La Festa delle Alpi 2026 a Pontechianale, sotto il colle dell’Agnello, ha riunito amministratori regionali e locali, funzionari e operatori sabato 25 e domenica 26 luglio.

La terza edizione della manifestazione – dopo quelle del Piccolo San Bernardo del 2024 e del Moncenisio nel 2025 – ha proposto incontri, attività sportive, spettacoli e degustazioni, ma la dimensione comunitaria e transfrontaliera è rimasta meno visibile rispetto alle precedenti esperienze del Moncenisio e del Piccolo San Bernardo.

Un’organizzazione con molti eventi

Come nelle precedenti edizioni, la Festa delle Alpi a Pontechianale ha proposto numerose attività e va dato atto alla Regione Piemonte di essersi fatta carico di un’organizzazione articolata su diversi temi. C’era la parte dei colloqui e degli incontri, quella dei “mercati locali” e degli stand di soggetti e progetti, la parte dedicata al gioco e ai bambini, anche sportiva con una piccola palestra di arrampicata. In alcuni momenti di musica, una simpatica band si è esibita nelle strade con richiami a film di Federico Fellini.

La località è già ben frequentata da turisti dell’area e da coloro che hanno una seconda casa, e così la gente non è mancata. La concomitanza di un evento, cioè Mirabilia, dedicato ai bambini, ha reso disponibili diversi giochi. L’organizzazione vi ha aggiunto un fitto programma di incontri, lo spazio per gli stand (di istituzioni, di un paio di progetti Interreg e di prodotti agricoli e alimentari) e altri eventi, come uno show cooking. Il risultato è che nei due giorni le attività erano continue.

Una delle attività per i bambini (c) Nos Alpes Enrico Martial

Poca Francia

L’evento si è sviluppato in due giornate. Sabato 25 luglio si è registrata la maggiore presenza di rappresentanti istituzionali, mentre domenica sono proseguite la varie attività e gli incontri nell’area dedicata ai colloqui e ai dibattiti.

La partecipazione francese, tuttavia, è apparsa circoscritta a qualche rappresentante politico. Vi era il presidente del Dipartimento della Savoia, Hervé Gaymard, che è l’iniziatore della Festa e ha co-organizzato le due precedenti, e che partecipava per la conclusione di un progetto Interreg. Vi era poi il presidente dalla Communauté de communes du Guillestrois et du Queyras, Michel Mouron, per la Région Sud (Provence-Alpes-Côte d’Azur) c’era Bruno Genzana, con il vicesindaco di Molines-en-Queyras: si è vista una sola fusciacca con i colori francesi. E’ certamente qualcosa, anche se il numero di esponenti politici francesi è stato proprio minimale, e mancava comunque il dipartimento delle Hautes Alpes.

Tuttavia, ciò che è più mancato a Pontechianale, è l’incontro tra comunità che costituisce uno degli obiettivi dichiarati della manifestazione. Come fu proposto dallo stesso Hervé Gaymard al primo Comitato di cooperazione frontaliera del Trattato del Quirinale di Torino, il 31 ottobre 2024, la Festa delle Alpi deve essere un momento per far incontrare persone che vivono nei territori di prossimità.

L’incontro tra le comunità locali

Questa dimensione transfrontaliera e popolare aveva cominciato a prendere forma nel 2024 durante l’edizione del Piccolo San Bernardo ed era emersa con maggiore evidenza al Moncenisio nel 2025.

In quell’occasione erano presenti diversi stand dei produttori di entrambi i versanti e ai dibattiti avevano partecipato operatori italiani e francesi – per esempio dei parchi naturali, o dei produttori di formaggi alpini – non soltanto rappresentanti politici. C’era molta gente ma si sentiva parlare nelle due lingue. Si era svolta un’affollata messa bilingue italo-francese, concelebrata da un sacerdote piemontese e da uno savoiardo, un momento toccante. La festa al Moncenisio era davvero riuscita e non è un caso che ne abbiano comunque organizzato una seconda edizione anche quest’anno, il 19 luglio.

A Pontechianale, gli stand erano meno numerosi, e non ne abbiamo visti delle Alpi francesi. Anche i progetti Interreg erano pochi, forse un paio. C’erano comunque altri stand, per esempio del Club alpino italiano o della Regione Piemonte, prodotti alimentari delle Alpi italiane.

