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    Home » Articoli » L’indagine di Magali Meylan tra memoria, colpa e silenzi
    Nos Alpes, Nos Livres

    L’indagine di Magali Meylan tra memoria, colpa e silenzi

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino18 Gennaio 2026
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    Magali Meylan, “La notte verrà”; Magali Meylan “La nuit viendra”
    Magali Meylan, “La notte verrà”; Magali Meylan “La nuit viendra”

    Ne “La notte verrà” (in originale “La nuit viendra”), Magali Meylan costruisce il suo racconto facendo dialogare due estati temporalmente lontane ma segretamente connesse tra di loro. Da una parte la Riviera vaudoise del 1933, dove due bambini figli di immigrati italiani sperimentano l’esclusione e la violenza; poi, un salto al 2016, quando una donna quasi centenaria è trovata morta con una frase enigmatica stretta nella mano.

    Uno dei punti chiave del romanzo coincide con l’utilizzo del passato non come semplice sfondo bensì come presenza attiva che ritorna, interferisce, chiede conto, manipola la trama nel profondo. Pubblicato nell’ottobre dell’anno passato per le 180° Éditions, esso è acquistabile nelle migliori librerie nonché online sulle principali piattaforme di commercio letterario. 

    Un giallo che non cerca soltanto il colpevole

    Magali Meylan affida l’indagine de “La notte verrà” agli ispettori Natacha Laverrière e Samuel Roth ma fa abilmente in modo che essa non proceda secondo i binari classici del poliziesco di azione. Questo perché, tra le sue pagine, il mistero non è soltanto “chi ha fatto cosa” bensì perché certi eventi continuino a produrre effetti a distanza di decenni, in particolare lungo la linea temporale 1933-2016.

    Più che inseguire indizi materiali, i personaggi si muovono tra memorie, omissioni, versioni parziali dei fatti, dunque il cuore del romanzo non è la soluzione del caso ma il modo in cui le storie famigliari si deformano con gli anni. Esso mette al centro la tematica dei legami di sangue come spazio ambiguo, oscillante tra luogo di protezione ed eredità pesanti, colpe non elaborate che scivolano da una generazione all’altra, influenzando scelte, relazioni e identità.

    Magali Meylan

    Originaria del Cantone del Vallese, Magali Meylan vive attualmente nel Gros-de-Vaud, distretto del Canton Vaud, e lavora come terapeuta complementare in kinesiologia. Prima di arrivare alla scrittura, ella ha attraversato altri linguaggi tra cui la fotografia, il teatro, il lavoro relazionale, un itinerario che emerge nell’attenzione ai gesti, alle fragilità, alle dinamiche invisibili con cui ella osserva i personaggi.

    “La notte verrà”, romanzo su ciò che il passato continua a fare nel presente, è il suo primo lavoro e porta con sé uno sguardo più interessato ai meccanismi interiori che ai colpi di scena. Il suo titolo rievoca la notte come tempo dell’ombra, dell’inconscio, di ciò che non è stato affrontato, pagine che accompagnano il lettore in una zona grigia dove capire non equivale sempre a guarire e dove ogni verità ha un costo.

    LEGGI ANCHE: “Nel nome del pane”, un thriller “alimentare” ambientato nelle Alpi

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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