fuori dalla Valle d’Aosta e dall’Italia, Hanno riunito manifesti, pittura e lavori su vetro e plexiglas in un’esposizione molto particolare. Domenica 30 agosto sarà l’ultimo giorno, e sarà anche una piccola festa
Gli Inconnus che tanto sconosciuti non sono
A Saint-Oyen arrivano da due percorsi artistici diversi, ma vicini sul piano professionale. Quello di Vicquéry passa dalla grafica, dal manifesto, dall’editoria e dalla comunicazione, anche pubblica. Quello di Stradella unisce progettazione grafica, pittura e una tecnica personale di lavorazione del vetro e del plexiglas.
Fulvio Vicquéry è passato dal liceo artistico di Brera a Milano. da Architettura a Torino, da esperienze in Francia e in Belgio, per poi avvicinarsi alla grafica e al fumetto.
Ha poi iniziato a lavorare con un proprio studio grafico, dal quale sarebbe nata VisaMultimedia. Molti dei suoi manifesti riguardano la Valle d’Aosta, in un’epoca d’oro della comunicazione grafica pubblica e di un particolare stile grafico, tutto sul gesto della mano. Ci sono però suoi cartelli e manifesti per l’Ufficio postale delle Nazioni Unite a Ginevra, per la Croce rossa internazionale, per il ministero italiano dell’Agricoltura.
Una parte della mostra di Saint-Oyen ha raccolto proprio dei manifesti, anche toccanti, per la data, per il senso di conitnuità degli eventi rappresentanti (la foire de Saint-Ours, lo Charaban, l’Exposition des vins), per gli stili e le tecniche di allora.

Poi, su un tavolino in una delle due sale, si vedeva anche delle copie del suo romanzo Tallinn (Sylos). Alla fine degli anni Ottanta, Vicquéry ha cominciato a viaggiare in Finlandia, nella Carelia russa e nei territori dell’ex Unione Sovietica.

Nel 1990 è anche arrivato a Murmansk , nota per il suo difficile accesso agli occidentali (e un po’ a tutti). Negli anni ha costruito relazioni e rapporti personali soprattutto in Estonia. Così in Tallin – che ha una sua narrazione e un suo messaggio – si ritrovano luoghi, incontri e le persone conosciute durante quei viaggi.
Stradella, dal progetto grafico al vetro
Valerio Stradella arriva anche lui dalla progettazione grafica e dalla comunicazione visiva, su cui ha imbastito la sua attività professionale. La voglia d’arte è stata però ben presente, e nel tempo ha prodotto diverse opere di cui alcuni sono state esposte a Saint-Oyen. Ci sono dipinti, anche emozionanti, e un notevole lavoro sul vetro e sul plexiglas.
Il suo percorso conserva quindi un rapporto stretto con il progetto dell’immagine e della comunicazione: con le tecniche del vetro, l’effetto è però notevole.

Incunnus mette così insieme non soltanto opere, ma pezzi di biografia. Alla fine i due “sconosciuti” si sono ritrovati a Saint-Oyen. Bisognava ascoltarli e osservarli mentre raccontavano le loro opere con felicità ma per accenni, tra distacco e riservatezza, visto che è impossibile raccontare tutto, e non è detto che serva a qualcosa.
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