Dal 26 febbraio al 7 settembre 2026 Palazzo Madama presenta la mostra “MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria”, realizzata in collaborazione con l’Amministrazione civica. L’esposizione propone una rilettura della statuaria pubblica torinese, analizzandone la funzione nella costruzione dell’identità cittadina tra Ottocento e primo Novecento.

Il progetto prende avvio dalla campagna fotografica condotta da Giorgio Boschetti, che ha documentato in modo sistematico i monumenti cittadini attraverso scatti notturni. Le immagini isolano le opere dal contesto urbano e ne mettono in evidenza aspetti formali e dettagli plastici. Alla documentazione fotografica si affianca una mappa a china su carta realizzata da Alessandro Capra. La mappa rappresenta la città con una prospettiva combinata e individua 79 monumenti distribuiti nel tessuto urbano.

Personalità di spicco

Il percorso espositivo riunisce circa cento opere tra modelli in gesso, bozzetti, bronzetti, disegni progettuali, periodici, manifesti e fotografie. L’itinerario cronologico si apre con il monumento equestre a Emanuele Filiberto di Savoia, realizzato nel 1838 da Carlo Marochetti, e si sviluppa fino agli anni Trenta del Novecento, esaminando oltre cinquanta gruppi scultorei.

Attraverso le opere esposte emergono i diversi nuclei tematici della commemorazione pubblica torinese: la rappresentazione della dinastia sabauda e dei protagonisti militari, la memoria dei santi sociali come Giuseppe Cafasso e Giuseppe Benedetto Cottolengo, le figure del Risorgimento — tra cui Massimo d’Azeglio, Giuseppe Garibaldi e Camillo Benso di Cavour — e personalità legate alla cultura scientifica come Joseph-Louis Lagrange.

Un’attenzione specifica è dedicata al rinnovamento linguistico introdotto da Vincenzo Vela nella seconda metà dell’Ottocento e agli sviluppi successivi con artisti quali Odoardo Tabacchi, Davide Calandra, Pietro Canonica, Edoardo Rubino, Arturo Martini ed Eugenio Baroni.

La mostra, allestita nella Sala del Senato, che è stata sede del primo Senato d’Italia, evidenzia il legame tra la produzione monumentale e il ruolo storico di Torino come capitale sabauda e, successivamente, del Regno d’Italia. L’esposizione si pone in dialogo con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, offrendo un inquadramento storico più ampio.

Il progetto, curato da Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano, è accompagnato da un catalogo edito da Silvana Editoriale e da un programma di incontri, visite guidate e attività didattiche rivolte alle scuole.

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