Con un investimento di 2 milioni di franchi per 1000 pannelli solari, la società svizzera del traforo del Gran San Bernardo aggiunge 450 MWh all’anno di fotovoltaico ai 3,2 GWh all’anno della sua centrale idroelettrica.
La produzione elettrica sembra rappresentare una parte delle entrate finanziarie per la concessionaria, posseduta quasi interamente dai cantoni di Vaud e del Vallese e dalla città di Losanna.
L’installazione avviene sulla copertura della galleria di accesso al tunnel sulla parte svizzera, a circa 1.900 metri di quota. Secondo le informazioni diffuse lunedì 12 ottobre dall’agenzia Keystone-ATS, l’impianto occuperà 7.000 metri quadrati, i primi 3.000 metri quadrati saranno installati entro dicembre 2026, mentre i restanti 4.000 saranno completati nel 2027.
I pannelli, inclinati di 60 gradi, sono pensati anche per favorire la produzione durante i mesi invernali.
Il fotovoltaico si aggiunge a una centrale idroelettrica
La società svizzera dispone già di una centrale idroelettrica all’interno del traforo, a circa 1,5 chilometri dall’imbocco nord. Entrata in funzione nel 1962 e sottoposta a un importante intervento di revisione nel 2026, produce circa 3,2 GWh all’anno, secondo i dati di HYDRO Exploitation, la società che ha effettuato i lavori.
Il nuovo fotovoltaico aggiungerà quindi una produzione equivalente a circa il 14% di quella idroelettrica, portando il totale teorico delle due fonti a 3,65 GWh annui.
Secondo Keystone-ATS, i 450 MWh annui del nuovo impianto fotovoltaico corrisponderebbero alla metà del fabbisogno elettrico del traforo, che sarebbe dunque di circa 900 MWh all’anno.
Se il dato è corretto e riguarda lo stesso perimetro di consumo, la sola centrale idroelettrica produce già elettricità in notevole eccedenza rispetto al fabbisogno. È quindi lecito supporre che una parte della produzione venga venduta e contribuisca alle entrate complessive della concessionaria svizzera.
Una società partecipata soprattutto dagli enti pubblici della Svizzera romanda
Fondata nel 1958, la Tunnel du Grand-Saint-Bernard SA (TGSB) ha sede legale a Bourg-Saint-Pierre (appena sotto il traforo) e un capitale sociale di 12,2 milioni di franchi. I principali azionisti sono il Canton Vaud, con una partecipazione di circa il 41%, il Canton Vallese, con una quota storicamente indicata intorno al 27%, e la Città di Losanna, con circa il 13,5%. Le altre partecipazioni appartengono a Cantoni, Comuni e organizzazioni economiche e turistiche della Svizzera. Nel 1958, al momento della sua fondazione con 10 milioni di franchi, la società ripartiva le azioni al 50% al Canton de Vaud, e il restante per due terzi al Cantone Vallese e per un terzo alla città di Losanna.
La Tunnel du Grand-Saint-Bernard SA ha in carico il versante svizzero del traforo, mentre quello italiano è affidato a SITRASB, la Società italiana del traforo del Gran San Bernardo. Le due concessionarie partecipano in parti uguali a SISEX, la società italo-svizzera incaricata della gestione comune dell’infrastruttura.
I rapporti annuali di SISEX sono pubblicamente disponibili e documentano il progetto fotovoltaico sul lato svizzero già dal 2024. Nel rapporto 2025 si parlava dell’installazione dell’impianto a titolo pilota e della previsione del suo ampliamento nel 2026, come infatti sta avvenendo.
Le altre energie rinnovabili nella zona del Gran San Bernardo
Il nuovo impianto fotovoltaico si inserisce in un territorio già interessato da diversi progetti di produzione energetica in alta quota. A Bourg-Saint-Pierre, sul lago artificiale des Toules, Romande Energie gestisce dal 2019 un impianto fotovoltaico galleggiante sperimentale, a 1.810 metri di altitudine. Ne ha richiesto l’ampliamento, ma la normativa a livello federale non lo consentirebbe.
Più in alto, alla Combe de Barasson, sul versante svizzero del colle del Gran San Bernardo, è in progettazione un parco di sette grandi turbine eoliche, con una produzione stimata di circa 20 GWh all’anno.
Il progetto è stato oggetto di ricorso al Tribunale cantonale e poi a Tribunale federale svizzero per gli effetti della fauna alpina e sul paesaggio, in un colle di storia antica e forte frequentazione turistica estiva.
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