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    Home » Articoli » Salon du livre de montagne di Passy 2026, dal 7 al 9 agosto, sui paesaggi viventi
    Cultura

    Salon du livre de montagne di Passy 2026, dal 7 al 9 agosto, sui paesaggi viventi

    Enrico MartialEnrico Martial31 Luglio 2026
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    Un extrait de l'affiche 2026 du Salon du livre de Passy, avec l'illustration de Clélie Tobé
    Un extrait de l'affiche 2026 du Salon du livre de Passy, avec l'illustration de Clélie Tobé

    Il Salon du livre de montagne di Passy 2026 torna dal 7 al 9 agosto con un programma dedicato ai paesaggi viventi, Paysages vivants.

    Al Parvis des Fiz, a Passy in Alta Savoia, scrittori, scienziati, alpinisti, sportivi, artisti discuteranno del rapporto tra le montagne, le comunità che le abitano, le trasformazioni e le sfide in corso, con un profilo dedicato al paesaggio abitato, fatto di persone, di storie, di vite.

    Nos Alpes è media partner del Salon international du livre de montagne de Passy

    Paysages vivants

    Anche la trentaseiesima edizione del Salon international du livre de montagne si svolgerà a Passy, ai piedi del massiccio des Fiz e di fronte al Monte Bianco. La manifestazione è organizzata dall’associazione Montagne en Pages, nata nel 1990 per promuovere la letteratura di montagna e favorire l’incontro tra autori, editori, studiosi e lettori.

    Il tema del 2026, “Paysages vivants”, considera dunque il paesaggio come una realtà in continua evoluzione, sottoposta a sfide e cambiamenti, a pressioni umane ed economiche, modificata dal clima. Gli scrittori e gli artisti la rappresentano, e il Salone – oltre ai libri e agli incontri diretti con gli autori – offre incontri letterari, tavole rotonde, proiezioni, mostre, fotografia, di cui vi presentiamo alcuni appuntamenti e dettagli, sulla base del programma finora disponibile.

    Il Salone è comunque anche un momento di confronto sui libri, con una giuria che ne ha letti molti e che assegnerà una serie di premi nella fase conclusiva di domenica.

    A presiedere l’edizione sarà Jacques Perret, ingegnere urbanista, bibliografo e storico della montagna, già autore di numerosi studi dedicati alla cultura alpina.

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    Venerdì 7 agosto, al mattino, i paesaggi tra letteratura e arte

    Venerdì 7 agosto il programma si aprirà alle 10 con Jacques Perret e con un incontro sui paesaggi di montagna osservati da scrittori e artisti. Il confronto partirà dal rapporto tra visione, descrizione ed emozione, per mostrare come le opere artistiche e letterarie abbiano documentato le trasformazioni delle montagne nel corso dei secoli.

    Gli artisti non si sono limitati a riprodurre gli ambienti alpini, ma hanno interpretato la sensibilità del proprio tempo. Dipinti, disegni, fotografie e testi letterari permettono oggi di confrontare paesaggi diversi e di comprendere come siano cambiati sia i territori sia lo sguardo rivolto verso di essi.

    L’incontro è seguito da due proiezioni, dalle 11.30 alle 13.15. Jean Fabre presenterà con la partecipazione di David Autheman due film sul Fitz Roy. Il primo sarà dedicato al versante sud e alla via Terray-Magnone, il secondo al versante nord e alla via Afanassieff. Le opere racconteranno due itinerari della montagna patagonica, a lungo considerata una delle più difficili e simboliche dell’alpinismo internazionale.

    Pomeriggio, francofonia e territori alpini

    Sempre venerdì, dalle 13.45 alle 15.30 l’incontro “Francophoni…cimes” riunirà rappresentanti di diverse comunità francofone dell’arco alpino. Sono annunciati Ornella Badery, Enrico Martial (Nos Alpes), Gabriella Vernetto, I. Falconnet, Andrée Fauchère, Jean-Pierre Cléret e François Garde.

