La Pogne du Dauphiné, conosciuta anche come Pogne de Romans, è una brioche a forma di corona originaria di Romans-sur-Isère, nel dipartimento della Drôme, lontano meno di una ora da Grenoble. Le sue radici affondano nel Medioevo, quando essa era preparata esclusivamente per celebrare la Pasqua, momento in cui le uova vietate durante la Quaresima tornavano a essere protagoniste in cucina.
Questo dolce soffice e profumate nonché arricchito con acqua di fiori di arancio è divenuto nel tempo un simbolo del territorio del Dauphiné e oggi si gusta tutto l’anno, dalla colazione alla merenda. La sua consistenza elastica e il suo profumo delicato raccontano una tradizione contadina fatta di pazienza e gesti tramandati, tanto che a Bourg-de-Péage esiste persino un museo dedicato a tale specialità.
Gli ingredienti
Alla base della Pogne du Dauphiné vi sono pochi ingredienti che tuttavia richiedono di essere scelti con cura e lavorati con attenzione, tra i quali spiccano sicuramente farina (550 grammi), uova (4), burro (160 grammi) e zucchero (100 grammi). A questi si aggiungono lievito di birra o lievito madre (50 grammi), un pizzico di sale (1 cucchiaino raso) e l’inconfondibile aroma di acqua di fiori di arancio (1 cucchiaio, 15 millilitri), talvolta sostituita o affiancata da scorza di limone grattugiata.
Alcune varianti prevedono anche l’aggiunta di rum oppure, nella versione “alla lionese”, l’inserimento di praline rosa che donano un tocco croccante e colorato che danno luogo alla già citata Brioche di Saint-Genix. In alcune preparazioni moderne, inoltre, si trovano anche dolci farciti, tagliati a metà e riempiti con crema pasticcera, crema al burro o confetture di albicocca e frutti rossi oppure versioni con gocce di cioccolato o granella di zucchero in superficie.
La preparazione della Pogne du Dauphiné
La preparazione della Pogne du Dauphiné inizia con un primo impasto a base di lievito, acqua tiepida e farina, che deve essere bene amalgamato e poi lasciato riposare sino a che non raddoppia di volume. Soltanto dopo la prima ora di lievitazione è possibile unire anche burro sciolto al microonde o a bagnomaria, uova sbattute e zucchero, lavorando energicamente la pasta sino a ottenere una consistenza liscia ed elastica.
Dopo una seconda ma più lunga lievitazione della durata di tre ore, l’impasto deve essere modellato a forma di corona, con leggeri tagli sulla superficie a dargli la forma delle sue decorazioni. Lasciato riposare ancora una mezz’ora, esso può essere alfine cotto in forno statico a 180 gradi per circa 40 minuti, sino a che la superficie non sarà ricoperta da una invitante ma non eccessiva doratura.
La Pogne du Dauphiné si gusta sia tiepida sia fredda, spesse volte accompagnata da confetture di frutti rossi o ciliegie oppure da miele con un tocco amaro come castagno o melata. Perfetta per una colazione lenta o una merenda elegante, essa può essere servita anche con creme leggere o agrumi canditi che ne esaltano il profumo floreale oppure ancora con una semplice tazza di latte o the.
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