Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Aderire
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • I PODCAST di Nos Alpes
      • I VIDEO di Nos Alpes
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » Pelagos, il santuario marino che unisce tre Paesi per proteggere i cetacei
    Nos Alpes alla scoperta…

    Pelagos, il santuario marino che unisce tre Paesi per proteggere i cetacei

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino29 Agosto 2026
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    Due delfini del Sanruario Pelagos, Deux dauphins du Sanctuaire Pelagos (c) Public domain, Jessica Redfern, Wikimedia Commons
    Due delfini del Sanruario Pelagos, Deux dauphins du Sanctuaire Pelagos (c) Public domain, Jessica Redfern, Wikimedia Commons

    Guardandolo su una carta geografica, il Santuario Pelagos non segue i confini politici ma si configura quale area marina transfrontaliera che attraversa le acque di Italia, Francia e Principato di Monaco. Proprio la sua natura ecosistemica di un unico grande ambiente marino e la continuità ecologica che questo implica rendono necessario un coordinamento che superi le frontiere per proteggere i mammiferi marini e gli ambienti nei quali vivono.

    Esso occupa una superficie pari a circa 87.500 chilometri quadrati e si sviluppa per 2.022 chilometri lungo le coste dei tre Paesi, comprendendo una parte del Golfo del Leone, l’intero Mar Ligure e una porzione del Mar Tirreno settentrionale. Considerando anche la Corsica, il nord della Sardegna e numerose isole minori, il suo territorio arriva a interessare complessivamente 241 comuni costieri, di cui 129 francesi, 111 italiani e uno monegasco.

    La mappa del Santuario Pelagos (c) Hélène Labach - MIRACETI, M. Costa - Tethys, Vincent Jacques - Drone de Regard
    La mappa del Santuario Pelagos (c) Hélène Labach – MIRACETI, M. Costa – Tethys, Vincent Jacques – Drone de Regard

    Perché proprio questo tratto transfrontaliero del Mar Mediterraneo?

    Le acque del Mar Mediterraneo nord-occidentale sono particolarmente produttive e offrono una notevole disponibilità di alimenti, creando condizioni favorevoli alla presenza di numerose specie di cetacei. Qui le dinamiche marine, la morfologia dei fondali e la disponibilità di prede contribuiscono a creare habitat utilizzati durante diverse fasi della vita degli animali.

    Per tale ragione il Santuario Pelagos va pensato come un ecosistema complesso, nel quale la presenza dei grandi mammiferi è legata all’equilibrio dell’intera rete alimentare. La particolare ricchezza biologica dell’area è stata riconosciuta anche a livello internazionale, quando esso è stato inserito nella lista delle Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) nell’ambito della Convenzione di Barcellona.

    Una balenottera comune (c) CC BY-SA 3.0, Jose Antonio, Wikimedia Commons
    Una balenottera comune (c) CC BY-SA 3.0, Jose Antonio, Wikimedia Commons

    Dall’idea degli anni Novanta all’accordo internazionale

    L’idea di creare un santuario ai mammiferi marini nasce alla fine del Novecento, grazie al lavoro di ricercatori e organizzazioni ambientaliste che documentano la concentrazione in loco di cetacei e le minacce alle quali sono sottoposti. Nel 1990 l’Istituto Tethys elabora il “Progetto Pelagos”, il quale propone la costituzione di una area di protezione fondata sulla ricchezza biologica e sull’importanza scientifica della regione.

    Alcuni anni più tardi, dopo la sottoscrizione nel 1993 di una dichiarazione comune tra Francia, Italia e Principato di Monaco, il 25 novembre 1999 i tre Paesi firmano a Roma l’”Accordo Pelagos”. A seguito delle dovute ratifiche nazionali, esso entra ufficialmente in vigore il successivo 21 febbraio 2002, anche se nel novembre 2001 esso è già stato inserito nella già citata lista della Convenzione di Barcellona.

    Due globicefali (c) CC BY-SA 3.0, Dirk Klaus, Wikimedia Commons
    Due globicefali (c) CC BY-SA 3.0, Dirk Klaus, Wikimedia Commons

    Un mare abitato dai cetacei

    Ma quali animali ospita dunque il Santuario Pelagos?

