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    Home » Articoli » A Briançon, clima teso alla riunione di concertazione sui Giochi Olimpici 2030
    Economia e politica

    A Briançon, clima teso alla riunione di concertazione sui Giochi Olimpici 2030

    Sylvie RomanSylvie Roman18 Giugno 2026
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    La première réunion de concertation pour les JO 2030, à Briançon en juin 2026 (c) Nos Alpes Sylvie Roman
    La première réunion de concertation pour les JO 2030, à Briançon en juin 2026 (c) Nos Alpes Sylvie Roman
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    A quasi un anno dal lancio del progetto delle Olimpiadi delle Alpi 2030 e dopo la selezione dei team di promozione (vedi Nos Alpes 10/06/2026), si è tenuta il 17 giugno a Briançon la prima riunione di concertazione … In un clima teso, si sono svolti dibattiti con numerose domande sui finanziamenti e sui costi, sul programma e sul metodo scelto.

    Il 27 giugno 2025 si era svolta in pompa magna la prima visita ministeriale (con François Bayrou, allora primo ministro e Philippe Tabarot, ministro dei Trasporti) al futuro sito del Villaggio Olimpico dei Giochi Olimpici delle Alpi 2030, in un antico forte di Vauban, e la prima riunione formale del COJOP Alpi 2030.

    È stato l’inizio di un lungo processo, che da allora ha visto il lancio dei bandi di gara, lo svolgimento di studi e lavori in collaborazione con i team di promotori e la designazione dei vincitori: Edifim ed Elégia (Philippe Prost architectes, Moon Architecture) e Icade Promotion (Bouygues Immobilier) e Jean-Michel Wilmotte e Nathalie D’Artigues, architetti).

    Un clima teso

    Il minimo che si possa dire è che questa prima «riunione di concertazione», come l’hanno definita gli organizzatori, si è svolta in un clima teso, con numerose domande sul metodo, ovvero «una concertazione quando tutto è già deciso e gli abitanti non sono stati consultati», ma «si trovano di fronte al progetto senza poter esprimere realmente la propria opinione», ma anche, in modo più costruttivo, domande sullo svolgimento dei futuri lavori.

    Isolato sul suo promontorio che domina le valli della Briançon e la città di Briançon, il sito è gigantesco, complesso, ma soprattutto privo di tutto: né acqua né fognature, né elettricità né altre reti (fibra ottica…) e la strada che lo collega al quartiere di Font Christiane è in pessime condizioni e inadatta alla circolazione di autobus o altri mezzi di soccorso come, ad esempio, i camion dei vigili del fuoco. C’è ancora molto da fare su questo fronte.

    E se il sindaco Arnaud Murgia ha illustrato in dettaglio una parte dei lavori, ovvero il rifacimento della strada di 1,4 km (e quindi il suo allargamento) e la realizzazione di una rotatoria per collegarla alla strada dell’Izoard (incrocio particolarmente pericoloso), ha anche accennato al futuro teleferico che dovrebbe collegare il Forte alla parte bassa della città.

    Una funivia e una strada ad accesso libero?

    Il progetto del teleporto, attualmente allo studio da parte dei team di Solideo Alpes 2030, come ha spiegato Nicolas Laurent-Brouty, è una componente essenziale del progetto globale del sito di Briançon.

    Uno degli argomenti di punta per la candidatura al CIO. Infatti, i temi della mobilità e dell’accessibilità sono al centro dei prossimi Giochi invernali del 2030, così come l’«eredità», ovvero ciò che rimarrà sul territorio dopo i Giochi e potrà contribuire allo sviluppo, all’economia e al benessere degli abitanti.

    Il teleporto dovrebbe quindi servire i due siti del Villaggio Olimpico e degli impianti olimpici, ovvero l’ex fabbrica della Schappe nella parte bassa della città e il Fort des Têtes, collegandoli alla Città Vecchia. Si tratta di un progetto del valore di circa 27 milioni di euro, il cui modello economico di gestione non è ancora stato definito e che sta già suscitando discussioni. «Si tratterebbe di un teleportatore di piccole dimensioni, un servizio di andata e ritorno con una capacità di 16 posti», ha precisato ancora l’esperto di Solideo Alpes 2030. Ma, in quanto mezzo di trasporto pubblico, dovrà necessariamente essere accessibile alle persone con mobilità ridotta e, pertanto, essere sganciabile per consentirne l’accesso.

