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    Home » Articoli » Dermatite nodulare contagiosa bovina, iniziano le vaccinazioni
    Ambiente e territorio

    Dermatite nodulare contagiosa bovina, iniziano le vaccinazioni

    Enrico MartialEnrico Martial22 Luglio 2025
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    La Dermatose nodulaire bovine en en Savoie, Haute Savoie et en Sardaigne - la Dermatite nodulare bovina interessa la Savoia, l'Alta Savoia e la Sardegna (c) CC BY - SA 3_0 B Navez Wikimedia Commons
    La Dermatose nodulaire bovine en en Savoie, Haute Savoie et en Sardaigne - la Dermatite nodulare bovina interessa la Savoia, l'Alta Savoia e la Sardegna (c) CC BY - SA 3_0 B Navez Wikimedia Commons
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    La dermatite nodulare contagiosa bovina ha spinto le autorità sanitarie europee, francesi, italiane e svizzere ad attivare misure straordinarie, mentre iniziano anche le vaccinazioni.

    Dalla Savoia alla Sardegna, fino alla Valle d’Aosta e ai Cantoni di Ginevra, e in parte di Vaud, la strategia è la stessa. Si tratta di contenere l’epidemia attraverso l’integrazione degli strumenti disponibili: vaccinazione obbligatoria, blocchi alla movimentazione, abbattimenti quando un allevamento risulta infetto.

    Il primo carico di vaccini è arrivato in Savoia il 18 luglio 2025 e le somministrazioni sono iniziate lo stesso giorno.

    La zona regolamentata include un raggio di 50 chilometri intorno ai focolai e comprende anche 89 comuni della zona nord del dipartimento dell’Isère.

    La vaccinazione in Savoia è iniziata e occorrono misure combinate

    La prefetta della Savoia Vanina Nicoli ha ribadito che la vaccinazione da sola non basta. Solo l’azione coordinata tra vaccinazioni, restrizioni ai movimenti e abbattimenti selettivi può fermare il virus.

    Il 19 luglio, una riunione con le organizzazioni agricole ha confermato il sostegno degli allevatori e dei veterinari, nonostante tensioni e timori per episodi di aggressione. Vicino a Entrelacs, in Savoia, un agricoltore che ha resistito agli ordini di abbattimento per una decina di giorni, sostenuto da una mobilitazione di persone e associazioni, ha infine accettato le disposizioni di sanità veterinaria pubblica.

    L’insieme del fenomeno ha comportato una vera scossa nel comparto dell’allevamento e dell’agricoltura nei Pays de Savoie. In un ambiente già particolarmente critico rispetto alle autorità e al governo, gli abbattimenti – svolti necessariamente con modalità d’urgenza – hanno anche provocato un comprensibile condizione di insicurezza e frustrazione tra gli operatori, anche rispetto al legame diretto tra l’allevatore e gli animali.

    Analoghi problemi sono stati riscontrati anche in Sardegna. Nelle diverse aree vi sono interventi di sostegno, anche finanziario e organizzativo – con l’affiancamento di diverse organizzazioni agricole – per superare la crisi, in un procedimento che durerà diversi mesi.

    Il 20 luglio un nuovo focolaio è emerso a Entrelacs in Savoia. Il caso è stato gestito rapidamente con l’abbattimento dei capi. Complessivamente, vi sono in Francia 27 focolai su due dipartimenti : 17 in Savoia, in particolare nel comune di Entrelacs, e 10 in Alta Savoia, tra Rumilly, Massingy, Marigny-Saint-Marcel, et Faverges-Seythenex.

    Vaccini in Svizzera e in Valle d’Aosta

    Intanto, per la prossimità geografica e l’estensione delle zone di sorveglianza di 50 km anche la Svizzera ha adottato misure d’emergenza. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare, come negli altri Paesi europei, ha imposto la vaccinazione obbligatoria per bovini, bufali e bisonti nel cantone di Ginevra e nella zona di Terre-Sainte nel Vaud. Il cantone di Friburgo, dal canto suo, rimane in osservazione degli sviluppi.

    Poiché nessun vaccino contro la dermatite era stato finora omologato in Svizzera, con una autorizzazione urgente dell’11 luglio è stato ammesso l’uso di vaccini ritenuti efficaci in altri Paesi europei.

    Anche la Valle d’Aosta è entrata nel circuito della sorveglianza. La zona di allerta comprende alpeggi del Piccolo San Bernardo e della Val Veny, nel comune di Courmayeur, entro 50 km dai focolai dei Pays de Savoie. Sono previste limitazioni ai movimenti del bestiame.

    La Sardegna affronta 29 focolai attivi

    Il fenomeno di controllo sanitario è dunque pienamente transfrontaliero, malgrado le misure esecutive provengano poi dai rispettivi Ministeri della salute e dall’Unione europea per i due Paesi membri.

    La vaccinazione è comunque considerata uno strumento efficace. Una campagna dell’Unione europea nei Balcani aveva permesso di eradicare il fenomeno dopo la sua estensione in provenienza dall’Africa e dalla Turchia nel 2015.

    In Italia, la Sardegna rimane in situazione critica, ma con prospettive di contenimento anche grazie ai vaccini.

    Al 17 luglio, si registravano 29 focolai attivi nella provincia di Nuoro, con 184 bovini malati, 31 morti e 447 già abbattuti. Sono arrivate 300.000 dosi di vaccino per la somministrazione obbligatoria.

    Chi rifiuta rischia multe fino a 20.000 euro e la perdita degli indennizzi. L’assessore all’agricoltura della Regione Sardegna, Armando Bartolazzi, ha indicato che la vaccinazione può ridurre la produzione di latte fino a quattro mesi, ha minimizzato gli altri effetti collaterali. Ha anche sottolineato la gravità del momento e la necessità di contenere la diffusione della malattia, che si ricorda non ha effetto per gli esseri umani.

    LEGGI ANCHE: Dermatite nodulare contagiosa bovina, focolai in Savoia e Alta Savoia

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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