La XVII rassegna della lingua occitana “Chantar l’uvèrn” si svolgerà il 7 e 8 marzo a Pragelato. Dedicata a giovani ricercatori e militanti culturali delle aree d’oc, l’iniziativa sarà ospitata nella sede del Parco della Val Troncea. Si riuniranno partecipanti dai Pirenei alle Alpi per discutere di cultura, politiche linguistiche e prospettive dell’Occitania, affiancando incontri scientifici, momenti musicali e una tavola rotonda transfrontaliera.
Un confronto tra giovani studiosi e militanti occitani
La comunità alpina dell’alta val Chisone accoglie l’incontro nella sede del Parco della Val Troncea, a Pragelato. L’obiettivo è immaginare scenari e prospettive per l’Occitania di domani a partire dall’azione culturale giovanile di oggi. Partecipano ragazze e ragazzi provenienti dalle diverse zone di lingua d’oc, dai Pirenei alla costa mediterranea, fino all’arco alpino.
Molti partecipanti presenteranno ricerche accademiche e progetti culturali maturati nei rispettivi territori. Il confronto riguarda la trasmissione linguistica, le pratiche di militanza, il rapporto tra identità e comunità e le politiche di tutela. Al centro resta la domanda su come rendere l’occitano una lingua viva nello spazio pubblico, oltre la dimensione familiare in cui è stata spesso confinata nel corso del Novecento.
Il programma tra ricerca, università e territorio
Il pomeriggio del 7 marzo si apre con l’intervento di Chambra d’Òc sull’utilizzo dell’occitano sostenuto dalle istituzioni, con riferimento alla legge 482/99, “Norme a tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Eliana Tourtet, vicepresidente dello I.E.O. (Istituto di studi occitani), porterà il saluto dell’Occitania transalpina.
Seguono gli interventi di Andrea Celauro, dedicato all’“Aisonenc”, dizionario etnolinguistico dell’occitano di Aisone in Valle Stura, di Aline Pons sui corsi di occitano all’Università degli Studi di Torino, di Quentin Garnier sulla fonologia dell’occitano dell’Alto-Vivarese e di Emilien Sallard sul rapporto tra fede, identità e montagna nel contesto valdese. Quentin Peyras affronterà la categorizzazione delle alternanze allofoniche tra [s] e [j] nelle varietà guascone, linguadociana e alpina, mentre Agnès Garrone analizzerà variazioni e contatti linguistici nel Cuneese. Alice Champollion proporrà una riflessione su cosa significhi essere militante occitanista nel 2026. Modera Matteo Rivoira dell’Università degli Studi di Torino.
Musica, museo e coordinamento transfrontaliero
Alla sessione culturale si affianca, la sera del 7 marzo alle 21, un concerto da ballo del gruppo Uch nella struttura di Casa Pragelato. La musica e le danze tradizionali delle diverse regioni d’Occitania diventano qui uno strumento di trasmissione linguistica e di socialità intergenerazionale.
La mattina dell’8 marzo è prevista la visita al Museo del costume e delle genti alpine, in frazione Rivets. A seguire, una tavola rotonda orientata alla costruzione di un coordinamento di azione culturale occitano a carattere transfrontaliero. L’intento è rafforzare le reti tra territori italiani e francesi, favorendo scambi e progettualità comuni.
Dal 2025 al 2026: continuità e nuove prospettive
L’appuntamento di Pragelato si inserisce in un percorso già avviato nel 2025 con il titolo “Tournâ a menâ la bartavèllë” (“Ancora una volta a parlare la nostra lingua”), parte del programma di Chantar l’uvèrn che ha attraversato dodici località da Chiomonte a Bardonecchia. In quell’occasione sono stati coinvolti parlanti occitani e famiglie del territorio per raccogliere racconti ed esperienze utili a ricostruire la varietà delle parlate locali.
Secondo gli organizzatori, in Piemonte è diffusa la consapevolezza di un progressivo abbandono dell’occitano nel corso del Novecento, soprattutto dal secondo dopoguerra. Oggi la lingua è parlata da un numero ristretto di persone e spesso associata alla dimensione affettiva e familiare. Le attività proposte – conversazioni, letture, scrittura e scambi linguistici – mirano a coinvolgere i giovani e a creare continuità tra le generazioni, anche attraverso gesti semplici come imparare formule rituali o ascoltare poesie.
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