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    Home » Articoli » L’aeroporto di Ginevra è stato chiuso per due ore, per inondazioni
    Svizzera romanda e Ticino

    L’aeroporto di Ginevra è stato chiuso per due ore, per inondazioni

    Enrico MartialEnrico Martial26 Giugno 2024
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    Aeroport De Genève, Hall Check In (c) Aeroport De Genève
    Aeroport De Genève, Hall Check In (c) Aeroport De Genève
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    L’aeroporto di Ginevra ha interrotto il traffico aereo e chiuso per ragioni di cautela ieri sera, per due ore, per infiltrazioni di acqua nel centro di raffreddamento dei sistemi di controllo. L’evento si è sviluppato in tarda serata, verso le 22, a seguito di un forte temporale con inondazioni che hanno colpito diverse aree dell’aeroporto. Nella zona di Ginevra e del Vaud il fenomeno ha prodotto inondazioni a Morges, con circa 129 mm di pioggia caduti in 2-3 ore, ha indicato MetéoSuisse. L’aeroporto ha ripreso interamente le sue attività dalle prime ore del 26 giugno.

    Le inondazioni seguono di pochi giorni quelle che hanno particolarmente colpito varie aree delle Alpi, tra cui Zermatt, i Grigioni e gli Ecrins in Francia in particolare venerdì 21 giugno.

    L’aeroporto di Ginevra e la città di Morges

    Il centro di raffreddamento dei sistemi di controllo dell’aeroporto di Ginevra si trova in locali nel sottosuolo, e le infiltrazioni d’acqua sono state tali da obbligarne lo spegnimento. Il comunicato stampa ha indicato che il sistema ha potuto essere riavviato circa due ore dopo, mezz’ora dopo la mezzanotte, con una ripresa graduale.

    Il traffico è quindi stato perturbato in un momento relativamente poco denso di voli, ed è ripreso la mattina del 26 giugno, alle ore 6.

    Morges, 16mila abitanti vicino a Losanna, ha invece visto l’esondazione del torrente dallo stesso nome, che ha inondato diverse vie della città, in particolare sulla riva sinistra. L’evento si è sviluppato intorno alle 18. La portata del torrente ha raggiunto i 43 mc al secondo, rispetto alla media di 34 mc/s. Nell’area si sono anche osservate interruzioni della rete telefonica fissa, e altre zone hanno subito danni minori.

    Infrastrutture a prova di clima

    La collocazione sotterranea del centro di raffreddamento, come per altre infrastrutture, è stata scelta in anni in cui le variabili da valutare erano in parte diverse rispetto alle attuali. All’epoca si prendevano in conto la disponibilità di locali, le valutazioni economiche, la prossimità, e in parte le condizioni di sicurezza.

    In ragione dei fenomeni estremi legati al cambiamento climatico, sul piano europeo e in particolare all’interno dell’Unione, si sta procedendo verso una valutazione delle infrastrutture, nuove o esistenti, in funzione della loro resistenza e resilienza agli eventi estremi. Questi possono essere di varia natura: questo caso dei locali interrati con un centro di raffreddamento ha riguardato le inondazioni, ma in futuro anche ondate di caldo eccessivo potrebbero impattare sul funzionamento di vari sistemi.

    La Commissione europea ha adottato un documento tecnico che costituisce il riferimento per gli investimenti finanziati dall’Unione europea, dal titolo appunto “Infrastrutture a prova di clima“.

    Esso pone un vincolo e offre indicazioni affinché le opere realizzate o aggiornate possano ragionevolmente avere una durata e una resilienza maggiore rispetto alla precedente tecnica ingegneristica. Il documento, tuttavia, ha anche un carattere più generale, perché riguarda la formazione delle decisioni che rivestono un carattere più generale, di tipo imprenditoriale o di politiche pubbliche.

    LEGGI ANCHE: Ancora inondazioni, questa volta è toccato a Saint-Christophe-en-Oisans

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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