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    Gli ospiti sono legati a territori come la Valle d’Aosta, il Forte di Bard, Courmayeur, il lago Lemano, Evolène, Annecy e Passy. Il confronto prenderà in esame la lingua francese, nelle sue diversità regionali, come spazio di comunicazione tra paesi con storie, tradizioni e patrimoni comuni e differenti.

    La cucina delle montagne e delle identità

    Dalle 16 alle 17.30 la tavola rotonda “La cuisine des montagnes” riunirà René Meilleur, Marc Veyrat e Alexis Olivier Sbriglio insieme ad alcuni giovani cuochi savoiardi. Gli ospiti discuteranno della relazione tra gastronomia, paesaggio e identità territoriale. Il tema della cucina ha una grande importanza sul senso di appartenenza, e nelle zone alpine ha un vero riflesso personale, fatto di abitudini e di condivisione con gli altri.

    I giovani chef reinterpretano ricette e prodotti tradizionali attraverso una cucina contemporanea attenta alla presentazione, alle stagioni e alla provenienza degli ingredienti. Il loro lavoro mantiene un legame con la storia delle valli, ma deve anche confrontarsi con le trasformazioni economiche, ambientali e sociali che interessano la montagna.

    Letteratura e fotografia per i più giovani

    Dalle 18 alle 19 Annik Bermond animerà un incontro dedicato alla letteratura per ragazzi, con la partecipazione di Lubin Godin, giovane fotografo naturalista.

    La discussione riguarderà il ruolo dei libri di avventura, dei romanzi e delle opere storiche nella formazione dei giovani lettori. La letteratura di montagna può offrire occasioni di conoscenza e meraviglia, ma anche strumenti per comprendere le questioni contemporanee dalla protezione della natura, al cambiamento climatico, al rapporto tra esseri umani, animali e vegetazione.

    Lubin Godin presenterà il proprio lavoro fotografico dedicato alla fauna e ai paesaggi alpini. Il giovane autore, indicato tra gli ospiti dell’edizione, percorre montagne e valli alla ricerca di immagini naturalistiche.

    Sabato, il bisogno di partire

    Sabato 8 agosto, dalle 10 alle 11, l’incontro “Besoins d’ailleurs” riunirà Bérengère Belpois, Patrice Gain, François Garde, Gérard Guerrier e Claudie Reyboz.

    Gli autori discuteranno di personaggi segnati da vite difficili, dal desiderio di avventura e dalla ricerca di luoghi lontani. Nei loro libri, pendii, fiumi, montagne e coste non costituiscono semplici scenari, ma partecipano alla costruzione delle storie e condizionano le scelte dei protagonisti.

    Il viaggio sarà osservato come allontanamento, scoperta e talvolta necessità. L’incontro metterà in relazione esperienze personali e paesaggi letterari, mostrando come il bisogno di partire possa nascere tanto dal desiderio di conoscere il mondo quanto dalla volontà di sottrarsi a una condizione precedente.

    Tre grandi sentieri del mondo e il ricordo di Michel Guérin

    Dalle 11.15 alle 13.15 Pauline Quierzy, Patrice Ponza e Philippe Montillier presenteranno tre itinerari di lunga percorrenza.

    Pauline Quierzy racconterà il Continental Divide Trail, uno dei grandi cammini nordamericani. Patrice Ponza parlerà della Via Alpina, rete di sentieri che attraversa l’arco alpino e collega regioni e paesi diversi. Philippe Montillier presenterà invece “Le Grand Sentier”.

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    Dalle 13.30 alle 14 Dominique Potard ricorderà Michel Guérin, fondatore dell’omonima casa editrice di Chamonix e figura centrale dell’editoria francese di montagna.

    I libri rossi delle Éditions Guérin hanno costruito negli anni un catalogo riconoscibile, dedicato all’alpinismo, all’avventura e alle storie di chi ha scelto di confrontarsi con gli ambienti estremi. Potard descrive i volumi dell’editore come tracce lasciate nella montagna, simili a cairn capaci di orientare i lettori nella nebbia.