L’interesse transfrontaliero

Anche gli incontri, per quanto numerosi, sono stati per lo più con voci piemontesi e italiane. Erano certo di d’interesse, e sono stati principalmente orientati alla vita in montagna, al contrasto allo spopolamento, più che a temi alpini in senso più stretto. Non si è parlato delle Olimpiadi invernali italiane e francesi, o del futuro delle stazioni invernali in tempi di cambiamenti climatici, o delle ritenute d’acqua e della siccità in senso stretto.

Per esempio, ognuno dei due Paesi ha approvato di recente una legge sulla montagna, in Italia il 12 settembre 2025, in Francia il 21 luglio, pochi giorni fa. Tuttavia, non v’è stato confronto delle due esperienze e solo richiami alla legge nazionale italiana.

Il confronto nei vari incontri è stato quindi focalizzato in larga misura sulle dinamiche italiane e piemontesi relative alle cosiddette “terre alte” (espressione che tra l’altro promuove il significato di periferiche e lontane). Si è parlato di quelli che sono stati percepiti come nuovi mestieri (la guida di media montagna, già ben radicata in altre zone), oppure del ruolo attivo e protagonista attribuito in Piemonte alle città nello sviluppo delle aree montane.

I legami transfrontalieri esistono, ma sarà per un’altra occasione

I legami transfrontalieri tra la Val Varaita e il Queyras tuttavia esistono, hanno radici storiche – per esempio nel protestantesimo, nell’occitano richiamato da Roberto Colombero, Presidente Uncem (associazione dei comuni di montagna) del Piemonte. Sappiamo che i due territori – Quyeras e Val Varaita si frequentano e si apprezzano, anche per tradizioni e patrimonio culturale comune. Peccato per esempio che non si sia organizzata la visita al museo di Chianale, che ospita una straordinaria collezione di costumi e dell’artigianato tessile tradizionale,

Quest’anno esiste una navetta estiva di collegamento come abbiamo raccontato su Nos Alpes. Un piccolo segno di questi rapporti era visibile vicino alla partenza della seggiovia di Pontechianale, dove era esposta una locandina turistica del Queyras in lingua italiana, che invitava a visitare il castello di Fort Queyras.

Locandina turistica in lingua italiana di Fort Queyras esposta a Pontechianale vicino alla partenza della seggiovia, a luglio 2026 (c) Nos Alpes Enrico Martial

Abbiamo chiesto e abbiamo inteso che c’è stato un impegno per far venire rappresentanti e gente dal Queyras alla Festa a Pontechianale. Come avevamo già notato nella fase preparatoria dell’incontro, né negli strumenti istituzionali (i siti dei comuni, gli uffici del turismo del Queyras) né nella stampa regionale delle Alpi francesi del sud ne hanno data notizia. Dunque, la festa è stata per l’essenziale una festa piemontese.

Qualcosa è comunque successo

La parte istituzionale, che ha visto qualche presenza delle Alpi francesi, si è concentrata soprattutto nella giornata di sabato. A Pontechianale sono state presentate le conclusioni del progetto Interreg A-MONT.

Marco Gallo, assessore alla Montagna per la Regione Piemonte (e organizzatore della Festa), Leonardo Lotto assessore agli Affari europei per la Regione autonoma Valle d’Aosta e Hervé Gaymard presidente del Dipartimento della Savoia hanno annunciato la prosecuzione delle attività con varie iniziative, dopo una presentazione animata da Luciano Caveri a cui hanno partecipato anche dei funzionari direttamente coinvolti.

Nella tarda mattina di sabato i rappresentanti istituzionali sono saliti al colle dell’Agnello, a 2.744 metri tra la valle Varaita e il Queyras. Il momento è stato soprattutto celebrativo. Erano presenti tutti sindaci e vari assessori comunali della valle Varaita, rappresentanti e funzionari della Provincia di Cuneo, del Comune di Saluzzo, della Regione Piemonte e della Valle d’Aosta. Dalla Francia c’erano appunto Michel Mouront, presidente della Communauté de communes du Guillestrois et du Queyras, Bruno Genzana membro della Commissione permanente (ciè esecutiva) della Région Sud (Provence-Alpes-Côte d’Azur), il vicesindaco di Molines-en-Queyras.

Tra le altre presenze da notare nelle giornate, oltre al sindaco di Pontechianale, Andreino Allasina, che ha ospitato l’evento, il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria, l’assessore all’Ambiente di Alba Roberto Cavallo e la presidente della Società italiana per il traforo del Monte Bianco, Emily Rini.

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La firma dell’accordo A-Mont Interreg a Pontechianale il 25 luglio 2026 (c) Nos Alpes Enrico Martial

Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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