Il Museo Nazionale della Montagna di Torino dedica una nuova esposizione a Walter Bonatti, esplorando un ambito poco conosciuto della sua eredità culturale, ovverosia la trasposizione delle sue imprese nel linguaggio dei fumetti. Negli anni, egli ha difatti partecipato attivamente alla costruzione di storie illustrate che intrecciano esperienza vissuta e narrazione grafica, contribuendo a dare forma a una immagine più popolare dell’avventura.
Sarà visitabile sino a domenica 15 marzo negli orari di attività del polo espositivo, ovverosia dal martedì al venerdì dalle 10:30 alle 18:00 nonché sabato e domenica dalle 10:00 alle 18:00 (chiusura il lunedì).
Le Alpi di Walter Bonatti
Il legame tra Walter Bonatti e le Alpi costituisce l’asse portante della sua vicenda umana e professionale oltre che il fulcro culturale su cui sono state incastonate tutte le storie e i fumetti in mostra. È sulle grandi pareti alpine che egli costruisce, a partire dagli Anni Cinquanta, un nuovo modo di intendere l’alpinismo in chiave solitaria, essenziale, fondata su un confronto diretto e leale con la montagna.
Dal massiccio del Monte Bianco alle grandi classiche delle Alpi occidentali, le sue ascensioni, spesse volte compiute in condizioni estreme e con mezzi ridotti all’essenziale, segnano una svolta etica e culturale prima ancora che sportiva. Esse non sono per lui soltanto un terreno di conquista bensì un luogo di formazione, di prova e di racconto, uno spazio fisico e simbolico in cui prende forma una visione dell’avventura destinata a influenzare generazioni di alpinisti, esploratori e narratori.
Walter Bonatti a fumetti
La mostra “Walter Bonatti – I fumetti ritrovati”, curata dal giornalista Angelo Ponta e accompagnata da un volume edito da RCS Solferino, nasce dal lavoro di valorizzazione dell’archivio Bonatti conservato presso il Museomontagna. Disegni, tavole originali, schizzi e sceneggiature restituiscono un percorso narrativo che attraversa le grandi pareti alpine, le regioni del Grande Nord, l’Africa e gli oceani.
Uno degli elementi centrali dell’esposizione è il rapporto diretto tra Bonatti e sceneggiatori e disegnatori, il quale mostra come il racconto delle esplorazioni abbia trovato proprio nel fumetto una nuova forma espressiva. Le opere presentate testimoniano peraltro un dialogo creativo in cui l’alpinista forniva indicazioni, dettagli e suggestioni, contribuendo alla fedeltà e all’intensità delle storie illustrate.
Il lascito di Enea Riboldi
In occasione della mostra, il Museomontagna ha ricevuto in dono dagli eredi di Enea Riboldi le tavole originali e gli schizzi realizzati per il primo albo a fumetti dedicato a Walter Bonatti. Il materiale rappresenta un contributo significativo al percorso espositivo e un omaggio a uno dei protagonisti di questa esperienza editoriale, ovverosia il noto alpinista e l’illustratore e fumettista milanese.
È stato difatti lui, tramite serrato confronto e stretto contatto, a realizzare il primo fumetto dedicato a Bonatti, un dialogo tra il linguaggio del racconto vissuto e rigoroso e la capacità del disegno di restituire tensione e isolamento. Le tavole di Riboldi testimoniano un approccio rispettoso e documentato, attento alla fedeltà dei luoghi e delle situazioni ma capace di utilizzare gli strumenti della “nona arte” per amplificare la forza narrativa delle imprese.
LEGGI ANCHE: Una mostra sul castello di Torino a Palazzo Madama: archeologia e corte medievale