    Anzitutto, nella vasta area transfrontaliera coinvolta non è raro incontrare una balenottera comune, il più grande animale che si possa osservare con regolarità nel Mediterraneo dopo la balenottera azzurra. Minacciata dalla sottopopolazione mediterranea e dunque considerata in pericolo, essa può superare i 20 metri di lunghezza e trascorrere diversi minuti sott’acqua prima di tornare in superficie.

    Nelle acque più profonde, tra zone di scarpata continentale e fondali, si incontra anche il capodoglio, il più grande degli odontoceti, capace di immergersi a oltre 2 mila metri alla ricerca di prede. La foca monaca mediterranea, invece, è molto più rara e la sua presenza nella zona è occasionale, perciò la sua osservazione rappresenta un evento decisamente meno comune rispetto a quella dei cetacei.

    Altre presenze caratteristiche sono lo zifio, il globicefalo e il grampo, mentre nelle acque del Santuario vivono anche tursiopi, delfini comuni e stenelle striate, queste ultime individuabili in gruppi numerosi vicino alle imbarcazioni.

    Una stenella striata (c) CC BY-SA 4.0, Wanax01, Wikimedia Commons
    Una stenella striata (c) CC BY-SA 4.0, Wanax01, Wikimedia Commons

    Non soltanto balene: un ecosistema da proteggere

    Il valore del Santuario Pelagos dipende peraltro dalla varietà degli ambienti marini compresi nei suoi confini, tra cui acque costiere, aree pelagiche, fondali profondi, scarpate e canyon sottomarini. Ne risulta che la tutela dei cetacei non possa prescindere dalla protezione degli habitat in cui essi vivono, spesse volte afflitti da cambiamenti nella disponibilità di prede, inquinamento o rumore umano.

    Le coste sono difatti densamente abitate e il traffico marittimo, la pesca, la navigazione da diporto, il turismo e le altre attività economiche esercitano pressioni differenti sull’ambiente. Per i cetacei una minaccia evidente è rappresentata dalle collisioni con le imbarcazioni, mentre per altre specie assumono importanza le catture negli attrezzi da pesca o l’inquinamento acustico che può interferire con l’ecolocalizzazione.

    Di qui la necessità, tramite azioni armonizzate tra i tre Paesi, di contrastare le diverse forme di disturbo e mortalità legate alle attività umane, anche attraverso ricerca scientifica, monitoraggio e coordinazione.

    Le escursioni guidate nel Santuario Pelagos (c) CC BY-SA 4.0, Animalculum, Wikimedia Commons
    Le escursioni guidate nel Santuario Pelagos (c) CC BY-SA 4.0, Animalculum, Wikimedia Commons

    Dalla ricerca all’osservazione in mare

    Il Santuario Pelagos è dunque anche un luogo di ricerca scientifica, nel quale campagne di monitoraggio permettono di comprendere dove si concentrano le diverse specie, quali habitat utilizzano e come cambiano le loro popolazioni. 

    Nel corso degli anni sono nate iniziative dedicate all’osservazione dei cetacei e alla sensibilizzazione del pubblico, tra le quali spicca la creazione nel 1986 dell’Istituto Tethys. Esso si occupa di salvaguardia, cura e studio dei cetacei e dell’ambiente marino, identificando singolarmente gli esemplari attraverso fotografie o filmati poi custoditi in una banca dati europea. 

    Tale area è peraltro meta, soprattutto lungo la stagione estiva, di visite guidate e crociere in barca alla scoperta dell’ambiente marino e dei suoi abitanti al fianco di biologi marini ed esperti del settore. Esistono inoltre numerosi operatori privati, con base nei porti delle coste liguri, della Costa Azzurra e di Monaco, che organizzano escursioni all’interno della zona protetta.

    LEGGI ANCHE: I Calanchi di Marsiglia, la costa tra roccia e Mar Mediterraneo

    Featured
    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
    • Facebook

    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    Aula studio nel territorio montano della Città metropolitana di Torino (c) Città metropolitana di Torino
    Scuola e università

    Aule studio nei comuni della provincia di Torino, 5 mila euro ciascuno

    8 Settembre 2026
    L’esposizione “Raccontami la Savoia!” di Hautecombe dedicata alle leggende alpine, L’exposition « Conte-moi la Savoie ! » d’Hautedombe dédiée aux légendes alpines (c) Département de la Savoie
    Cultura e patrimonio

