Finaosta, la società finanziaria controllata dalla Regione Valle d’Aosta, ha avviato un programma rivolto ai propri dipendenti che prevede due anni di informazione e accompagnamento alla donazione di sangue e plasma. L’ iniziativa si svolge in collaborazione con l’ Azienda USL (l’organismo pubblico di gestione sanitaria per la Regione), Avis e Fidas Valle d’Aosta, due associazioni che riuniscono i donatori.
Si tratta di una pratica che trova altre forme di attuazione nelle associazioni dell’Alta Savoia e in alcune aziende della Svizzera romanda, e che concorre ad assicurare la disponibilità di sangue e plasma per ospedali e pazienti.
Il protocollo Finaosta viene presentato a ridosso del DonoDay del 4 ottobre, dedicato al dono volontario e non remunerato. La sua attuazione andrà osservata nei prossimi due anni.
Il percorso per i dipendenti
Il protocollo «La donazione: un investimento per tutti» prevede la diffusione di materiali informativi e, su richiesta, incontri con medici e volontari, colloqui individuali, una prima valutazione dell’idoneità e l’accompagnamento verso la donazione.
Finaosta curerà l’informazione interna, mentre Avis e Fidas metteranno a disposizione volontari e strumenti divulgativi. Infine, la struttura di Immunoematologia e medicina trasfusionale dell’USL garantirà il supporto sanitario. L’accordo è rinnovabile e sarà seguito attraverso verifiche periodiche tra i referenti delle quattro organizzazioni.
L’iniziativa riguarda una popolazione aziendale con un’età media di 42 anni. Per Pierluigi Berti, direttore del Dipartimento di Patologia clinica dell’USL, lo scopo è ampliare il numero dei donatori e favorire una partecipazione periodica, necessaria per mantenere la disponibilità di sangue nel tempo.
Nel Vaud, le raccolte sul posto di lavoro
Un’esperienza vicina, anche per il settore di attività, è quella della Banque cantonale vaudoise. Nel proprio rapporto di responsabilità sociale per il 2025, la banca documenta raccolte di sangue organizzate da oltre quindici anni con il centro trasfusionale della Croce Rossa vodese. Nel 2025, per esempio, si sono svolte due raccolte nei locali della sede e del centro amministrativo bancario, alle quali i dipendenti potevano iscriversi.
Qui il prelievo arriva direttamente sul luogo di lavoro. Il protocollo Finaosta riguarda invece l’informazione e l’accesso al percorso sanitario. In entrambi i casi le aziende mettono in contatto persone già legate dalla quotidianità professionale con un servizio che ha bisogno di adesioni volontarie e regolari.
Nelle Alpi francesi, il lavoro delle associazioni locali, dell’azione pubblica e delle aziende
Sul versante francese, la rete delle Amicales, le associazioni locali di donatori, presenta un altro formato organizzativo che interagisce anche con le aziende. In Alta Savoia sono presenti, tra gli altri, gruppi ad Arâches-la-Frasse e Les Carroz, negli Aravis e a Praz-sur-Arly.
L’Établissement français du sang, l’ente pubblico francese del sangue, svolge anch’esso una funzione nella sensibilizzazione e nella raccolta del sangue. In entrambi i casi, volontari e operatori prenotano le sale, accolgono le persone, gestiscono l’attesa e preparano il ristoro dopo il prelievo. Partecipano inoltre alle manifestazioni comunali e svolgono attività nelle scuole.
Tra le aziende, in Savoia, il produttore di sciroppi Routin favorisce una raccolta che è aperta ai dipendenti delle imprese vicine. A Nizza, un’iniziativa tra aziende e amministrazioni ha raccolto 214 donazioni nel 2025 mentre nelle Alpi del sud, le associazioni La Poste–Orange organizzano anche spostamenti verso i centri di donazione del plasma.
I dati di Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria
Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità sul sistema trasfusionale italiano permette un confronto regionale sul 2024, usando la stessa misura: il numero di donazioni di sangue intero e in aferesi ogni mille residenti. L’aferesi consente di raccogliere separatamente componenti del sangue, come plasma o piastrine.
| Territorio | Donazioni ogni mille residenti, 2024 |
|---|---|
| Valle d’Aosta | 55,58 |
| Piemonte | 57,11 |
| Liguria | 58,58 |
| Italia | 51,79 |
Le tre regioni si collocano sopra la media nazionale per questo indicatore. Si contano le donazioni, non le persone: uno stesso donatore può contribuire più volte durante l’anno. Il dato descrive l’attività di raccolta in rapporto alla popolazione, senza misurare da solo l’autosufficienza sanitaria del territorio.
In Svizzera, nel 2025, sono state registrate 252.703 donazioni, contro le 260.349 del 2024. Quasi la metà, il 49,7%, è avvenuta attraverso raccolte mobili, organizzate in 1.037 località. Il rapporto di Transfusion CRS Suisse descrive un approvvigionamento complessivamente stabile, con difficoltà regionali in alcuni periodi dell’anno. Il calo delle donazioni si accompagna anche a una diminuzione della domanda di globuli rossi, legata a un impiego più mirato negli ospedali.
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(la ricerca e l’ estrazione di dati è stata assistita con IA e insieme verificata)