    Tuttavia, si è posta la questione della redditività dell’opera e del ritorno sull’investimento. Infatti, nella fase 3 (fase di eredità), il Forte dovrà ospitare 100 alloggi, di cui 72 destinati all’acquisto, che saranno acquistati in blocco da Unicil, un ente di edilizia sociale, e alcuni esercizi commerciali. Per gli edifici rimanenti, il programma iniziale prevedeva un complesso alberghiero e strutture pubbliche (sala congressi, teatro…?).

    Padiglione del Governatore, alloggi, progetto alberghiero

    Durante la riunione nessun interveniente ha fornito dettagli su questa parte del programma, e tutto resta ancora da definire. Questa fase comprende, nell’ex Padiglione del Governatore o nella Caserne Casemattée , diversi alloggi a libero accesso (quindi a prezzo di mercato) che potrebbero essere oggetto di una convenzione di gestione con Elegia. Questi alloggi beneficerebbero dei vantaggi fiscali previsti dalla Legge Malraux sui monumenti storici (esenzioni fiscali, ecc.).

    Era previsto anche un progetto alberghiero, ma solleva interrogativi riguardo ai suoi accessi e ai collegamenti. Il progetto vincitore risponde in parte a tali interrogativi grazie alla creazione, in prossimità della Porta principale, di un tunnel nelle mura (alto 11 m), al fine di garantire un secondo accesso al sito, che è completamente circondato da mura.

    Prevede inoltre la realizzazione di un parcheggio interno, destinato ai residenti e, come è facile immaginare, al servizio dei negozi, alle consegne, ai mezzi di soccorso, ecc.

    Gestire meglio gli accessi

    Un altro punto che ha suscitato interrogativi è stata l’osservazione del sindaco, Arnaud Murgia, il quale ha dichiarato che «la strada potrebbe non essere più ad accesso libero per visitatori e turisti » e si è chiesto : «perché non renderla un accesso riservato?».

    Aggiungendo che in questo modo verrebbe favorito il teleferico (per il quale sarebbero previsti sistemi di abbonamento, ecc.), consentendo di limitare gli spostamenti sulla strada del Forte. Ciò solleva alcune perplessità, poiché questa strada è molto utilizzata dagli abitanti per raggiungere altre località e costituisce una delle passeggiate preferite dagli abitanti di Briançon.

    Per quanto riguarda il costo complessivo «provvisorio» per il Fort des Têtes, la ristrutturazione della fabbrica della Schappe e il teleportato, ammonta a 133 M€, di cui «71 M€ di finanziamenti pubblici, garantiti per l’80% dallo Stato e dalla Regione PACA, e quindi il 20% a carico degli altri enti, Consiglio dipartimentale e Comune», ha precisato Arnaud Murgia, sindaco di Briançon.

    La fase «Jeu», un «Village Plaza» con mezzaluna

    Nella fase «Jeu» (su cui si concentra maggiormente l’attenzione al momento), il progetto privilegia allestimenti sereni e paesaggistici, molto aperti, con ad esempio un incredibile «Village Plaza» progettato su una mezzaluna (opera fortificata davanti alle mura).

    Sarà coperto da una struttura smontabile e sarà quindi accessibile al pubblico. Come previsto nel capitolato d’oneri, l’intera area alberghiera, la zona di riposo, quella dedicata alle cure, ecc. per i 522 atleti e le loro squadre (circa 1.000 persone in totale) sarà allestita in edifici «provvisori», sulla grande Place d’Armes del Forte, di fronte alle montagne e alle piste del Prorel e di Serre-Chevalier.

    Uno scenario che non mancherà di ispirare gli atleti di freestyle durante queste due settimane di Giochi.

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    Sylvie roman
    Sylvie Roman

    Nata a Nizza e residente a Briançon, giornalista e guida turistica. Ha collaborato con diverse riviste francesi specializzate in urbanistica, architettura e sport: Le Moniteur, Construction Moderne, Méditerranée Magazine, Témoignage Chrétien...

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