Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Aderire
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • I PODCAST di Nos Alpes
      • Luciano Caveri PODCAST
      • I VIDEO di Nos Alpes
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » Il Cornalin, una storia tutta particolare
    Nos Alpes alla scoperta…

    Il Cornalin, una storia tutta particolare

    Rudy SandiRudy Sandi10 Gennaio 2026
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    Cornalin (c) CC BY SA 4_0 Chelin Wikimedia Commons
    Cornalin (c) CC BY SA 4_0 Chelin Wikimedia Commons

    Per gentile concessione, riproduciamo qui un articolo apparso sull’ultimo numero de Lo Flambò / Le Flambeau, Revue du Comité des traditions valdôtaines, dedicato alle vicende del nome di un vitigno: il Cornalin.

    È un racconto che porta un po’ di buon umore in questi tempi difficili e che suscita curiosità. È una di quelle storie che dicono molto sulle culture alpine, sulle loro singolarità e sulla loro memoria. Ha le sue radici in Valle d’Aosta, ma potrebbe riguardare altre zone delle nostre montagne. Il testo originale, di Rudy Sandi, è in lingua francese.

    ***

    I lettori de “Le Flambeau” avranno probabilmente sentito parlare, qualche tempo fa, dell’interessante iniziativa dell’Institut Agricole Régional d’Aoste (IAR) di sperimentare vitigni resistenti, cioè incroci tra Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis, che offrirebbero il vantaggio di una significativa riduzione dei trattamenti fitosanitari.

    Per chi, come me, è appassionato della storia della viticoltura locale e della valorizzazione dei vitigni autoctoni, questi sviluppi possono destare preoccupazione, perché rappresenterebbero una perdita di legame con la storia vitivinicola della Valle d’Aosta. Ho quindi apprezzato molto le avvertenze dell’IAR, che ne raccomanda l’utilizzo nelle zone cuscinetto viticole, cioè nelle aree viticole vicine alle abitazioni.

    Infine, vorrei sottolineare che la sua storia è un valore aggiunto fondamentale per un prodotto come il vino, che fa della narrazione un suo vero punto di forza tra gli altri mille prodotti alimentari anonimi, e che il vitigno autoctono più incompreso, e anche il peggiore, ha più storia del più noto dei nuovi vitigni resistenti.

    Amnesia viticola

    Per dimostrarlo, vorrei raccontare l’articolata e curiosa storia del vitigno autoctono valdostano meno conosciuto, che da due secoli ha visto cadere nell’oblio il suo vero nome e che chiameremo convenzionalmente “Inconnu”, sconosciuto. Un tempo era coltivato soprattutto nella zona dell’Envers, tra Charvensod, Gressan, Jovençan e Aymavilles. Era l’orgoglio dei viticoltori locali grazie al suo eccellente vino.

    Se chiedeste ai viticoltori di queste colline vitate come si chiamava il nostro “Inconnu”, vi direbbero che non aveva un vero e proprio nome, che apparteneva genericamente alla famiglia degli Oriou, i vitigni autoctoni della Valle, e che era conosciuto con un soprannome nel dialetto locale che descriveva una delle caratteristiche dell’Inconnu, i suoi tralci, molto chiari, da cui il nome Brot blanc (o Bro blanc).

    ***

    Per complicare le cose, i pochi viticoltori che coltivavano l’Inconnu nei vigneti di Sarre, Arvier e Avise, nonché nella Bassa Valle tra Arnad e Montjovet, lo chiamavano con un altro nome, Corgnoula o Corniola. Come se ciò non bastasse a confondere le cose, “Inconnu” è stato introdotto anche nel vicino Vallese, in Svizzera, probabilmente nel corso del XXᵉ secolo. Anche lì, per qualche perversa congiura, l'”Inconnu”, già Brot blanc, Corgnoula/Corniola, divenne Humagne rouge, perché nella regione fioriva un vitigno, l’Humagne blanc, che gli assomigliava molto pur essendo bianco; così fu ribattezzato dagli amici vallesani.

    Ritenete che i nomi attribuiti a “Inconnu” si siano così esauriti? Negli anni ’70, molto prima che le analisi del DNA certificassero la corrispondenza tra Brot blanc, Humagne rouge e Corgnoula, il ricercatore vallesano Jean Nicollier, figura di spicco nella ricerca sui vitigni autoctoni locali, indagò sulle origini dell'”Inconnu”. Sapendo che probabilmente era originario della Valle d’Aosta, ebbe un’occasione unica per identificarlo.

