La Svizzera compie un passo formale verso l’introduzione di una possibile tassa di transito per i veicoli stranieri che attraversano il Paese senza fermarsi o soggiornare, con l’approvazione a larga maggioranza da parte del Consiglio nazionale di una mozione presentata dal consigliere agli Stati Marco Chiesa. Dopo il passaggio alla Camera alta, con tale voto il Parlamento incarica il Consiglio federale di elaborare una proposta di legge effettiva per la misura attraverso un iter legislativo che si preannuncia complesso.
Il dossier dovrà essere dunque tradotto da un mero indirizzo politico in un progetto concreto, andandone a definire modalità di rilevazione dei transiti, criteri tariffari, sistemi tecnologici e garanzie sulla protezione dei dati. Soltanto al termine di tale percorso si potrà capire se e come l’imposta, che ora resta in fase di elaborazione e con esito finale ancora aperto, potrà essere effettivamente introdotta.
Una possibile tassa di transito per i veicoli stranieri in Svizzera
L’idea alla base della mozione è di introdurre una tassa mirata per tutti quei veicoli che utilizzano la rete stradale della Svizzera come semplice corridoio tra due Paesi confinanti e senza una sosta significativa sul territorio. Non si tratterebbe di un pedaggio fisso bensì di un meccanismo dinamico, basato su di un importo che varierebbe in base a fattori come il volume di traffico, l’orario e il giorno della settimana.
L’obiettivo è di garantire una gestione più equilibrata dei flussi, riducendo così la pressione sulle infrastrutture nazionali e sulle regioni attraversate, spesse volte interessate da forti congestioni soprattutto nei periodi di punta. Il riferimento è anche al mandato costituzionale svizzero, che invita a limitare l’impatto del traffico lungo gli assi alpini più frequentati anche attraverso strumenti di tariffazione variabile che fungano da leva per distribuire meglio i flussi e incentivare orari alternativi.
Le riserve del Governo e le questioni aperte
Il progetto della ipotetica tassa di transito per i veicoli stranieri in Svizzera non è però privo di criticità, una su tutte i dubbi sia giuridici sia operativi espressi dal Consiglio federale per il tramite del ministro dei Trasporti Albert Rösti. Tra i punti più delicati figurano la compatibilità con il principio di gratuità delle strade pubbliche sancito dalla Costituzione e le difficoltà pratiche legate all’applicazione, dalla sorveglianza dei valichi alla definizione precisa di “permanenza significativa”.
Anche l’onere amministrativo e i costi di implementazione restano incerti e dovranno essere chiariti nella futura proposta legislativa, nel solco di un dibattito sul traffico di transito non nuovo in Svizzera. Negli ultimi anni, difatti, sono state avanzate diverse soluzioni, tra cui pedaggi mirati e sistemi di prenotazione per l’attraversamento di punti critici come il San Gottardo, precedenti proposte che non hanno però trovato un consenso sufficiente alla effettiva applicazione.
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