Con l’avvio del percorso di confronto pubblico dedicato al Future Circular Collider (FCC), il gigantesco acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, si apre una fase decisiva per uno dei più ambiziosi programmi scientifici mai immaginati in Europa. Il progetto, apertosi a decorrere dallo scorso martedì 2 giugno, guarda all’entrata in funzione dell’infrastruttura a raccogliere l’eredità dell’attuale Large Hadron Collider (LHC), che sarà comunque aggiornato per aumentare in modo significativo la quantità di dati raccolti durante gli esperimenti.
Nei prossimi anni sarà necessario per il centro di ricerca ottenere il sostegno politico e finanziario degli Stati membri oltre che completare gli studi tecnici e ambientali necessari, con scelta finale attesa per il 2028.
Un anello sotterraneo tra Francia e Svizzera
Il nuovo acceleratore di particelle del CERN di Ginevra si svilupperebbe lungo un percorso circolare di oltre 90 chilometri, una dimensione che supera di circa tre volte e mezzo quella dell’attuale LHC. Il suo tunnel correrebbe nel sottosuolo transfrontaliero tra la regione di Ginevra, sede del centro di ricerca europeo, e dei territori francesi dei dipartimenti dell’Ain e dell’Alta Savoia.
L’infrastruttura non comprenderebbe soltanto il tracciato sotterraneo ma prevederebbe numerose installazioni in superficie, pozzi di accesso e collegamenti alle reti energetiche, con un investimento stimato in circa 16 miliardi di euro. L’obiettivo scientifico principale del FCC è di approfondire lo studio del bosone di Higgs, la particella individuata nel 2012 e considerata essenziale per comprendere il funzionamento della materia.
Secondo la comunità scientifica, una produzione molto più elevata di essa consentirebbe di comprenderne con precisione le proprietà e di verificarne eventuali anomalie rispetto alle teorie attuali. Esso potrebbe operare per diversi decenni e permettere di dedurre più facilmente le leggi fondamentali dell’universo e i fenomeni fisici ancora sconosciuti, segnando una nuova fase della ricerca fondamentale europea.
Energia, territorio e ambiente al centro del confronto pubblico del CERN
La portata del progetto rende inevitabile una riflessione sugli effetti che esso avrebbe sui territori in termini di consumo energetico, gestione delle risorse idriche, trattamento dei materiali di scavo e occupazione di aree destinate alle infrastrutture.
Le stime indicano difatti un fabbisogno elettrico superiore a quello dell’attuale LHC, aspetto che rende necessario il coinvolgimento degli operatori della rete di trasmissione dell’energia. Anche gli aspetti economici e occupazionali saranno ugualmente oggetto di analisi, considerando sia le opportunità di sviluppo sia le possibili conseguenze per le comunità locali.
Per raccogliere osservazioni e proposte, il CERN di Ginevra ha dunque programmato un confronto pubblico fatto di incontri, seminari online e momenti di confronto con esperti, amministratori e residenti. Sviluppato su diversi mesi e basato anche sul coinvolgimento di giovani incaricati di favorire la partecipazione e la diffusione presso il pubblico, esso culminerà con la redazione di un rapporto che sintetizzerà le posizioni emerse durante il dibattito.
Le critiche e le richieste delle associazioni
Accanto all’entusiasmo di una parte della comunità scientifica, il progetto ha suscitato perplessità da parte di associazioni, movimenti ambientalisti e alcuni rappresentanti politici. Al centro delle contestazioni vi è una domanda di fondo: quale equilibrio deve essere trovato tra il progresso della conoscenza scientifica e la tutela dell’ambiente in un contesto segnato dall’emergenza climatica?
I critici ritengono difatti necessario interrogarsi sulla compatibilità tra una grande infrastruttura energivora e gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissati a livello internazionale. Alcuni gruppi chiedono inoltre garanzie riguardo agli effetti sul territorio e sulla qualità della vita delle popolazioni coinvolte, tematiche che risulteranno dunque portanti anche nel confronto pubblico avviato dal CERN.
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