Al via la stagione 2026 del progetto Alpatous, iniziativa avviata nel 2021 da France Nature Environnement Provence-Alpes-Côte d’Azur (FNE PACA) per formare volontari incaricati di sensibilizzare i frequentatori della montagna sui comportamenti corretti da tenere in presenza dei cani da guardiania. Il progetto si è poi esteso all’intera area alpina grazie al partenariato di sei dipartimenti.
L’obiettivo del progetto Alpatous è di favorire la convivenza, sensibilizzando il maggior numero possibile di frequentatori della montagna sui comportamenti corretti da adottare nei confronti dei cani da guardiania a protezione delle greggi.
Alpatous si articola in tre tipi di azione. La prima riguarda la formazione dei volontari di pattugliamento, che vengono preparati ogni anno per svolgere attività di sensibilizzazione in montagna.
La seconda consiste in uscite e animazioni rivolte al pubblico generale, pensate per scoprire la fauna e la flora alpine e comprendere le dinamiche del pastoralismo e i suoi rapporti con gli altri utenti della montagna.
La terza interessa il mondo scolastico: dalle scuole dell’infanzia ai licei, gli studenti ricevono informazioni sulla presenza del lupo, sul pastoralismo e sui comportamenti da adottare con i cani da guardiania.
Il programma è finanziato dalla Direction régionale de l’environnement, de l’aménagement et du logement (DREAL) Auvergne-Rhône-Alpes, dalla fondazione Poule Rousse e dall’iniziativa Homme-Faune sauvage.
La formazione dei volontari
Ogni anno, prima dell’inizio della stagione di alpeggio, Alpatous organizza una formazione gratuita di due giorni aperta a chiunque voglia diventare volontario del progetto.
La formazione costituisce il punto di avvio dei programmi annuali. La prima sessione 2026 si è tenuta il 17 e 18 aprile a Sisteron, Provence-Alpes-Côte d’Azur, dove 16 nuove persone hanno completato il percorso. La prossima sessione è prevista il 2 e 3 maggio a Plan d’Hotonne, in Auvergne-Rhônes-Alpes.
I contenuti coprono tre ambiti: l’ecologia del lupo e la sua importanza ambientale, il funzionamento del pastoralismo e l’etologia dei cani da guardiania. Gli interventi sono tenuti da professionisti dei settori coinvolti, così da garantire messaggi validati e condivisi da tutti gli attori del comparto. Il progetto può, infatti, contare su partner consolidati come la Direction Départementale des Territoires, l’Office Français de la Biodiversité, il Centre d’Étude et de Réalisations Pastorales Alpes-Méditerranée e l’Institut de l’élevage.
Da aprile a ottobre, i volontari formati percorrono i sentieri di montagna, presenziano ai punti di partenza delle escursioni e partecipano a eventi locali per incontrare direttamente escursionisti, ciclisti e runner.
FNE mantiene il coordinamento tra i volontari, fornisce loro le informazioni necessarie e organizza momenti di scambio tra i partecipanti. Un sistema di monitoraggio registra le attività di sensibilizzazione condotte anche da comuni, parchi naturali e altre associazioni nell’area alpina, assicurando coerenza e complementarità all’insieme del programma.
Come comportarsi con un cane da guardiania
Quando si incontra un gregge accompagnato da cani da guardiania, Alpatous raccomanda di fermarsi: il cane si avvicinerà probabilmente abbaiando e correndo, ma si tratta di un comportamento normale, dovuto alla sua scarsa capacità visiva che lo spinge a identificare l’intruso da vicino.
È utile interporre un oggetto, come uno zaino o un cappellino, tra sé e il cane: l’animale lo annuserà invece di avvicinarsi alle gambe, il che risulta rassicurante per entrambi. Bisogna restare calmi, parlare al cane con tono tranquillo senza guardarlo negli occhi, usando frasi semplici che segnalino l’assenza di minaccia.
Si può riprendere il cammino solo quando il cane si è calmato, ha smesso di abbaiare e ha distolto l’attenzione: se riprende ad abbaiare, è sufficiente ripetere le stesse fasi.
I dati del 2025
Nel 2025 sono stati formati 28 nuovi volontari, con una sessione nel dipartimento di Provence-Alpes-Côte d’Azur e una nel dipartimento Auvergne-Rhônes-Alpes.
Nel corso della stagione, Alpatous ha raggiunto oltre 2.400 persone, suddivise in 500 gruppi, in più di 120 luoghi diversi, per lo più ai punti di partenza delle escursioni o lungo i sentieri.
Le attività sono condotte da 40 volontari e dipendenti di FNE. Il pubblico è composto principalmente da escursionisti provenienti dalla regione PACA e da altri frequentatori della montagna: secondo i dati raccolti, la maggioranza di loro non conosce ancora i comportamenti corretti da tenere con i cani da guardiania.
Sul piano geografico, la parte più consistente delle persone raggiunte si concentra nelle Hautes-Alpes, con oltre 700 persone sensibilizzate, seguita dalle Alpes-de-Haute-Provence, con circa 580.
Le iniziative italiane
Sulle Alpi italiane, diverse istituzioni hanno avviato percorsi più indirizzati ai proprietari di cani da guardiania. È il caso della Valle d’Aosta, che ha organizzato il primo corso nel 2023, e del Trentino, che ne ha proposto uno a marzo del 2026.
In Lombardia, invece, il Parco nazionale dello Stelvio, il Parco delle Orobie Valtellinesi, il Parco dell’Adamello e la Provincia di Sondrio hanno unito le proprie competenze nel progetto “Guardiani“: un programma di formazione rivolto a operatori del settore, allevatori e professionisti della montagna. L’obiettivo è di favorire la coesione tra uomo, allevamento e fauna creando consapevolezza intorno alla presenza dei cani da guardiania in montagna. Il 28 aprile 2026 è in programma un appuntamento dedicato a guide alpine, accompagnatori di media montagna, guide ambientali escursionistiche, rifugisti e operatori del Cai. Il progetto prevede anche serate informative per i turisti.
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