Il Lago di Annecy continua a soffrire le conseguenze di una estate dalle temperature intense e dalla siccità prolungata, con perdite idriche stimate a un centimetro al giorno almeno sino alla fine del mese di ottobre. Rispetto alla quota di riferimento per il periodo di magra, ovverosia il momento in cui livelli idrometrici sono inferiori alla media pluriennale, esso ha perduto tra i 60 centimetri e i 70 centimetri, con una profondità centrale al di sotto dei 20 centimetri.
Un livello vicino a quello del 2018
La situazione, resa nota dalla Compagnie des Bateaux d’Annecy, la principale compagnia di navigazione locale, richiama alla memoria il precedente episodio datato 2018. Il 30 novembre di quell’anno la quota registrata dal Syndicat mixte du lac d’Annecy, l’organismo gestore del bacino, era arrivata a soli 0,01 metri rispetto alla quota di riferimento, uno dei livelli più bassi mai osservati in epoca recente.
Livelli prossimi allo zero erano stati registrati anche nel 1905, nel 1918, nel 1922 e nel 1947, in combinazione con episodi di siccità intensa e in un contesto climatico caratterizzato da periodi prolungati senza precipitazioni. Il lago conserva tuttavia una notevole capacità di recupero, che, in caso di piogge abbondanti, permette al livello di risalire rapidamente grazie all’apporto di corsi di acqua e sorgenti sotterranee.
Barche ferme e fondali troppo bassi
In alcuni punti del Lago di Annecy, proprio in una fase ancora significativa della stagione turistica, l’acqua si è ritirata di diverse decine di metri, lasciando affiorare banchi di sabbia e porzioni di fondale normalmente sommerse. Altre conseguenze negative riguardano la navigazione, poiché la riduzione della profondità rende difficili le manovre nei canali e in prossimità degli approdi, costringendo diversi operatori a lasciare le imbarcazioni ormeggiate.
Anche il battello-ristorante “Libellule” è stato costretto a interrompere le traversate, pena il rischio di toccare il fondo e danneggiare lo scafo a causa di un pescaggio minimo di circa soli 40 centimetri. Tale medesima situazione interessa le attività di noleggio che in alcune zone si vedono costrette a spingere manualmente pedalò e imbarcazioni per oltre un centinaio di metri prima di raggiungere una profondità sufficiente alla navigazione.
L’acqua potabile non è a rischio
Nonostante il forte abbassamento, la disponibilità di acqua potabile del Lago di Annecy, che alimenta le reti di 34 comuni e costituisce una delle principali risorse idriche per il territorio, non risulta al momento compromessa. Poiché il volume complessivo del bacino è stimato a circa 1,2 miliardi di metri cubi e i prelievi annuali ammontano a circa 15,6 milioni di metri cubi, la diminuzione della quota non dovrebbe compromettere la risorsa.
La quasi totale assenza di precipitazioni di questa estate, prolungatasi anche lungo le prime settimane dell’autunno, ha però convinto le autorità a mantenere misure di limitazione dei consumi. A decorrere dal mese di giugno scorso, su tutto il territorio dell’Alta Savoia sono in vigore restrizioni per alcuni utilizzi dell’acqua, tra cui irrigazione privata e riempimento di piscine.
Paradossalmente un effetto non per forza negativo per l’ecosistema
Quasi paradossalmente, l’abbassamento del livello del Lago di Annecy non registra soltanto conseguenze negative, poiché dal punto di vista ecologico una certa variabilità stagionale della quota può favorire alcuni ambienti naturali. Essa, difatti, consente alle piante acquatiche e alle zone di canneto di alternare periodi di immersione e di esposizione, favorendo così i processi di rigenerazione.
Tale fenomeno è conosciuto come “escursione di marea” o “ampiezza di marea” ed è definibile come la naturale oscillazione del livello dell’acqua secondo il momento dell’anno o del giorno preso in considerazione. Resta tuttavia pressante la problematica della possibile ripetizione di episodi estremi e prolungati, a loro volta indicatori della crescente vulnerabilità di un sistema vittima del cambiamento climatico.
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