    Nel 1836, nel suo Saggio sulle viti e sui vini della Valle d’Aosta, l’eminente studioso Lorenzo Francesco Gatta aveva minuziosamente catalogato tutti i vitigni valdostani, con tutte le loro caratteristiche ampelografiche (peculiarità dei tralci, delle foglie e dei grappoli).

    Questo immenso lavoro, di fama internazionale, presentava il primo metodo al mondo per distinguere un vitigno dall’altro. Ma, ahimè, probabilmente consultando in fretta questo saggio, Jean Nicollier ha erroneamente riconosciuto l’Humagne rouge come Petit Rouge, come vedremo in seguito.

    ***
    Lo flambo, extrait de la couverture

    Facciamo un po’ di ripasso, a questo punto della storia: il nostro “Inconnu” era già stato rinominato quattro volte in tempi, luoghi, lingue e da persone diverse: Brot blanc, Corgnoula/Corniola, Humagne rouge e, per finire, Petit rouge!

    L'”Inconnu” era sull’orlo dell’estinzione, ma è stato rilanciato dalla IAR negli anni ’80 e ’90, perché produceva un buon vino. Era arrivato quindi il momento di cercare il suo vero nome per iscriverlo nel catalogo nazionale dei vitigni, passo fondamentale per identificarlo come vitigno distinto dagli altri e produrre vino in purezza.

    Così i ricercatori dell’IAR, guidati dall’enologo Giulio Moriondo, hanno seguito le indicazioni di Jean Nicollier per cercare di identificare l’Inconnu, utilizzando come guida il Saggio sulle viti e sui vini della Valle d’ Aosta di Gatta. Ben presto si giunse a un bivio, poiché l’Inconnu assomigliava a due diverse varietà di uva descritte da questo autore, una chiamata Corniola e l’altra Cornalin.

    Dopo anni di ricerche meticolose e minuziose nei vigneti più antichi e remoti di tutta la Valle, Giulio Moriondo aveva trovato traccia di due varietà geneticamente distinte ma ampelograficamente simili, come quelle descritte da Gatta.

    Cinquanta sfumature di Cornalin

    Le caratteristiche descritte nel saggio di Gatta sono sempre state riscontrate solo ed esclusivamente nel nostro “Inconnu”, variamente conosciuto come Humagne Rouge, Brot Blanc e Corgnoula. Per di più, l’Inconnu, sotto queste tre diverse denominazioni, si è evoluto in aree diverse, sviluppando significative differenze morfologiche, produttive e qualitative tali da poter classificare l’Humagne Rouge, il Brot Blanc e il Corgnoula come biotipi diversi dello stesso vitigno, inducendo osservatori inesperti a sospettare che potessero essere addirittura vitigni diversi.

    Inoltre, il DNA dell'”Inconnu” è risultato diverso da quello del Petit Rouge, confutando l’ipotesi di Jean Nicollier che Humagne rouge e Petit Rouge fossero lo stesso vitigno.

    Dal momento che, nonostante una ricerca meticolosa e approfondita, non è stato possibile trovare nessun altro vitigno simile all'”Inconnu”, ma con un DNA diverso, Giulio Moriondo non ha avuto altra scelta che formulare l’ipotesi che fu scientificamente riconosciuta dell’epoca (Moriondo; 1999): Brot blanc, Humagne rouge e Corniola erano tre biotipi diversi dello stesso vitigno “Inconnu”, mentre il Cornalin e la Corniola descritti da Gatta erano probabilmente anch’essi diversi biotipi di quello che geneticamente era lo stesso vitigno.

    A questo punto, non restava che decidere quale nome dare allo “Sconosciuto”, Corniola o Cornalin. Non ricordo le ragioni esatte, ma poiché il nome esatto dell’Inconnu era incerto e il nome francese Cornalin era migliore di Corniola ed evocava i nomi di altri vitigni locali, come il Fumin, l’Inconnu fu infine ribattezzato Cornalin.

    Dunque, il Brot Blanc o Corgnoula/Corniola o Humagne rouge o Petit rouge, ha infine assunto il nome Cornalin sulle etichette dei vini.

