Il ritorno a scuola in Francia comincia con meno studenti: alla rentrée 2026 sono circa 11,6 milioni, l’1,4 per cento in meno rispetto all’anno scorso. Il 1 settembre riaprono circa 57.700 scuole, collèges e lycées, mentre il calo delle nascite riduce gli iscritti e apre una questione di lungo periodo sull’organizzazione del sistema scolastico.

Le vacanze d’autunno sono già all’orizzonte, e si terranno in Francia nelle ultime due settimane di ottobre. In Svizzera sono già tutti a scuola da agosto, per lo più dalla seconda metà del mese. Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta tornano in classe dal 10 al 14 settembre, ma non andranno in pausa ad ottobre.

Un calo destinato ad accelerare

Nel 2025, in Francia, le scuole primarie pubbliche e private sotto contratto contavano 6,155 milioni di alunni e gli istituti secondari 5,621 milioni, per un totale di circa 11,78 milioni. Quest’anno gli studenti sono 11,61 milioni: la diminuzione è quindi di circa 168mila unità.

La tendenza è cominciata da tempo, soprattutto nelle scuole primarie, dove l’effetto della diminuzione delle nascite arriva per primo. Nel 2020 gli alunni del primo grado erano ancora 6,617 milioni; cinque anni dopo erano scesi a 6,155 milioni.

Secondo le proiezioni della direzione statistica del ministero dell’Educazione, il movimento continuerà: tra il 2025 e il 2035 la Francia potrebbe perdere 1,68 milioni di studenti nel primo e nel secondo grado, pari al 14,2 per cento della popolazione scolastica.

Il calo degli studenti riguarda la distribuzione delle risorse. Alla rentrée 2026 il sistema dispone di circa 851.500 insegnanti; le classi hanno in media 21 alunni nelle scuole primarie e 25,3 nei collèges e nei lycées.

La diminuzione degli iscritti apre quindi il confronto sull’uso dei posti disponibili. I sindacati temono che possa tradursi in tagli agli organici, rimangono problemi di reclutamento e differenze tra discipline e territori. Le Monde segnala che la discussione sul bilancio dello Stato – ai primi passi e senza maggioranza strutturata all’Assemblea nazionale – avrà un riflesso anche sul mondo scolastico.

Nelle Alpi il calo pesa sulle piccole scuole

La riduzione non sarà uniforme e le proiezioni del ministero indicano differenze importanti tra dipartimenti e accademie, legate all’andamento della popolazione e ai movimenti territoriali

Intanto per quest’anno, nella circoscrizione di Albertville, in Savoia, sono attesi 5.090 alunni in 57 scuole, con iscrizioni in lieve calo. Alcuni istituti restano molto piccoli: a Héry-sur-Ugine una sola classe raccoglie 13 bambini.

Nel Beaufortain il collège di Beaufort passa da 216 a 205 studenti. Più a nord, nel Pays du Mont-Blanc, diverse scuole di Chamonix, Les Houches, Combloux, Passy e Sallanches sono interessate dalla riduzione di posti, in un territorio dove alla demografia si aggiunge la difficoltà delle giovani famiglie a trovare alloggi accessibili.

Anche nelle Alpi meridionali emergono tensioni: al lycée d’Altitude di Briançon la dotazione per il 2026-2027 dovrebbe diminuire di 74 ore settimanali di insegnamento, dopo una mobilitazione di studenti, genitori e docenti contro un taglio inizialmente previsto di 80 ore.

Al lycée d’Altitude di Briançon Suzanne-Joulié-Roos, il rectorat ha ridotto di 74 ore settimanali la dotazione complessiva destinata all’organizzazione dell’insegnamento per il 2026-2027, fermo restando il numero di ore di lezione. Vanno quindi aumentati alcuni accorpamenti e ridotte alcune attività generali che incidono su questo monte-ore. Lo stesso istituto ha aperto da quest’anno una sezione internazionale italiana.

Telefoni fuori dalle classi

Il divieto dei telefoni cellulari introdotto quest’anno copre l’intero percorso scolastico, dalla materna al lycée. Nei collèges e nei lycées il dispositivo “Portable en pause” prevede di tenere gli apparecchi fuori dall’uso durante il tempo trascorso a scuola.

Entrano inoltre in vigore nuovi programmi in diversi cicli scolastici, viene esteso il progetto delle due ore supplementari di sport nei collèges e parte una formazione nazionale del personale per prevenire e individuare le violenze sessiste e sessuali.

Il ministero ha però escluso nuove riforme strutturali, scegliendo per il 2026-2027 di consolidare quelle già avviate, tra cui i nuovi programmi di francese e matematica (Choc des savoirs), il sostegno differenziato per gli studenti in difficoltà, la riforma del brevet, la nuova formazione per gli insegnanti.

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