    L’incontro permetterà di ripercorrere il ruolo di Michel Guérin nella diffusione della cultura alpinistica e nella valorizzazione di autori, testimonianze e memorie che avrebbero altrimenti rischiato di scomparire.

    Samivel, artista e visionario

    Dalle 14.45 alle 15.30 Catherine Cuénot e Jacques Michel, con la partecipazione di Jacques Perret e di alcuni amici di Samivel, presenteranno un incontro dedicato allo scrittore, illustratore e alpinista.

    Samivel ha raccontato la montagna attraverso immagini dai colori delicati, testi letterari e caricature. La sua opera unisce meraviglia e attenzione critica: da una parte celebra gli ambienti naturali, dall’altra denuncia la commercializzazione della montagna e gli interventi capaci di comprometterne gli equilibri.

    Le sue illustrazioni hanno contribuito a sensibilizzare diverse generazioni sul valore di una natura selvaggia e fragile.

    Dopo l’incontro, sarà proiettato L’Héritage Samivel, film di Christophe Raylat e Sophie Cuenot. L’opera completerà il ritratto dell’artista e scrittore, approfondendo il suo rapporto con la montagna e la sua attenzione per la protezione degli ambienti naturali.

    La Terra e le Alpi viste dall’alto

    Dalle 16 alle 17.15 il fisico e filosofo della scienza Étienne Klein presenterà i temi affrontati con l’astronauta Thomas Pesquet nel libro Éloges du dépassement.

    L’incontro metterà a confronto l’esperienza dell’alpinista e quella dell’astronauta. Entrambi sono attratti dall’altitudine, affrontano processi di preparazione complessi e osservano la Terra da prospettive insolite.

    Pesquet ha potuto vedere il pianeta dalla stazione spaziale orbitale, mentre Klein cerca sulle montagne quei punti in cui la superficie terrestre sembra avvicinarsi al cielo. Il programma prevede la partecipazione di Thomas Pesquet in videocollegamento.

    Ghiacciai e paesaggi alpini

    Dalle 17.30 alle 19 Christian Vincent, Sylvain Coutterand e Anne Friang parteciperanno alla tavola rotonda “Glaciers et paysages”.

    I ghiacciai conservano informazioni sulla storia climatica del pianeta e hanno modellato per millenni la geografia delle valli. La loro riduzione modifica oggi i paesaggi, aumenta alcuni rischi naturali e obbliga le attività umane ad adattarsi a condizioni nuove.

    Christian Vincent presenterà anche gli interventi di prevenzione realizzati sul ghiacciaio di Tête Rousse. Sylvain Coutterand affronterà l’evoluzione geomorfologica delle Alpi, mentre Anne Friang contribuirà alla discussione sulle conseguenze ambientali e sociali della fusione glaciale.

    Un ulteriore approfondimento sarà dedicato ai ghiacciai dipinti da Gabriel Loppé. Il confronto tra le sue opere e la situazione attuale permette di misurare visivamente la portata dei cambiamenti avvenuti.

    Domenica, la competizione sportiva non facile da vivere

    Domenica 9 agosto, dalle 10 alle 11, Patrick Roux, Franck Piccard, Karine Repérant e M. C. Zajacowski affronteranno il tema della competizione sportiva e delle sue derive.

    La ricerca del risultato può esporre giovani atleti a umiliazioni, pressioni psicologiche, violenze verbali e maltrattamenti fisici. Le conseguenze possono riguardare la salute, la carriera sportiva e il progetto di vita delle vittime, mentre chi denuncia rischia spesso l’isolamento o l’allontanamento.

    Patrick Roux, ex atleta di alto livello, e la psicologa Karine Repérant analizzeranno i rapporti tra sportivi, allenatori, genitori, società e istituzioni. Franck Piccard, campione olimpico di sci alpino, porterà la propria esperienza di atleta e di persona impegnata nella vita di una località montana.

