L’evento conclusivo di “RivierALP”, svoltosi lunedì 5 ottobre scorso, è stato occasione per siglare un accordo volto alla prosecuzione delle attività in favore del turismo transfrontaliero tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime. Il documento servirà a dare fondamento a un Tavolo interpartenariale destinato a favorire il dialogo tra gli enti coinvolti soprattutto per ciò che concerne la rete di percorsi già presenti sul territorio confluita poi all’interno del Cammino RivierALP.
Il progetto Interreg VI-A Francia-Italia Alcotra 2021/2027, sottotitolato “Ciclovie e Cammino tra le Alpi e il mare”, aveva come obiettivo la promozione turistica integrata tra le tre località. La riunione finale si è tenuta in videoconferenza a causa della chiusura del Tunnel di Tenda in ambedue le direzioni dal sino al prossimo giovedì 29 ottobre, che continua a rendere più complessi gli spostamenti tra i territori coinvolti.
Il progetto “RivierALP”
“RivierALP” è stato coordinato dal Comune di Limone Piemonte nel ruolo di capofila, associato per parte italiana a Comune di Sanremo, Provincia di Imperia, Consorzio operatori turistici di Cuneo e Parco naturale delle Alpi Liguri. Per parte francese collaborano invece Communauté d’Agglomération de la Riviera Française, Département des Alpes-Maritimes, Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime e Office de Tourisme Communautaire Menton Riviera & Merveilles.
Il risultato principale conseguito lungo il periodo progettuale coincide con la creazione del Cammino RivierALP, itinerario escursionistico che collega Piemonte, Liguria e Alpi Marittime attraverso una rete di percorsi già presenti sul territorio. Esso comprende nove sentieri a piedi e sette sentieri cicloturistici per oltre 430 chilometri complessivi, unendo le aree montane della provincia di Cuneo con località della Riviera francese e ligure tra cui Mentone, Sanremo e Imperia.
Gestire il turismo transfrontaliero tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime
Il nuovo accordo sul turismo transfrontaliero punta a consolidare la collaborazione tra le amministrazioni e gli operatori di Piemonte, Liguria e Alpi Marittime che hanno preso parte al progetto “RivierALP”. Suo incarico sarà dunque di favorire il coordinamento delle attività e accompagnare la gestione, la promozione e la valorizzazione condivisa degli itinerari della neo creata rete di sentieri.
Di qui però la necessità da parte dei partner di mantenere un partenariato stabile e di garantire nel tempo la continuità delle attività esordite in seno al programma di cooperazione Interreg VI-A Francia-Italia Alcotra 2021/2027. Lungi dal fermarsi alla sola creazione del Cammino RivierALP, l’effettiva riuscita della costruzione di una destinazione turistica comune dipenderà dalla capacità di renderla riconoscibile, accessibile e concretamente fruibile.
Le principali sfide del prosieguo di “RivierALP”
Il solo accordo tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime non garantisce l’effettivo prosieguo di una iniziativa che, in quanto parte di un programma Interreg, permetteva ai partner di condividere obiettivi, calendario e risorse economiche.
Una delle problematiche poste in essere concerne la diversità dei firmatari – amministrazioni locali, enti di gestione delle aree protette e soggetti che operano nel turismo – e delle priorità divergenti che guidano la loro partecipazione. In questo caso essi devono riuscire a trovare obiettivi condivisi e criteri di intervento che permettano di valorizzare l’intera rete senza subordinare le esigenze delle singole località a quelle della destinazione nel suo complesso.
A ciò si sommano le potenziali discontinuità nei collegamenti che possono incidere tanto sull’organizzazione degli incontri tra gli enti quanto sulla programmazione dei viaggi da parte dei turisti. La stessa chiusura del Tunnel di Tenda evidenzia come la promozione di una destinazione comune richieda un sistema di trasporti transfrontalieri funzionale e non soltanto itinerari che le mettano idealmente in relazione due Paesi.
Una offerta turistica realmente integrata?
Il Cammino RivierALP è costruito come itinerario transfrontaliero a partire da sentieri già esistenti, ma per mantenere la sua duplice vocazione italiana e francese necessita di un effettivo coordinamento congiunto delle attività. Tra queste citiamo sia la comunicazione – indicazioni e segnaletica, eventuali chiusure e condizioni di percorrenza – sia la manutenzione dei tracciati e la gestione di percorsi e loro servizi.
Senza dimenticare la necessità di fare fronte alle variazioni della distribuzione dei visitatori nell’arco dell’anno, fortemente dipendente dalle condizioni climatiche, dalla praticabilità dei sentieri e dall’apertura delle strutture ricettive. Al tempo stesso, però, un aumento della fruizione, pure se in chiave lenta e sostenibile, può creare pressioni su ecosistemi fragili, infrastrutture e comunità locali, soprattutto nei luoghi più frequentati.
Anche la pubblicizzazione dei vari itinerari, pure riuniti sotto un unico e comune marchio, dovrebbe risultare integrata, permettendo a chi parte da una località di raggiungere concretamente e facilmente l’altro capo della frontiera. Inoltre, la narrazione della rete quale esperienza unitaria non deve prescindere dall evidenziare le caratteristiche dei singoli luoghi, tra cui antiche vie del sale, paesaggi alpini, borghi dell’entroterra e costa mediterranea.
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