    LEGGI ANCHE: Le radici storiche della viticoltura in Valle di Susa

    MOBILE 300x250px Jeux
    Featured
    Avatar photo
    Rudy Sandi

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    L’esercitazione transfrontaliera del soccorso nelle Alpi, L'exercice transfrontalier de secours dans les Alpes (c) Soccorso alpino e speleologico piemontese
    Ambiente e territorio

    Soccorso in montagna: una esercitazione transfrontaliera sul Moncenisio

    11 Settembre 2026
    Au moment de la présentation de la carte des Jeux (c) Comité National Olympique et Sportif Français KMSP
    Politica

    Olimpiadi 2030 in Francia, il presidente Grospiron messo alla porta: avanti con i Giochi

    11 Settembre 2026
    Jeux d'antan (c) Archives BREL Région autonome Vallée d'Aoste
    Publiredazionali

    Les Jeux d’Antan, Festa dei giochi di tradizione alpina, il 19 e 20 settembre al Forte di Bard

    11 Settembre 2026
    La Valle di Chamonix vista dal Tour du Mont-Blanc, La Vallée de Chamonix vue du Tour du Mont-Blanc (c) CC BY-SA 4.0, Florian Pépellin, Wikimedia Commons
    Nos Alpes alla scoperta…

    Sovraffollamento delle montagne: scatta l’ipotesi prenotazione sul Tour du Mont Blanc

    10 Settembre 2026
    Un tram de la ligne 1 de Nice (c) Kurt Rasmussen, Wikimedia Commons
    Trasporti

    Trasporti pubblici gratuiti per gli over 65 a Nizza dal 1° settembre

    10 Settembre 2026
    Extrait de la couverture du lire de Sylvain Lucat, de 1900, à la bibliothèque régionale de la Vallèe d'Aoste
    Scuola e università

    10 settembre 2026, anche la Valle d’Aosta torna a scuola

    10 Settembre 2026
    MOBILE 300x250px Jeux
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    L’esercitazione transfrontaliera del soccorso nelle Alpi, L'exercice transfrontalier de secours dans les Alpes (c) Soccorso alpino e speleologico piemontese

    Soccorso in montagna: una esercitazione transfrontaliera sul Moncenisio

    11 Settembre 2026
    Au moment de la présentation de la carte des Jeux (c) Comité National Olympique et Sportif Français KMSP

    Olimpiadi 2030 in Francia, il presidente Grospiron messo alla porta: avanti con i Giochi

    11 Settembre 2026
    Jeux d'antan (c) Archives BREL Région autonome Vallée d'Aoste

    Les Jeux d’Antan, Festa dei giochi di tradizione alpina, il 19 e 20 settembre al Forte di Bard

    11 Settembre 2026
    La Valle di Chamonix vista dal Tour du Mont-Blanc, La Vallée de Chamonix vue du Tour du Mont-Blanc (c) CC BY-SA 4.0, Florian Pépellin, Wikimedia Commons

    Sovraffollamento delle montagne: scatta l’ipotesi prenotazione sul Tour du Mont Blanc

    10 Settembre 2026
    DA NON PERDERE
    Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons Trasporti

    Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

    By Redazione / Rédaction30 Luglio 2026

    Al Colle della Maddalena, il transito transfrontaliero subisce chiusure programmate sul versante francese. Lungo la RD 900, nel settore della Rochaille, automobilisti e autotrasportatori (esiste una intensa circolazione di mezzi pesanti nel commercio di acque minerali in bottiglia) devono fare i conti con attese e finestre di apertura limitate, ma senza una situazione di blocco continuo.

    Il Colle della Maddalena, Le Col de Larche (c) CC BY-SA 4.0, Twice25 & Rinina25, Wikimedia Commons

    Al via le operazioni di messa in sicurezza del Colle della Maddalena

    25 Giugno 2026
    Panneaux tsumani selon le modèle adopté en France selon le standard ISO 7010

    Allerta tsunami e maremoto, a Nizza (ma non in Liguria) i cartelli indicano le vie di fuga

    11 Giugno 2026
    L'UTMB à Courmayeur en 2024 (c) UTMB Nils Charles Oddoux

    L’UTMB vista da Courmayeur: 4 partenze e il passaggio della gara principale

    24 Agosto 2026
    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Nos Alpes Le Nostre Alpi
    Giornale digitale quotidiano
    Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

    ISSN 3103-8565
    Nos Alpes
    [sito web in aggiornamento continuo]

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile: Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    Tunnel del Lötschberg (Adrian Michel, CC BY-SA 3.0)

    La ristrutturazione del Tunnel del Lötschberg costerà ancora di più

    28 Settembre 2023
    L’Ospizio del Gran San Bernardo (Stan Shebs, CC BY-SA 3.0)

    A Massimo Farcoz e Luisa Rocchia il primo “Road to Gran San Bernardo”

    30 Settembre 2023
    Migranti, migrazioni, sbarchi, Ventimiglia, Mentone, Lampedusa, centro di accoglienza, campi profughi

    Immigrazione: da Ventimiglia a Mentone le polemiche sui centri e campi accoglienza

    4 Ottobre 2023
    Logo France Services (CC BY-SA 4.0)

    Un bus di supporto pubblico in Alta Provenza per i servizi alle persone

    4 Ottobre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.