Più di cento persone tra feriti e famigliari delle vittime dell’incendio di Crans-Montana hanno preso parte mercoledì 11 marzo a Sion a una serata di incontro con presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin. L’iniziativa dedicata al tragico episodio avvenuto il 1° gennaio nel bar Le Constellation, si è svolta in assenza dei media con l’obiettivo di manifestare la vicinanza delle istituzioni alle persone colpite dal dramma.
Secondo quanto comunicato dagli uffici cantonali, la riunione ha voluto esprimere la solidarietà delle autorità federali e vallesane e riaffermare l’impegno a garantire assistenza e sostegno. Durante la serata, i partecipanti hanno potuto porre domande e condividere preoccupazioni e testimonianzelegate alla tragedia, ora finita sotto i riflettori anche sul piano giudiziario.
Il messaggio di Guy Parmelin su Crans-Montana
Nel suo intervento, Guy Parmelin ha rammentato la nottata dell’incendio di Crans-Montana, sottolineando come, a più di due mesi dall’accaduto, molti continuino a confrontarsi con il lutto e con le ferite fisiche e psicologiche da essa lasciate. Egli ha inoltre ricordato di avere visitato nelle settimane successive diversi feriti ricoverati in ospedali sia in Svizzera sia all’estero, cosa che gli ha permesso di ascoltare direttamente i loro racconti drammatici.
Nel corso dell’incontro è stata peraltro richiamata la legge urgente approvata dal parlamento per sostenere le persone colpite dalla tragedia con un contributo unico di 50 mila franchi svizzeri per vittime e loro famigliari. Tale indennizzo, è stato evidenziato, non intende compensare la perdita subita o le sofferenze patite bensì alleviare almeno in parte le difficoltà immediate affrontate dalle famiglie.
Fiducia nella giustizia e sostegno alle vittime
Guy Parmelin ha inoltre affrontato la tematica dell’inchiesta giudiziaria concernente Crans-Montana tutt’oggi in corso, che nelle prime fasi ha suscitato reazioni contrastanti tra le parti coinvolte. Egli ha insistito sul fatto che il governo non può interferire con il lavoro della magistratura, nel rispetto della separazione dei poteri e dello Stato di diritto, ribadendo tuttavia la propria fiducia nell’operato della giustizia.
All’incontro hanno preso parte anche i Consiglieri di Stato del Canton Vallese Christophe Darbellay e Stéphane Ganzer oltre che il presidente del Consiglio di Stato Mathias Reynard. Accanto a loro anche alcuni rappresentanti dell’Ufficio federale di giustizia e del Servizio cantonale di assistenza alle vittime.
I numeri della tragedia e l’inchiesta in corso
Secondo i dati comunicati dalla procura, la notte dell’incendio di Crans-Montana ha visto coinvolte nel complesso 164 persone, di cui 132 erano nel piano sotterraneo nonostante una capienza autorizzata prevista di cento persone. Il bilancio finale è stato particolarmente pesante, con 41 morti e 115 feriti, mentre soltanto otto individui sono riusciti a uscire dal locale senza riportare conseguenze.
Gli investigatori hanno stabilito che tra le prime fiamme e il cosiddetto “flashover”, il rapido e violento propagarsi dell’incendio, è di fatto trascorso poco più di un minuto e mezzo. Nel mentre, l’indagine prosegue e gli interrogatori delle nove soggetti sotto inchiesta – tra cui più di recente anche il sindaco Nicolas Féraud – riprenderanno il prossimo martedì 7 aprile a Sion.
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