    A Hautecombe una mostra che racconta le leggende alpine

    8 Settembre 2026
    Il rifugio Massi a Oulx (c) Fondazione Talità Kum Budrola ETS
    Economia e politica

    Migranti tra Oulx e Briançon, due rifugi sulla rotta dall’Italia alla Francia

    8 Settembre 2026
    Cérémonie commémorative du 500ème en 2026 (c) Grand Conseil - République et canton de Genève
    Politica

    A Ginevra, alcuni deputati vogliono meno trasparenza negli acquisti immobiliari

    7 Settembre 2026
    L’andamento della radiazione solare in Europa e nelle Nostre Alpi, L'évolution du rayonnement solaire en Europe et dans Nos Alpes (c) “Recent increases in solar UV radiation across Europe: a 40-location study to identify trend boundaries”, “Photochemical & Photobiological Sciences”
    Ambiente e territorio

    Più radiazioni UV sull’Europa: l’aumento interessa anche le Nostre Alpi

    7 Settembre 2026
    Lancement du projet Passerelle le 10 juillet à Vallorbe (c) Interreg France Suisse
    Economia

    Interreg Francia-Svizzera, nuovi progetti per 15 milioni e candidature entro l’11 settembre

    7 Settembre 2026
    Aderisci club
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    Aula studio nel territorio montano della Città metropolitana di Torino (c) Città metropolitana di Torino

    Aule studio nei comuni della provincia di Torino, 5 mila euro ciascuno

    8 Settembre 2026
    L’esposizione “Raccontami la Savoia!” di Hautecombe dedicata alle leggende alpine, L’exposition « Conte-moi la Savoie ! » d’Hautedombe dédiée aux légendes alpines (c) Département de la Savoie

    A Hautecombe una mostra che racconta le leggende alpine

    8 Settembre 2026
    Il rifugio Massi a Oulx (c) Fondazione Talità Kum Budrola ETS

    Migranti tra Oulx e Briançon, due rifugi sulla rotta dall’Italia alla Francia

    8 Settembre 2026
    Cérémonie commémorative du 500ème en 2026 (c) Grand Conseil - République et canton de Genève

    A Ginevra, alcuni deputati vogliono meno trasparenza negli acquisti immobiliari

    7 Settembre 2026
    DA NON PERDERE
    Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons Trasporti

    Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

    By Redazione / Rédaction30 Luglio 2026

    Al Colle della Maddalena, il transito transfrontaliero subisce chiusure programmate sul versante francese. Lungo la RD 900, nel settore della Rochaille, automobilisti e autotrasportatori (esiste una intensa circolazione di mezzi pesanti nel commercio di acque minerali in bottiglia) devono fare i conti con attese e finestre di apertura limitate, ma senza una situazione di blocco continuo.

    Il Colle della Maddalena, Le Col de Larche (c) CC BY-SA 4.0, Twice25 & Rinina25, Wikimedia Commons

    Al via le operazioni di messa in sicurezza del Colle della Maddalena

    25 Giugno 2026
    Panneaux tsumani selon le modèle adopté en France selon le standard ISO 7010

    Allerta tsunami e maremoto, a Nizza (ma non in Liguria) i cartelli indicano le vie di fuga

    11 Giugno 2026
    L'UTMB à Courmayeur en 2024 (c) UTMB Nils Charles Oddoux

    L’UTMB vista da Courmayeur: 4 partenze e il passaggio della gara principale

    24 Agosto 2026
    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Nos Alpes Le Nostre Alpi
    Giornale digitale quotidiano
    Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

    ISSN 3103-8565
    Nos Alpes
    [sito web in aggiornamento continuo]

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile: Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    Nice Climat Summit

    Nizza ospita il primo “Nice climate summit” dedicato a clima e biodiversità

    24 Settembre 2023
    Tunnel del Lötschberg (Adrian Michel, CC BY-SA 3.0)

    La ristrutturazione del Tunnel del Lötschberg costerà ancora di più

    28 Settembre 2023
    Elicottero, elisoccorso, soccorso alpino, alpinisti

    Triangolare del soccorso alpino 2023: esperti valdostani, francesi e svizzeri a confronto

    30 Settembre 2023
    “Mondial du fromage et des produits laitiers 2023”

    “Mondial du fromage et des produits laitiers 2023” a Tours: centinaia di formaggi da campioni del mondo

    1 Ottobre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.