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Home » Articoli » Come la Provincia di Bolzano ritrasmette 17 televisioni in tedesco e ladino
Economia e politica

Come la Provincia di Bolzano ritrasmette 17 televisioni in tedesco e ladino

Enrico MartialEnrico Martial19 Febbraio 2026
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La sede di RAS Rundfunkanstalt Südtirol a Bolzano (c) CC BY SA 4_0 Aciarium Wikimedia Commons
La sede di RAS Rundfunkanstalt Südtirol a Bolzano (c) CC BY SA 4_0 Aciarium Wikimedia Commons

Riprendiamo un articolo pubblicato in lingua francese sul Forum Francophone, giornale dell’UPF – Union presse francophone Vallée d’Aoste, nel dicembre 2025, con gentile autorizzazione, sull’esperienza di ritrasmissione di televisioni a livello transfrontaliero da parte della Provincia autonoma di Bolzano.

Infatti, in vista della prossima riunione del Comitato frontaliero del Trattato del Quirinale, uno dei temi riguarda la ritrasmissione dei canali televisivi nell’area frontaliera italo-francese. Al momento, l’attenzione maggiore proviene dalla Valle d’Aosta, dove negli ultimi anni è stata interrotta la ritrasmissione di France 2.


Nella Provincia di Bolzano, la Rundfunk Anstalt Südtirol (RAS) ritrasmette gratuitamente 20 canali televisivi, di cui 17 in tedesco e in ladino, la maggior parte provenienti da Austria, Germania e Svizzera.

La RAS è l’ente pubblico di radiodiffusione della Provincia autonoma di Bolzano, creato nel 1975. Si tratta di una struttura leggera: oggi impiega solo 26 persone ed è interamente finanziata dalla Provincia autonoma.

La RAS trasmette anche 22 canali radiofonici, principalmente in tedesco e ladino, provenienti anch’essi dall’Austria, dalla Germania e dalla Svizzera. Opera anche nella diffusione tramite fibra ottica e nell’offerta di servizi di trasmissione ad altri operatori, dalla sicurezza alla protezione civile.

La nascita della televisione in Europa e le prime installazioni artigianali di ritrasmissione in lingua tedesca

Con l’avvento della televisione in Europa, in Alto Adige si è posta la questione dell’accesso ai programmi in lingua tedesca, un dibattito che negli anni precedenti aveva riguardato la ritrasmissione dei programmi radiofonici.

La televisione della RAI, la televisione nazionale italiana, è nata nel 1954, così come la televisione tedesca BRD, mentre la televisione austriaca ORF è stata creata nel 1957 e quella svizzera nel 1958.

Il primo canale della RAI arrivò nella Provincia di Bolzano nel 1957, ma già nel 1956 era stato trasmesso il segnale per le Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo. Il secondo canale della RAI arrivò nel 1961. La questione divenne rapidamente oggetto di dibattito politico a Bolzano, soprattutto nel contesto delle tensioni di quegli anni.

C’era un evidente senso di prevalenza linguistica e culturale delle trasmissioni della RAI in italiano e di assenza di trasmissioni in tedesco o in ladino.

Al di là dell’aspetto politico, esisteva anche una reale domanda di mercato per trasmissioni in tedesco, tanto che negli anni ’60 la provincia divenne un laboratorio di soluzioni individuali e artigianali.

In modo localizzato e via cavo – quindi con una diffusione limitata – divennero accessibili alcuni canali in lingua tedesca, come nel 1965 da Sepp Aller a Vipiteno o da Arthur Kofler a Bressanone.

Nel 1968 fu posato un cavo di 580 metri a Merano, in accordo con il Comune. Nel 1969 il segnale della Svizzera tedesca fu ritrasmesso via radio dalla Val Venosta a Merano, mentre a Bolzano si cominciò a vedere il canale tedesco ZDF. La frequenza svizzera permetteva anche di captare trasmissioni in lingua ladina.

Il nuovo Statuto di autonomia del 1972 e la nascita della RAS

Lo sviluppo di queste iniziative portò alle prime riunioni volte a dare un’organizzazione e una base giuridica alla ritrasmissione, ad esempio con l’iniziativa del senatore Peter Brugger nel 1970. Nel frattempo, mentre la procura avviava un’indagine sugli impianti illegali, venivano presentati progetti di legge.

La questione fu discussa fino al nuovo Statuto di autonomia del 1972 e alla norma di attuazione del 1973. Nel 1975, su iniziativa della Provincia, nacque così la RAS.

È in questi stessi anni, in Valle d’Aosta, dopo alcuni contatti e iniziative negli anni precedenti, sotto il governo di César Dujany dal 1970 al 1974, che iniziò la ritrasmissione della francese Antenne 2 e della svizzera TSR.

