Il Porto di Imperia va avanti e probabilmente dopo marzo 2026 inizieranno i lavori: è un segnale importante dopo un procedimento durato anni, con un fallimento nel 2014, gestioni provvisorie, struttura non completata. La grande parte di lavoro svolta negli ultimi anni in particolare dal Comune di Imperia si è concentrata nel superamento dei contenziosi, nella costruzione di un percorso finanziario e amministrativo che potesse consentire il ritorno agli investimenti e un percorso per avere un porto “normale”, come le Marine che ci sono nel Mediterraneo.

La notizia recente che segna il passaggio all’azione è dell’8 gennaio 2026, con l’avvio della procedura per l’assegnazione in subconcessione di cinque lotti, cioè di cinque aree di lavori, all’interno del porto turistico di Imperia.

L’obiettivo è completare le opere a terra e avviare una gestione orientata a servizi e attività, lasciando alle spalle una lunga fase di crisi amministrativa e giudiziaria.

I fatti che segnalano il passaggio a una nuova fase sono tutti recenti, ma hanno comportato lunghe fasi di dibattito e di accordi. La nuova concessione demaniale, della durata di 65 anni, è stata rilasciata dal Comune di Imperia alla Marina di Imperia S.r.l. il 1° settembre 2025.

Il fallimento della Porto di Imperia nel 2014 aveva interrotto la realizzazione dell’infrastruttura. La gestione successiva da parte di GoImperia si è conclusa il 31 dicembre 2024. In base agli accordi finali, GoImperia ha rinunciato al contenzioso in corso in cambio di un riconoscimento economico pari ad almeno 1,05 milioni di euro. Il Comune ha rinunciato a ulteriori pretese, inclusi 72 milioni di euro già ammessi al passivo, considerati non esigibili.

Cinque aree di lavori, nel 2026

I lavori sono previsti in cinque aree: per le opere a terra già approvate (lotto A), per la cantieristica nautica (lotto B), per attività artigianali (lotto C), per intrattenimento (lotto D) e uno destinato al rifornimento di carburante (una vera mancanza allo stato attuale, lotto E). La società valuterà le proposte secondo tredici criteri, tra cui la sostenibilità ambientale, l’integrazione urbana, l’attrattività turistica e le ricadute occupazionali. Le manifestazioni di interesse pervenute nella fase preliminare di consultazione, avviata a ottobre 2025, sono sette.

Secondo quanto dichiarato dal sindaco Claudio Scajola, l’intenzione è trasformare il porto in una struttura integrata nella città, con un’offerta orientata al turismo nautico e ricettivo, non un “porto garage“, ma un “porto hotel“.

Sono previste funzioni come uno yachting club, un hotel e servizi di accoglienza. Il modello di riferimento è quello dei Marina del Mediterraneo, con attenzione alla qualità architettonica e alla funzionalità degli spazi. L’eventuale apertura dei cantieri è prevista per marzo 2026.

Il progetto complessivo

Il progetto complessivo prevede la realizzazione di 1.235 posti barca, di cui 782 destinati alla nautica turistica e 453 alla nautica locale, con dimensioni che variano da 5 a 90 metri. Al centro dell’intervento è prevista la costruzione della Hall del Mare, una struttura articolata in due edifici a “L” che ospiteranno un albergo a cinque stelle con darsena riservata, terrazze panoramiche, spazi ricettivi e commerciali. Accanto all’hotel sorgeranno residenze lungo la banchina San Lazzaro, oltre agli alloggi per i servizi statali e la torre degli ormeggiatori.

Il piano prevede parcheggi, aree verdi, percorsi pedonali, spazi per la cantieristica e un distributore di carburante. Ci sono elementi di sostenibilità ambientale, come impianti fotovoltaici, pompe di calore e sistemi per il recupero e la gestione delle acque. Il finanziamento, pari a circa 159 milioni di euro al netto dell’IVA, sarà sostenuto tramite l’alienazione di ormeggi e opere a terra, oltre all’ingresso di soggetti privati. Il cronoprogramma stima il completamento delle opere entro sette anni, con un investimento pubblico aggiuntivo di circa 12 milioni di euro destinato alla realizzazione di infrastrutture urbane, tra cui ponti e percorsi ciclopedonali.

Gli attuali occupanti dei posti barca

A partire dal 1° gennaio 2026, tutti i precedenti contratti per i posti barca sono stati considerati decaduti. Diversi soggetti e persone stavano occupando numerosi ormeggi vantando gli anticipi finanziari da loro versati, ma che furono coinvolti nel fallimento di Porto di Imperia spa.

Marina di Imperia srl ha comunicato agli occupanti la necessità di stipulare un nuovo contratto per regolarizzare la propria posizione. In assenza di accordo, gli ormeggi dovranno essere liberati. Le tariffe per il 2026 sono state approvate a dicembre dalla giunta comunale. Non sono previsti sconti: un parere della Corte dei Conti ha escluso la possibilità di riduzioni. I posti saranno quindi assegnati al valore di mercato.

Il piano economico finanziario (PEF) associato alla concessione è stato approvato dalla giunta comunale di Imperia. Secondo il sindaco Scajola, si tratta di uno strumento flessibile, che può essere aggiornato in base alle condizioni di mercato. Il piano prevede introiti derivanti sia dalla vendita sia dalla locazione dei posti barca. L’orientamento attuale sembra favorire formule di locazione a breve termine, considerate più coerenti con l’andamento della domanda. Il piano resta formalmente invariato nei suoi valori complessivi, che sono alla base della durata della concessione.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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