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    Home » Articoli » Funerale di Enzo Bianchi, un vita tra ecumenismo, Taizé, Piemonte e Valle d’Aosta
    Piemonte

    Funerale di Enzo Bianchi, un vita tra ecumenismo, Taizé, Piemonte e Valle d’Aosta

    Redazione / RédactionRedazione / Rédaction4 Settembre 2026
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    Enzo Bianchi (c) Public domain Niccolò Caranti Wikimedia Commons
    Enzo Bianchi (c) Public domain Niccolò Caranti Wikimedia Commons

    Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose e della Casa della Madia, è morto il primo settembre 2026 a Torino all’età di 83 anni: i suoi funerali si sono svolti il 3 settembre.

    Ricoverato alle Molinette per uno scompenso renale, ha trascorso gran parte della sua vita tra il Piemonte e la Serra di Ivrea, mantenendo un rapporto con la Valle d’Aosta e costruendo attraverso Bose una rete di relazioni ecumeniche in Francia e in Svizzera.

    Dal Monferrato alla Comunità di Bose

    Enzo Bianchi era nato il 3 marzo 1943 a Castel Boglione, nell’Astigiano. Dopo gli studi alla facoltà di Economia e commercio dell’Università di Torino maturò, negli anni del Concilio Vaticano II, la scelta della vita monastica.

    Tra il 1965 e il 1966 si stabilì a Bose, frazione di Magnano, nel Biellese, sulla Serra morenica di Ivrea, tra Ivrea e Biella. Dopo un primo periodo trascorso quasi in solitudine, nel 1968 arrivarono i primi compagni. Nacque così una comunità di uomini e donne, cattolici e cristiani di altre confessioni, fondata sulla preghiera, il lavoro e la vita comune.

    Bianchi, che non era sacerdote e preferiva essere chiamato “fratel Enzo”, fu priore fino al 25 gennaio 2017. Nel 1983 fondò con alcuni fratelli e sorelle le Edizioni Qiqajon. Benedetto XVI lo invitò come esperto ai sinodi del 2008 e del 2012, mentre papa Francesco lo nominò uditore al Sinodo sui giovani del 2018. Dal 2014 al 2019 fu consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

    Tamié in Savoia, e Taizé in Borgogna

    I rapporti con la Francia risalgono alla formazione della sua esperienza monastica. Bianchi soggiornò all’abbazia cistercense di Tamié, in Savoia, e frequentò soprattutto la comunità ecumenica di Taizé, in Borgogna, fondata da frère Roger Schutz.

    Nell’estate del 1966 proprio a Taizé incontrò Daniel, che sarebbe diventato uno dei primi fratelli di Bose. I rapporti tra le due comunità continuarono negli anni e a Bose furono ospitati anche frère Alois, successore di Roger, e altri fratelli di Taizé.

    Un legame con la Svizzera compare alle origini di Bose. Nel 1968 un pastore riformato svizzero e una giovane donna di Ivrea chiesero di condividere stabilmente la vita di Bianchi, contribuendo alla nascita della natura ecumenica della comunità. Negli anni Bianchi ebbe inoltre rapporti con l’ambiente ecumenico internazionale legato al Consiglio ecumenico delle Chiese di Ginevra. Nel 2018 commentò la visita di papa Francesco alla sua sede come un passaggio importante nel cammino tra le Chiese cristiane.

    Bianchi lascia Bose e va ad Albiano

    Dopo le dimissioni da priore nel 2017, la convivenza tra Bianchi e la comunità guidata dal successore Luciano Manicardi diventò problematica: tra dicembre 2019 e gennaio 2020 si svolse una visita apostolica disposta dalla Santa Sede. A maggio 2020, a Bianchi e ad altri tre membri fu chiesto di lasciare Bose e rinunciare agli incarichi. Bianchi cercò inizialmente una nuova sistemazione nel Monferrato. Il suo ultimo progetto prese però forma ad Albiano d’Ivrea, nel Torinese, a pochi chilometri da Ivrea.

    Acquistò un cascinale in strada Camadio 1, diventato la Casa della Madia. Bianchi precisò di non voler rifondare Bose né creare una nuova comunità religiosa canonica, ma continuare una vita comune fondata su lavoro, preghiera e accoglienza.

    La fraternità fu inaugurata nel settembre 2023 e riunì uomini e donne, alcuni provenienti dall’esperienza di Bose. La Casa della Madia si presenta come una fraternità monastica di laici e mantiene rapporti con la Comunità monastica di Cumiana. Bose e Albiano si trovano nello stesso territorio della Serra di Ivrea: la prima sul versante biellese, la seconda in quello canavesano.

    Il rapporto con la Valle d’Aosta

    Bianchi ebbe un buon rapporto anche con la Valle d’Aosta, dove fu tra i protagonisti dei Colloqui del Forte, la rassegna organizzata al Forte di Bard. Per diversi anni coordinò e animò incontri con esponenti della cultura, del giornalismo, dell’economia e della società civile. Nel 2014 la Regione autonoma Valle d’Aosta gli conferì l’onorificenza di Ami de la Vallée d’Aoste, destinata alle personalità che hanno costruito un rapporto particolare con il territorio.

    La camera ardente è stata allestita alla Casa della Madia. I funerali si sono svolti il 3 settembre nella chiesa parrocchiale di Castel Boglione, dove Bianchi è ora sepolto nel cimitero del paese natale.

    LEGGI ANCHE: Il Sacro Monte di Orta, san Francesco e la sua tonaca

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