La riattivazione della ferrovia Ceva-Ormea richiederà 50 milioni di euro e almeno quattro anni di lavori: è l’esito della riunione del 19 gennaio 2026, al grattacielo della Regione Piemonte a Torino con Rfi, Arenaways e i sindaci della val Tanaro. La prima stima prevedeva 32 milioni di euro di costi e tre anni di lavori.
I lavori previsti comprendono il risanamento dell’armamento ferroviario, delle principali opere civili, l’installazione del sistema di controllo marcia treno (Scmt) e la riqualificazione delle stazioni.
Nel 2024, la Regione Piemonte e Agenzia della Mobilità affidarono a Longitude Holding, che impiega il marchio Arenaways, la gestione decennale della linea Ceva – Ormea, assieme alla Cuneo–Saluzzo–Savigliano. Su quest’ultima, i lavori di ripristino sono durati meno di un anno e hanno comportato una spesa di circa 2 milioni di euro, con la riattivazione del servizio a gennaio 2025.
La ferrovia Ceva-Ormea si farà, e bisogna trovare i soldi mancanti
Nonostante l’aumento dei costi, pari a 18 milioni di euro che sono ancora da individuare, e l’allungamento dei tempi, la Regione Piemonte ha confermato la prosecuzione del progetto e la volontà di riaprire la linea Ceva-Ormea.
La linea ferroviaria Ceva-Ormea nacque tra il 1889 e il 1893 lungo la valle del Tanaro. Aveva l’obiettivo di collegare il Piemonte alla Liguria — con un prolungamento previsto verso Oneglia o, in alternativa, Albenga. La tratta finale non venne mai completata. L’infrastruttura, non elettrificata, si sviluppa per una lunghezza complessiva di 35,4 chilometri. E’ ancora in funzione, anche se solo per i treni turistici organizzati dalla Fondazione FS.
Da parte dei sindaci dei comuni interessati è emerso un apprezzamento sia per le informazioni tecniche ottenute sia per l’approccio e la trasparenza nello svolgimento della riunione.
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