Mentre a Bolzano una struttura sotto il controllo autonomo della Provincia, la RAS, assicurava la ritrasmissione dei canali in tedesco e in ladino, dopo la fine del governo di César Dujany la ritrasmissione in Valle d’Aosta dei due canali in francese (Antenne 2 e TSR Svizzera), fu delegata alla televisione nazionale RAI a partire dal 1° ottobre 1975 sulla base di una convenzione con lo Stato italiano.

Indipendentemente dal processo di ritrasmissione dei canali televisivi in tedesco e ladino, la RAI sviluppava da parte sua nella Provincia di Bolzano produzioni in tedesco e ladino.

Nel 1966 erano diffusi 55 minuti in tedesco verso le ore 20 sul secondo canale della RAI. Nel 1979 sono nati il terzo canale in italiano e RAI3bis in tedesco. Infine, nel 1987 sono state avviate trasmissioni in ladino, con un telegiornale a partire dal 1989.

Trasmissione gratuita delle televisioni a Bolzano fino al 2024, e successivamente per 250.000 euro all’anno

Una serie di accordi ha permesso alla Provincia di Bolzano, tramite la RAS, di trasmettere gratuitamente i canali dei paesi di lingua tedesca.

Sono stati firmati nel 1974 e nel 1975 dalla Provincia autonoma di Bolzano con le principali emittenti pubbliche austriache (ORF), tedesche (ARD e ZDF) e svizzere (SRG). Questi accordi sono rimasti in vigore per decenni e sono scaduti nel 2024, in un nuovo contesto legislativo europeo.

Da allora, un nuovo accordo con ORF, ARD e ZDF prevede per queste 17 emittenti una contribuzione annuale di circa 250.000 euro da parte della Provincia di Bolzano, calcolata sulla base del numero di famiglie potenzialmente interessate, pari a circa 157.000.

Per dare un ordine di grandezza, la Valle d’Aosta conta circa 60.780 famiglie, ma dovrebbe poter ottenere la ritrasmissione di tutti o di una gran parte dei canali televisivi digitali terrestri francesi (TNT: in Francia sono 25 emittenti) e svizzeri, al fine di rimanere in linea con questo modello, con indicativamente il 38,7% dei costi rispetto a Bolzano.

120 siti di ritrasmissione e un telegiornale

L’ORF austriaca riceve anche contributi dalla Provincia, per un importo di circa due milioni di euro all’anno, che coprono sia i diritti di ritrasmissione che le attività di produzione, come il telegiornale “Südtirol Heute”, realizzato a Bolzano e trasmesso quotidianamente dall’ORF.

Oggi la RAS trasmette ORF, ARD, ZDF, BR, SRF, RSI e altri canali tematici, come 3Sat, Arte, Kika, Phoenix, ZDFneo e ORF III, in digitale terrestre, in alta definizione, con un migliaio di apparecchi distribuiti in circa 120 siti. Il sistema trasmette contenuti radiofonici, in FM e DAB+, in tedesco, ladino, italiano e romancio.

La rete tecnica di trasmissione della RAS è utilizzata anche dalla televisione italiana RAI (che invece in Valle d’Aosta è proprietaria della rete di trasmissione via antenna), da emittenti private, da operatori mobili e da servizi pubblici per le telecomunicazioni e la sicurezza.

Vi è poi alla RAS la questione dell’innovazione, con la fibra ottica, Internet e le reti mobili, lo standard DVB-T2.

La questione del geoblocking per la televisione via Internet

La questione dell’accesso ai contenuti culturali in tedesco o in ladino da altri Paesi si è recentemente posta anche per quanto riguarda Internet.

Infatti, dal territorio italiano non è possibile, tramite Internet, accedere ai programmi o ai contenuti multimediali dei siti delle televisioni austriache, svizzere, tedesche (e francesi) e viceversa, a causa di un meccanismo di blocco automatico, il cosiddetto geoblocking. A livello europeo esiste una prima risposta al problema, con un regolamento adottato nel 2018, ma questo non ha portato a risultati concreti in materia di accesso alle televisioni frontalieri.

La RAS, con il sostegno della Provincia di Bolzano, ha intrapreso, non senza difficoltà, di risolvere parzialmente il problema creando un’applicazione dedicata, RAS streaming. Disponibile su Google Play e Apple Store, consente di guardare i programmi, ma solo in diretta, dell’ORF, dell’ARD e della ZDF, e non di accedere alle loro mediateche, paragonabili a RaiPlay o FranceTV.

Per risolvere il problema, per il momento, e come negli anni ’60, si ricorre a espedienti, ovvero alle reti VPN (Virtual Private Network), ovvero dispositivi e app, come NordVPN o GhostVPN, che consentono di far credere ai fornitori di prodotti multimediali, come ORF, ARD, ZDF, RAI o France TV, di trovarsi nel loro Paese e non in Italia.


(per gentile concessione del Forum Francophone, UPF Valle d’Aosta. Il testo, in originale in lingua francese, è stato integrato con link e alcune precisazioni)

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LEGGI ANCHE : Le minoranze linguistiche in Italia e i media pubblici, un convegno a Gorizia

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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