Rispetto agli asili nido delle Alpi occidentali italiane, gli asili dei dipartimenti francesi delle Alpi accolgono tra 10 e 40 bambini ogni cento in più: si va dalle Province di Imperia e Cuneo che hanno rispettivamente 23 e 27 bambini nei nidi, all’Isère, che ne accoglie 71 su 100.
È quello che emerge incrociando i dati delle strutture di accoglienza per i bambini sotto i 3 anni.
L’asilo nido delle Alpi francesi in vetta
I départements frontalieri francesi garantiscono almeno un posto su due ad ogni bambino sotto i tre anni.
C’è poca differenza nelle Alpi del sud: nelle Alpes-Maritimes ci sono 53,6 posti ogni 100 bambini mentre nelle Alpes-de-Haute-Provence ci sono 56,6 posti. Si nota un più grande divario tra Haute-Savoie (55,3 posti) e Savoie (60,3 posti). Al primo posto alpino per l’accoglienza negli asili nido si trova il Dipartimento dell’Isère con 71 posti ogni 100 bambini.
Secondo un Rapporto dell’Osservatorio dipartimentale della famiglia della Savoia del 2023, il 71% dei bambini di meno di tre anni viene affidato a privati o strutture a pagamento. Tra questi, gli asili nido, scelti per un bambino su quattro dagli intervistati.
I genitori sondati in Savoia scelgono le strutture d’accoglienza come gli asili nido per tenere i propri bambini solo come terza scelta (24%). Si affidano infatti in primis sulle assistantes maternelles agréées indépendantes (professioniste dell’accoglienza convenzionate indipendenti, 38%) e su sé stessi (25%).
Dal rapporto sulla Savoia emerge che le comunità più montane se la cavano piuttosto bene nell’ospitare i più piccoli. Il tasso di accoglienza per 100 bambini 0-3 anni delle communautés de communes è sopra la media dipartimentale nel Canton de la Chambre (78,1), Val Vanoise (77,3), Coeur de la Tarentaise (70,4), e Coeur de Maurienne Arvan (64,3).
Chiudono più indietro, anche se più nettamente più avanti dei loro vicini transfrontalieri, le communautés de communes della Haute Tarentaise (62,5) e della Haute Maurienne (56,9).
Il ritardo delle Alpi italiane
Secondo un rapporto del 2025 dell’Osservatorio istruzione e formazione professionale del Piemonte, i tassi di accoglienza sono molto arretrati nelle Alpi piemontesi. Si registrano così tassi di accoglienza dei bambini 0-2 anni più bassi nella provincia di Torino (38,1 posti per 100 bambini) e in quella di Cuneo (27,0 posti), quest’ultima ancora sotto la soglia obiettivo del 33% indicata dal Consiglio europeo nel 2002 con riferimento all’anno 2010.
Situazione relativamente migliore in Valle d’Aosta, seppure inferiore a tutti i dipartimenti francesi transfrontalieri, con 44,3 posti per 100 bambini per l’anno 2023/2024. Secondo i dati Istat elaborati da Save the Children, l’offerta dei servizi educativi 0-2 è quasi esclusivamente in mano al settore pubblico.
La provincia di Imperia risulta infine ultima tra le regioni Alpine occidentali con soli 23 posti ogni 100 bambini (dato 2019). A tirare “in alto” questo dato i comuni di Sanremo (31,2) e Imperia (33,4), anche a conferma del divario tra centri urbani e aree abitate meno agglomerate.
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