Dal 17 al 19 luglio 2026 Saint-Martin-Vésubie ospita la dodicesima edizione del Festival Images et Montagnes, tre giorni dedicati alle immagini di montagna e di natura, tra fotografie, film, incontri, laboratori e una randonnée animata. L’edizione 2026 ha per tema “Voir Loin”, guardare lontano: verso l’avvenire, verso gli altri, oltre la superficie immediata del paesaggio.
Il festival è una produzione dell’Association Hervé Gourdel. La sua origine è legata alla memoria di Hervé Gourdel, guida di alta montagna e fotografo. Il primo “Week-end de la photographie Hervé Gourdel” era stato organizzato per rendere omaggio al suo lavoro fotografico, accanto a quello dei suoi amici.
Da quel primo appuntamento è nato progressivamente un festival più ampio, nel quale alle esposizioni si sono aggiunte proiezioni, incontri e animazioni dedicate alla montagna e alla natura.
Una mostra e un festival nel paese e all’aperto
Per tre giorni il paese diventa uno spazio espositivo diffuso. Dalle 9.30 alle 18.30, le fotografie sono presentate in diversi luoghi del villaggio: la mairie, le due cappelle, l’ancien conservatoire e place Hervé Gourdel.
Gli espositori annunciati sono Monica Dalmasso, Pascal Borde, Philippe Bourges, il Collectif Valdeblore, Élisabeth Nicot, Christian Nicot, il Club Photo Biotois, Christophe Dentinger, Stéphane Palazzetti, Sylvain Reybaut, Nicolas Svetchine e Françoise GraudClaude. La scelta di distribuire le mostre nel centro di Saint-Martin-Vésubie trasforma il borgo in un percorso di immagini e mette in relazione fotografia, luoghi pubblici e vita del paese.
Cinema, incontri, fotografia di montagna
Il programma cinematografico si apre venerdì 17 luglio alla Médiathèque con una sessione gratuita pomeridiana. Sono previsti “Le dernier territoire du Lynx” di Pierre Sabatié, “À vol d’oiseaux”, serie di cortometraggi di animazione accessibili dai sei anni, e “À perte de vue” di Pierre e Carla Petit.
La sera, all’auditorium Jean Grinda, saranno proiettati “Super Cervières” di Mathis Decroux e “La Route” di Marianne Chaud.
Sabato 18 luglio il programma prosegue con una seconda sessione gratuita alla Médiathèque. La proiezione di “La Meije demain. La vie en haut, la vie en bas” sarà accompagnata da un intervento e da un dibattito con un membro di Mountain Wilderness.
Seguiranno “L’Ascension de Lizzie Leblond” di Sophie Chaffaut e “Via Alpina, sur les pas des pionnières” di Zoé Lemaître, con un intervento sulla montagna al femminile. La sera, all’auditorium Jean Grinda, sono in programma “L’héritage Samivel” di Christophe Raylat. Si sarà un incontro con Luce Gayet, nipote di Samivel, e “Les Jours Sauvages” di Yohan Guignard e Alexandre Marchesseau.
Incontri con gli autori, uno spazio per i libri, una randonnée animata
Gli incontri con gli autori completano il programma. Sabato mattina alla Médiathèque sono previsti Camille Audibert, autrice di “La Vie par la face Nord”, e John Thompson, autore di “Le parc national du Mercantour, un territoire d’exception”. Domenica 19 luglio, sotto le arcate del Municipio, è annunciato ancora l’incontro con Luce Gayet. È la nipote di Samivel, autore, illustratore ed esploratore che ha segnato l’immaginario della montagna nel Novecento.
Accanto a film e mostre, il festival propone anche laboratori e attività aperte. Durante i tre giorni sarà presente “Montagne de livres”, uno spazio dedicato ai libri in collaborazione con la librairie La Vagabonde. Sono previsti atelier per bambini e famiglie, un laboratorio fotografico aperto a tutti. Domenica 19 luglio, ci sarà una randonnée animata con un accompagnatore di media montagna. Infine sono previsti dibattiti, improvvisazione teatrale e pilotaggio di joëlette, con un posto previsto per una persona a mobilità ridotta.
Di che luoghi parliamo
Saint-Martin-Vésubie è una delle porte del Mercantour. Il paese si trova nelle Alpes-Maritimes interne, in una valle che tiene insieme prossimità mediterranea e alta montagna. La cime du Gélas, punto culminante del Parco nazionale, raggiunge i 3.143 metri.
In questo contesto, Images et Montagnes usa fotografie, film, libri e cammini per raccontare il rapporto con l’ambiente alpino. Il tema “Voir Loin” allarga lo sguardo oltre il paesaggio, verso la trasmissione, la conoscenza e le trasformazioni delle comunità di montagna, che sono anche transfrontaliere, con le valli cuneesi e liguri.
LEGGI ANCHE:









