Il Consiglio di Stato del 5 marzo ha stabilito che i lavori di riqualificazione di Piazza Europa e Cuneo, che prevedono il taglio dei 10 grandi cedri, debbono essere sospesi in attesa dell’udienza pubblica del 25 giugno prossimo, quando vi sarà l’esame di merito sul ricorso presentato da diverse associazioni cittadine. Per il momento quindi i grandi cedri di Cuneo sono salvi.

Tra il 21 e il 23 febbraio, il loro taglio era stato per un soffio evitato in un contesto di proteste e riunioni. Vi era stata prima l’interruzione del cantiere e poi la decisione del Comune di attendere la decisione del Consiglio di Stato del 5 marzo.

La vicenda può sembrare secondaria, ma riguarda alcuni elementi dei processi decisionali e di programmazione in Italia, tra competenze tecniche, valutazione dei fattori ambientali e patrimoniali, sensibilità politiche e partecipazione.

Preservare gli alberi fino alla decisione di merito, ma c’è di mezzo anche la tutela di ambiente e paesaggio

La vicenda riguarda dieci grandi cedri da decenni in piazza Europa a Cuneo. Il Comune ha fatto predisporre da tecnici un progetto di riqualificazione della zona che prevede il loro abbattimento e la sostituzione con 52 nuovi alberi di dimensione più piccola. Finanziato nell’ambito di NextGenEU e del piano italiano che ne deriva, il PNRR, l’operazione dovrebbe essere conclusa entro il 30 giugno 2026, e questo fatto aveva aggiunto elementi di fretta. Non ci sono più ormai, dovendo attendere fino a dopo il 25 giugno.

Nel testo dell’ordinanza del 5 marzo i giudici amministrativi hanno anche fatto riferimento all’articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi «anche nell’interesse delle future generazioni».

Sono poche frasi, ed è anche un’inversione di tendenza rispetto alla decisione del tribunale amministrativo regionale (TAR). A suo tempo, aveva rigettato il ricorso, spiegando come la fase di opposizione (al taglio) andava fatta al momento dello studio di fattibilità. Lo stesso Consiglio di Stato, quando ha ricevuto il nuovo ricorso, non aveva sospeso i lavori.

Le reazioni dei comitati e del Comune, ma anche

Le associazioni e i comitati hanno accolto la decisione è con favore. Negli ultimi mesi hanno promosso presìdi e iniziative pubbliche per salvare gli alberi di Piazza Europa: si tratta tra l’altro di Sos Cedri, Di Piazza in Piazza, e di Pro Natura Cuneo. Si sono espresse le avvocate delle associazioni, il presidente di Pro-Natura, e i commenti sono stati molti anche sui social media.

La Sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, ha detto parole di apertura, come di “un’occasione per avere altro tempo e ulteriori opportunità di riflessione e confronto”.

Il problema è infatti anche di consenso e di comprensione dei territorio, oltre che tecnico. Lo stesso Marco Revelli, figlio di Nuto Revelli – e sono due personalità importanti per il territorio – si era espresso pochi giorni fa contro l’abbattimento degli alberi.

Un confronto tra progetto urbano e identità del luogo

La progettazione che non sembra aver preso in conto gli elementi patrimoniali e di identità urbana, vi è stata una delega della politica al piano tecnico, nel mezzo delle urgenze di programmazione dettate da NEXTGenEU nel piano italiano PNRR.

Si legge anche una distanza tra tra vita dei cittadini e norme regolatorie, anche nel processo di partecipativo: si sarebbe potuto fare opposizione nel momento dello studio di fattibilità, che nessuno ha colto. Poi, nella fase di progettazione esecutiva, un migliaio di cittadini furono coinvolti in un questionario. Si chiedeva se fossero d’accordo alla riqualificazione della piazza, e non direttamente al taglio dei cedri. Neppure è emersa nel dibattito una quantificazione degli effetti sulla riduzione delle isole di calore, con il nuovo assetto di alberi rispetto ai grandi cedri. Eppure è una politica diffusa in tutte le città europee, e la vicina Pinerolo ha un progetto al riguardo.

La città ha molti cantieri aperti con il PNRR, con il nome di Cuneo si trasforma. Ci sono 92 milioni di euro di investimenti, 228 progetti, 30 soggetti incaricati di attuarli. Si va da asili nido a biblioteche, al recupero di edifici non utilizzati, a nuove strutture abitative, da interventi su scuole anche antisismici a centri di incontro e socialità, agli impianti sportivi.

La tutela degli alberi monumentali in Piemonte

La partita resta comunque aperta, e il taglio dei cedri rimane al momento ancora un’opzione probabile, salvo decisione contraria del Consiglio di Stato il 25 giugno. D’altra parte il progetto è sempre in corso. Potrebbe essere rivisto, adattando la riqualificazione con il mantenimento dei cedri al loro posto, in particolare se andrà rifinanziato con risorse nazionali o territoriali, dopo il PNRR.

Infine, i cedri di Piazza Europa non rientrano tra gli alberi monumentali tutelati dalla normativa regionale. Come in altre Regioni italiane, la materia è regolata da una legge regionale, in questo caso la n. 10 del 2013 e dal decreto attuativo del 23 ottobre 2014.

Sono considerati monumentali gli alberi ad alto fusto, i filari o le alberate che si distinguono per valore biologico, ecologico, storico-culturale o paesaggistico, e i cedri di Cuneo potrebbero dunque essere candidati alla classificazione. La Regione finanzia interventi di cura e monitoraggio con contributi fino a 5 mila euro per singolo albero e fino a 7.500 euro per gruppi di esemplari.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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