Rubriche
Michel Moriceau ci accompagna ai piedi del Monte Bianco alla scoperta della storia del leggendario Hotel PLM di Combloux, con la lettura del libro curato da Jean Pierre e Laurence Roux.
Antica specialità popolare della costa mediterranea francese, essa racconta una storia di scambi tra porti, cantieri navali e tradizioni culinarie che attraversano il confine.
La scalatrice britannica nonché prima guida alpina donna europea racconta una giovinezza ribelle fatta di montagne, lavori improvvisati e viaggi tra le Alpi, da Chamonix a Zermatt.
Tale piatto semplice e antico, nato dalla tradizione contadina della Barbagia, si compone di Pane carasau arricchito da formaggio e sugo.
In “À l’écoute du silence”, Stéphanie Bodet ci immerge in un’atmosfera di contemplazione in montagna.
Dalla Savoia alla Val di Susa, questo ricco piatto contadino racconta una tradizione culinaria transfrontaliera fatta di pane, formaggio e convivialità.
Nel nuovo romanzo “Il crimine del paradiso”, lo scrittore di Antibes costruisce un enigma ambientato negli Anni Venti tra lusso, segreti e rapimenti, invitando lo stesso lettore a partecipare alla ricerca del colpevole.
Dalla Val Polcevera al Levante genovese, le diverse forme e i condimenti tipici di una specialità riconosciuta della cucina ligure.
Michel Zalio ci racconta come un incidente in un cui ha rischiato la vita ha cambiato per sempre il suo rapporto con la montagna.
Si tratta in buona sostanza di cioccolatini arricchiti da frutta secca a rappresentare, come suggerisce il nome stesso, i quattro principali ordini religiosi mendicanti.
In “Bruxelles, attends-moi, j’arrive !” l’autrice ginevrina narra di una protagonista sospesa tra intuizione, scrittura e cambiamento.
Il secondo piatto di febbraio che proponiamo dopo i Friciò piemontesi è semplice e preparato soltanto con farina o cereali.
Michel Moriceau ci accompagna nella lettura di un libro di Albert Pel che parla dell’Alta Tarentaise e di un Landru che ritroveremo a Parigi.
Si tratta di soffici frittelle arricchite con uvetta e scorza di limone simbolo dell’inverno nelle vallate biellesi e cuneesi.
