    Ascoltare la natura

    Dalle 11.30 alle 12.45 Caroline Audibert e Camille Audibert proporranno un incontro dedicato all’ascolto del mondo naturale e alla percezione interiore.

    Le due sorelle accompagneranno il pubblico in un viaggio tra suoni, silenzi e vibrazioni della natura. L’esperienza dell’ascolto sarà presentata come un modo per rallentare, riconoscere la complessità degli ambienti e modificare la relazione con ciò che ci circonda.

    Caroline Audibert, vincitrice del Prix 30 Millions d’Amis, ha dedicato parte del proprio lavoro al rapporto tra esseri umani, animali e paesaggi. L’incontro unirà narrazione, osservazione e attenzione sensoriale.

    La Haute-Savoie del 1865

    Dalle 13 alle 13.30 Hervé Lavergne presenterà un raro esemplare a colori di La Haute-Savoie, opera di Francis Wey illustrata da Henry-John Terry e pubblicata nel 1865.

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    Il volume contiene cinquanta incisioni che mostrano città, monumenti e paesaggi del dipartimento in un momento decisivo della sua storia. La precisione delle immagini permette di osservare la Haute-Savoie prima delle principali trasformazioni urbanistiche, turistiche e infrastrutturali del novecento.

    Il libro costituisce quindi una testimonianza storica e geografica, oltre che un’opera editoriale di particolare valore. Il confronto con il territorio contemporaneo consentirà di individuare permanenze, scomparse e cambiamenti avvenuti in oltre centosessant’anni.

    Le montagne persiane

    Dalle 13.45 alle 15.30 Joëlle Chappaz animerà un confronto tra Claude Chalabreysse e Frédéric Burnier-Framboret dedicato all’Iran e alle montagne persiane.

    Claude Chalabreysse racconterà il viaggio compiuto nei monti Zagros, dove ha incontrato gli ultimi pastori bakhtiari. Più a est ha attraversato deserti salini, laghi prosciugati, bacini vuoti e canali d’irrigazione ormai inutilizzabili. Le immagini che accompagneranno l’incontro documentano territori colpiti dagli effetti congiunti del riscaldamento climatico e della gestione insufficiente delle risorse idriche.

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    Frédéric Burnier-Framboret presenterà invece con il suo libro 15 secondes una storia personale e letteraria. Il protagonista, figlio unico di un padre iraniano, attraversa un paese di montagne, memorie e silenzi per ricostruire le proprie origini. I paesaggi diventano il punto di accesso a una cultura e a una storia familiare a lungo rimaste distanti.

    Sulle tracce di Ella Maillart

    Dalle 16 alle 17.30 Jérémy Bigé presenterà “Le fils du vent”, racconto di un viaggio di circa duemila chilometri in Asia centrale sulle tracce di Ella Maillart e degli esploratori del passato.

    Il percorso attraversa vallate verdi, passi pietrosi e i rilievi dei monti Tien Shan, conosciuti anche come Monti Celesti. Lungo il cammino Bigé ha incontrato comunità nomadi, pastori e abitanti di territori segnati da frontiere e tensioni politiche, ben distante dalle rappresentazioni turistiche.

    Bigé, accompagnatore di montagna e regista, ha percorso anche l’Himalaya e i Balcani prima di attraversare l’Asia centrale.

    La Valle d’Aosta e Michele Turco

    Dalle 17.30 alle 18 uno spazio sarà dedicato alla Valle d’Aosta, ai suoi paesaggi e agli autori e artisti che li hanno raccontati.

    Vigneti terrazzati, castelli medievali e cime del Gran Paradiso costituiscono un patrimonio naturale e culturale che continua a ispirare la produzione letteraria e artistica regionale. Nelle precedenti edizioni del salone sono stati presentati autori legati alla Valle d’Aosta e alla letteratura alpina contemporanea.

