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    Home » Articoli » I musei che cambiano, convegno ad Aosta
    Patrimonio

    I musei che cambiano, convegno ad Aosta

    Enrico MartialEnrico Martial16 Maggio 2025
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    Area megalitica del Megamuseo (c) CC BY SA 4_0 Comitato giovani Unesco VDA Wikimedia Commons
    Area megalitica del Megamuseo (c) CC BY SA 4_0 Comitato giovani Unesco VDA Wikimedia Commons
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    Sabato 17 maggio 2025, la Sala civica del MegaMuseo di Aosta ospita il convegno “I musei in trasformazione: nuove prospettive per la Valle d’Aosta”.

    L’evento, organizzato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta in collaborazione con ICOM Piemonte e Valle d’Aosta, si inserisce nell’ambito della 47ma Giornata Internazionale dei Musei, promossa dall’ICOM (International Council of Museums). Il convegno si propone di esplorare il ruolo dei musei come motori di cambiamento sociale, tecnologico e ambientale.

    La cornice italiana: formazione e sostenibilità

    La prima sessione del convegno, intitolata “La cornice nazionale”, sarà moderata da Generoso Urciuoli, responsabile delle attività culturali e scientifiche del MegaMuseo. Tra i temi trattati, spicca la nuova definizione di museo proposta dall’ICOM e i requisiti per l’accreditamento nel Sistema Museale Nazionale, presentati da Adele Maresca Compagna, vice-presidente di ICOM Italia.

    Un aspetto centrale sarà la formazione dei professionisti museali, illustrata da Martina De Luca della Fondazione Scuola Nazionale del Patrimonio. La sua riflessione verterà sui progetti e sulle prospettive per i professionisti del settore, con particolare attenzione all’innovazione didattica e alla valorizzazione delle competenze.

    Il tema della sostenibilità sarà affrontato da Michela Rota, architetto e ricercatrice, che proporrà un’analisi critica sulle sfide ambientali e gestionali che i musei devono affrontare. A seguire, Gianluca Popolla, direttore del Museo Diocesano di Torino, racconterà le esperienze dei musei ecclesiastici in Valle d’Aosta e Piemonte, evidenziando come musei, archivi e biblioteche possano diventare veri e propri laboratori di civiltà.

    Infine, Caterina Sela, presidente del Cultural Welfare Center, si concentrerà sul concetto di welfare culturale, esplorando come la cultura possa essere una risorsa per il benessere e lo sviluppo economico delle comunità intorno ai musei.

    Valle d’Aosta, il ruolo e la trasformazione dei musei

    La seconda sessione, intitolata “Valle d’Aosta tra passato e futuro”, sarà moderata da Santa Tutino, direttrice del Museo di Scienze Naturali di Saint-Pierre.

    Viviana Maria Vallet, dirigente della Regione autonoma Valle d’Aosta, illustrerà il progetto Valle d’Aosta Heritage, delineando gli obiettivi per un sistema museale integrato e orientato alla partecipazione. In questa prospettiva, Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei, rifletterà sul ruolo dei visitatori come soggetti attivi nella cultura e nello sviluppo.

    Un caso concreto di gestione sarà presentato da Ornella Badery, presidente dell’Associazione Forte di Bard. Jean Paul Tournoud, data analyst di TurismOK, indicherà come i luoghi della cultura siano motori del turismo con effetto sul territorio.

    Paola Matossi L’Orsa, cultural manager e consulente regionale, parlerà di strategie di comunicazione e Valentina Sessa, docente di Diritto Amministrativo, affronterà il tema della governance museale, anche in riferimento alla gestione sostenibile.

    I musei cambiano su scala globale

    La Giornata Internazionale dei Musei 2025 è dedicata al tema “Il futuro dei musei nelle comunità in rapida trasformazione”, in un’epoca caratterizzata da cambiamenti sociali, tecnologici e ambientali.

    L’incontro di Aosta si unisce dunque al dibattito in corso negli ultimi anni sulla trasformazione dei musei. Tra l’altro, nel 2024, l’UNESCO aveva diffuso un report “Reinventare i musei”, dedicato alle ultime tendenze sul piano globale.

    Secondo l’UNESCO, i musei confermano la loro attrattività, e sono sempre più frequentati. Fanno parte della scoperta di un territorio da parte dei visitatori e costituiscono un polo culturale per i luoghi in cui si trovano. Il numero dei musei nel mondo è cresciuto da 22.000 nel 1975 a quasi 100.000.

    Dalle collezioni dei principi alla Rotonda di Chambéry

    In origine, i musei erano destinati a esporre le collezioni principesche e reali dell’Europa rinascimentale,in origine private, nello spirito illuminista della conoscenza più diffusa e poi ottocentesco anche della costruzione della cultura nazionale. Nel tempo, sono diventati sempre più accessibili, coinvolgendo un pubblico più ampio, mettendo a disposizione strumenti più aperti di partecipazione e conoscenza.

    Hanno anche superato il perimetro delle belle arti e della storia: oggi i musei abbracciano esperienze di scoperta, apprendimento e comprensione, favorendo il coinvolgimento del visitatore.

    Inoltre, svolgono una funzione duale, da un lato con delle collezioni e percorsi permanenti, dall’altro con iniziative e esposizioni a carattere temporaneo, oppure come sedi di eventi, che li rendono dei soggetti vivi e attivi del sistema e del dibattito culturale.

    L’introduzione delle tecnologie digitali e un uso innovativo degli spazi hanno poi modificato l’esperienza di visita (il Musée savoisien di Chambéry, il Megamuseo di Aosta, o gli spazi più grandi delle Salines Royales nel Jura), consentendo anche di musealizzare spazi nuovi, da impianti industriali in parte museo e in parte funzionanti (ne abbiamo parlato per la rotonda ferroviaria di Chambéry) a sistemi di fortificazioni (la linea Maginot, i forti di Vauban patrimonio UNESCO).

    Viene anche valorizzato il patrimonio diffuso sul territorio, con musei a cielo aperto che favoriscono la scoperta del patrimonio minore e che minore non è (il modello di museo diffuso in Italia), o a percorsi lunghi con approccio museale (gli Itinerari tematici del Consiglio d’Europa, il circuito delle residenze sabaude, gli itinerari Interreg italo-francesi delle fortificazioni del Regno di Sardegna).

    Anche la comunicazione esterna si è evoluta, rispondendo alle esigenze di un pubblico internazionale per esempio con un più facile supporto multilingue.

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    LEGGI ANCHE: L’incredibile Rotonda Ferroviaria di Chambéry

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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