La Valle d’Aosta compie un passo avanti nelle politiche di sostegno all’agricoltura e alle produzioni di qualità con l’avvio del primo Distretto del cibo regionale costruito attorno alla filiera della Fontina DOP. L’obiettivo è di rafforzare la competitività del comparto agroalimentare tramite una visione integrata che metta in relazione imprese agricole, aziende di trasformazione, enti di ricerca, amministrazioni locali e turismo.
Che cosa è un Distretto del cibo?
I Distretti del cibo sono strumenti previsti dalla normativa nazionale per promuovere lo sviluppo economico e sociale dei territori rurali attraverso l’integrazione dei comparti agroalimentari. Essi nascono per favorire la cooperazione tra soggetti pubblici e privati che operano in uno stesso ambito territoriale, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza alimentare, alla riduzione degli sprechi e alla tutela del paesaggio rurale.
Dal punto di vista legislativo, il riconoscimento avviene su iniziativa regionale, con le Regioni che valutano i singoli progetti ed eventualmente ne comunicano l’istituzione al Ministero competente. È poi la successiva iscrizione nel Registro nazionale dei Distretti del cibo a consentire l’accesso a bandi e finanziamenti dedicati spesse volte legati a programmi di sviluppo e innovazione.
Il Distretto della Fontina DOP in Valle d’Aosta
Il primo Distretto del cibo della Valle d’Aosta prende forma attorno al prodotto gastronomico simbolo della regione, ovverosia la Fontina DOP, conclusione di un percorso promosso dal Consorzio produttori e tutela della Fontina. L’articolato piano di distretto da esso presentato delinea un quadro aggiornato dell’agricoltura e della zootecnia regionale e individua alcune priorità strategiche.
Tra i punti messi avanti dal documento figurano innovazione dei processi produttivi, miglioramento delle performance ambientali e rafforzamento della presenza sul mercato. Il Distretto si propone peraltro come una piattaforma di coordinamento che vuole mettere in rete imprese, istituzioni e mondo della ricerca, valorizzando una filiera che ha un peso economico rilevante e un forte radicamento territoriale.
Uno sguardo oltre regione: le esperienze piemontesi
L’avvio del Distretto del cibo in Valle d’Aosta si associa alle dodici realtà iscritte o in fase avanzata di consolidamento del Piemonte tra cui, per esempio, Roero, Langhe-Monferrato, Alta Langa e Vercelli.
Nel Pinerolese, il Distretto del cibo “Terre da tasté” è stato formalmente costituito nel giugno 2024 quale associazione con personalità giuridica, dopo un percorso che ha avuto origine da proposte avviate da 15 Comuni già nel 2019. Esso interessa una area pari a circa 400 chilometri quadrati e punta alla valorizzazione di carne bovina di razza piemontese, latte e formaggi, vini storici, mele di Cavour, cereali tradizionali e piccoli frutti.
Il Distretto del cibo della pianura del Canavese e della collina di Torino, riconosciuto dalla Regione nell’ottobre 2024 e formalizzato nel settembre 2025, è il risultato di un percorso di confronto durato anche esso diversi anni. Il progetto ha ricevuto un impulso decisivo dalla Città metropolitana di Torino, che ne ospita la sede, e ha coinvolto organizzazioni agricole, consorzi irrigui e imprese della trasformazione.
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