    Michele Turco esporrà alcune opere recenti nelle quali il paesaggio si colloca al confine tra figurazione e astrazione. La figura umana in movimento diventa una metafora della condizione contemporanea, mentre l’uso della carta di giornale crea una relazione tra arte, informazione e comunicazione.

    La Regione autonoma Valle d’Aosta partecipa al Salon de Passy come ogni anno, con una proprio spazio, ricco di libri, immagini e presentazioni.

    Le esposizioni

    Durante le tre giornate il pubblico potrà visitare le esposizioni “Paysages contemporains”. Inès Bottolier Darbelin presenterà dipinti ispirati ai territori di Passy, mentre Agathe Sanglard esporrà acquerelli dedicati al massiccio del Monte Bianco.

    Andy Parkin porterà opere pittoriche e scultoree nate dal rapporto tra arte e alpinismo. Dopo un grave incidente, l’artista ha ritrovato attraverso la creazione e l’arrampicata un nuovo rapporto con il corpo, la montagna e la vita.

    Le fotografie di Alexis Zender (medaglia d’oro dell’Académie Arts-Sciences-Lettres) completeranno il percorso espositivo. Il fotografo ha ricevuto. Accanto a loro saranno presentate le opere di Michele Turco, nelle quali il paesaggio naturale dialoga con la figura umana e con materiali legati alla comunicazione contemporanea.

    Libri, espositori e incontri con gli autori, ma anche animazioni

    Il programma comprende anche brevi attività per adulti e bambini. Venerdì mattina il FJEP proporrà un gioco di pista all’interno del salone, mentre Marine Geay accompagnerà i più piccoli tra racconti e illustrazioni ispirati ai paesaggi della Chartreuse. Sabato pomeriggio Jean-Daniel Robert e Patrick Jagou leggeranno poesie con l’accompagnamento musicale del chitarrista Lionel Bedin. Domenica mattina François Garde guiderà invece una dettatura dedicata alle particolarità e alle insidie dell’ortografia francese. Le animazioni si svolgeranno nello spazio del FJEP al Parvis des Fiz.

    Le anteprime al Jardin des Cimes

    Il Salon du livre de montagne è stato anticipato nel mese di luglio da una serie di incontri al Jardin des Cimes, organizzati ogni sabato con la partecipazione delle associazioni che animano l’estate culturale del Pays du Mont-Blanc.

    Il 4 luglio Jean Annequin, Jean Fabre e Pierre Million hanno raccontato i paesaggi estremi e l’esperienza del camminare e dell’arrampicare. L’11 luglio Fabrice Gabriel, Jean-Paul Cléret, Richard Cooper e Jean-François Deffayet hanno discusso di immagini, memorie e territori posti tra passato e futuro.

    Il 18 luglio Andrée Fauchère, Simone Sempere, Claude Alzieu e David Dal Cortivo hanno presentato un incontro sulle piante alpine, sui viaggi botanici e sulla figura di Jeanne Baret, la prima donna ad avere compiuto il giro del mondo. Il 25 luglio François Garde, Gérard Guerrier, François Suchel, Delphine Chatrian e Patrick Ollivier-Elliott hanno seguito le tracce di esploratori e viaggiatori per terra, mare e aria.

    L’ultimo appuntamento prima del Salone è previsto domani, sabato 1º agosto 2026 al Jardin des Cimes.

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    Sylvain Coutterand parlerà dei ghiacciai scomparsi e delle trasformazioni del paesaggio alpino. Con lui interverranno Anne Friang e gli Amis de Gabriel Loppé, mentre Frédéric Decremps presenterà una narrazione ambientata in montagna e Roman Bar porterà il proprio lavoro di fotografo e operatore sui ghiacciai. È annunciata anche la presenza dello scrittore Michel Petit.

    Nos Alpes è media partner del Salon international du livre de montagne de Passy

    LEGGI ANCHE: Clara Gaymard presenta “Ma Francigena” ad Aosta il 27 giugno

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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