Patrizia Nitti, curatrice tra Italia e Francia e promotrice dell’arte italiana a Parigi, è morta il 10 luglio 2026 ad Arezzo, all’età di 82 anni.
Nata a Parigi il 30 marzo 1944 durante l’esilio antifascista della famiglia, aveva lavorato in istituzioni museali francesi e presieduto per circa venticinque anni l’Associazione Francesco Saverio Nitti di Melfi.
Un’infanzia nell’esilio antifascista
Patrizia Nitti era figlia di Federico Nitti, medico e ricercatore dell’Institut Pasteur, e di Giuliana Cianca. I suoi due nonni, Francesco Saverio Nitti e il giornalista Alberto Cianca, erano stati costretti a lasciare l’Italia per l’opposizione al fascismo. Cianca fu tra i fondatori del movimento Giustizia e libertà, nato a Parigi nel 1929.
La sua infanzia si svolse quindi nell’ambiente degli esuli italiani e delle loro reti politiche e intellettuali. La casa parigina di Francesco Saverio Nitti era frequentata da esponenti dell’antifascismo come Filippo Turati, Carlo Rosselli, Pietro Nenni e Gaetano Salvemini. Patrizia Nitti apparteneva a una generazione successiva, ma crebbe dentro questa memoria familiare, inoltre segnata nei legami tra le culture italiana e francese.
Perse il padre quando aveva tre anni. Federico Nitti morì a 42 anni dopo aver contratto una forma fulminante di tubercolosi durante la sua attività di ricerca. Patrizia Nitti studiò arte tra Parigi e Roma e dalla fine degli anni Settanta visse e lavorò anche in Italia.
Le mostre nei musei francesi
Patrizia Nitti, specialista del Rinascimento e del classicismo, ha lavorato al Musée du Luxembourg, lo spazio espositivo del Senato francese, occupandosi delle mostre temporanee dedicate al Rinascimento. Nel 2009 è stata nominata direttrice artistica della Fondation Dina Vierny–Musée Maillol di Parigi.
Il suo lavoro ha contribuito a presentare al pubblico francese opere, collezioni e temi centrali della storia dell’arte italiana. Le esposizioni richiedevano rapporti con musei, soprintendenze, studiosi e amministrazioni dei due paesi, oltre alla gestione di prestiti spesso complessi.
Tra le mostre più importanti figurano “Raphaël. Grâce et beauté”, del 2001, “Botticelli. De Laurent le Magnifique à Savonarole”, del 2003, “Véronèse profane”, del 2004, e “Titien. Le pouvoir en face”, del 2006. Nel 2007 seguì inoltre la mostra dedicata ad Arcimboldo. Interveniva nella scelta dei temi e dei curatori, nella formazione dei comitati scientifici, nelle trattative per i prestiti e nella pubblicazione dei cataloghi.
Al Musée Maillol promosse, tra le altre iniziative, “Pompéi, un art de vivre”, mostra aperta nel 2011 e dedicata alla vita quotidiana nella città sepolta dall’eruzione del Vesuvio. Attraverso progetti di questo tipo Nitti favorì la circolazione delle opere e delle conoscenze tra Italia e Francia, svolgendo un’attività di mediazione culturale al di fuori della diplomazia ufficiale.
La memoria di Francesco Saverio Nitti
L’altro asse del suo impegno fu la conservazione della memoria del nonno Francesco Saverio Nitti, economista, antifascista e presidente del Consiglio dei ministri dal 1919 al 1920. Patrizia Nitti ha presieduto per un quarto di secolo l’associazione di Melfi intitolata allo statista, promuovendo incontri, ricerche e iniziative dedicate al suo pensiero politico ed economico.
Anche questa attività aveva una dimensione italo-francese: nel ricordare Francesco Saverio Nitti significava quindi mantenere la memoria delle reti politiche e intellettuali costruite dagli antifascisti italiani a Parigi.
La scomparsa di Patrizia Nitti è stata accompagnata da numerosi messaggi e ricordi.
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