Oggi, martedì 10 marzo, la sede della Communauté d’Agglomeration de la Riviera Française di Mentone ospita una giornata di confronto dedicata alla gestione transfrontaliera dell’acqua nel contesto del cambiamento climatico. L’iniziativa, parte del progetto Interreg Alcotra 2021/2027 “SeTe”, prenderà la forma di un living lab pensato quale spazio di dialogo tra amministratori, tecnici ed esperti impegnati nelle politiche ambientali.
Il programma della giornata
La giornata, dal titolo “Gouvernance transfrontaliere de l’eau à l’heure du changement climatique” (“Governance transfrontaliera dell’acqua a fronte del cambiamento climatico“), comprende due tavole rotonde e visite sul campo.
L’evento inizia con un dibattito dedicato a “democrazia dell’acqua e governance transfrontaliera nell’epoca del cambiamento climatico”, che riunirà rappresentanti istituzionali e tecnici provenienti da Italia e Francia. Tra di essi citiamo Audrey Massot, Armand Corbel e Adélaïde Renauld della Direzione dipartimentale dei territori e del mare delle Alpi Marittime, Monica Colucci della CARF, Marco Abbo e Luca Tarantino della Provincia di Imperia.
Dopo un atelier tecnico concernente gli strumenti di gestione e pianificazione della risorsa idrica (dalle 14:00 alle 15:00), è previsto un sopralluogo al campo di captazione di Porra (dalle 15:00 alle 16:45). Tale sito, ubicato nella piana del fiume Roja a Ventimiglia e gestito da società dei due Paesi, ospita pozzi fondamentali per l’approvvigionamento e monitora l’acqua tramite tecnologie in tempo reale.
Il progetto “SeTe” e la gestione transfrontaliera dell’acqua
La gestione transfrontaliera dell’acqua tra Italia e Francia rappresenta, come accennato, la tematica portante del progetto “SeTe” nato di per affrontare gli effetti sempre più evidenti della siccità e degli eventi meteorologici estremi. Esso mira a sviluppare strumenti comuni di pianificazione tra territori francesi e italiani, con l’obiettivo di migliorare la resilienza delle aree interne e periurbane.
Tra i principali filoni di lavoro figurano la conservazione dei suoli dal punto di vista idraulico e la creazione di sistemi di stoccaggio dell’acqua basati su soluzioni naturali. Predisposta anche la realizzazione di piccoli bacini di accumulo, aree di ricarica delle falde e infrastrutture cosiddette “blu”, progettate per intercettare, trattenere e rilasciare progressivamente l’acqua piovana.
Chi partecipa al progetto
Il progetto “SeTe”, è guidato dalla Provincia di Imperia nel ruolo di capofila, a gestire partner italiani tra cui la Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Provincia di Cuneo e l’ANCI Liguria. Per parte francese vi aderiscono la Communauté d’Agglomération de la Riviera Française, il Groupement d’Intérêt Public – Agence des Villes et Territoires Méditerranéens Durables e il cluster delle imprese ambientali Ea éco-entreprises.
L’iniziativa dispone alfine di un budget complessivo pari a circa 2,8 milioni di euro, di cui oltre 2,23 milioni provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Di questi, l’Italia conta su circa 1,78 milioni di euro, mentre la Francia dispone di poco più di 1 milione di euro, con cofinanziamenti nazionali che completano la dotazione finanziaria.
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