Nelle stazioni turistiche alpine, per esempio a Tignes, in Haute Tarentaise, il costo della locazione ha un effetto anche sugli alloggi per i lavoratori stagionali, che tendono a trovarli più lontani o si adattano a sistemazioni temporanee e precarie.

A Tignes appunto, in Savoia, la posa della prima pietra della residenza Seyjoun, prevista per il 4 settembre 2025, rappresenterà un tentativo e un esempio di ulteriore risposta alla carenza di alloggi per i lavoratori stagionali. L’opera dovrebbe essere consegnata a novembre 2026, quindi in poco più di un anno.

Tignes dispone già di una politica per ospitare i lavoratori stagionali, anche nell’informazione e nell’accompagnamento, che pone la stazione a un livello più avanzato rispetto ad altre, nell’arco alpino. Oltre all’edificio in preparazione, offre in locazione ai soli lavoratori stagionali 182 appartamenti ammobiliati, in 5 residenze. Inoltre, il comune ha diverse altre opere e edifici in preparazione nella stessa prospettiva.

Una residenza con 70 alloggi

Il progetto Seyjoun (che in patois significa “stagione”) prevede la costruzione di una residenza con 70 alloggi destinati esclusivamente ai lavoratori stagionali, in una delle zone più centrali della stazione, a Tignes le Lac.

Gli appartamenti, dal monolocale al trilocale, saranno accompagnati da servizi comuni come lavanderia, spazi conviviali e un polo per la prima infanzia. Il progetto è promosso da una società mista composta dal comune di Tignes e da Tignes Développement.

L’assenza di soluzioni abitative adeguate per il personale è una costante nelle stazioni alpine, dove il mercato immobiliare è spesso inaccessibile per i prezzi. In assenza di alloggi dedicati, molti stagionali si spostano in comuni limitrofi, anche a distanze importanti con costi di trasporto elevati e condizioni di vita complicate.

Il problema è emerso in varie località e induce una carenza di lavoratori disponibili. Se ne è parlato per esempio negli incontri in preparazione ai giochi invernali del 2030, a Briançon, il 26 e 27 febbraio e poi ancora il 27 giugno 2025 durante la visita del primo ministro François Bayrou.

Un edificio a basso impatto, integrato nel paesaggio alpino

Seyjoun sarà un modello pilota di edilizia sostenibile in ambiente di montagna. Pensato per ottenere una doppia certificazione ambientale, NF Habitat HQE – livello “Excellence” e BBCA – “Performant”, adotta due standard che misurano l’impatto ecologico nella fase di costruzione e in quella di utilizzo. La struttura sarà dotata di una caldaia a biomassa e di pannelli solari fotovoltaici. I materiali da costruzione includeranno legno, alluminio e pietra, mentre gli arredi proverranno da circuiti di economia circolare (seconda mano e recupero). L’isolamento termico e acustico sarà ottimizzato per ridurre i consumi, mentre la ventilazione sarà sia naturale sia meccanica, migliorando la qualità dell’aria interna.

Il cantiere stesso adotterà pratiche a basso impatto: gestione dei rifiuti, riduzione delle emissioni, limitazione del rumore e uso controllato del suolo. La forma dell’edificio – con una copertura “plissettata” ispirata al profilo delle montagne – è pensata per integrarsi nel paesaggio. La facciata sarà rivestita con materiali che richiamano quelli tradizionali delle Alpi, evitando contrasti visivi con l’ambiente naturale.

Oltre agli aspetti energetici, il progetto mira a ridurre l’impronta ambientale legata alla mobilità.

Un ascensore pubblico gratuito collegherà direttamente il complesso a un quartiere residenziale adiacente, favorendo gli spostamenti a piedi. Ogni appartamento avrà un locale di deposito per biciclette o attrezzatura sportiva, mentre nel piano interrato sarà disponibile un parcheggio coperto.

I servizi comuni, come lavanderia e spazi sociali, saranno pensati per rafforzare il legame tra i residenti e ridurre il bisogno di trasporti esterni per attività quotidiane.

LEGGI ANCHE:

A Briançon, la ministra Vautrin: ospedale, forse Susa, e alloggi per gli stagionali

Stagionali: la Regione Sud apre gli studentati

Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

Abbonati annuale – 70€ / Abonne-toi annuel – 70€ Abbonati mensile – 8€ / Abonne-toi mensuel – 8€
Exit mobile version