L’aumento dei prezzi del carburante, legato ai conflitti in Medio Oriente, ha ripercussioni anche a livello transfrontaliero. Infatti, il divario nei prezzi dei carburanti ha portato a un forte afflusso di automobilisti francesi nelle stazioni di servizio liguri.
Nella Liguria occidentale, e in particolare nella provincia di Imperia, numerose stazioni di servizio hanno esposto un cartello con la scritta «benzina esaurita», ad esempio durante il fine settimana di Pasqua. Al contrario, si formavano lunghe code presso i distributori ancora riforniti. Questa situazione si è creata a causa del ritorno dalle vacanze degli automobilisti francesi, ma il fenomeno persiste.
L’ostacolo tariffario dei tunnel del Monte Bianco e del Fréjus ha ridotto la portata del fenomeno sulle altre grandi arterie stradali. Mentre in alcuni passi aperti, come al Montgenèvre, sono state registrate tendenze simili.
Il carburante in Italia costa meno
Per comprendere questa situazione, è necessario dare un’occhiata ai cartelli delle stazioni di servizio. Tra l’Italia e la Francia si registra una differenza di prezzo al litro di carburante compresa tra i 20 e i 30 centesimi di euro. Secondo l’ultimo bollettino settimanale della Commissione europea sui prezzi del petrolio del 9 aprile, in Italia la benzina costava in media 1,761 €/l e il gasolio 2,092 €/l. In Francia la benzina costava 2,031 €/l e il gasolio 2,233 €/l.
Tuttavia, al di fuori dei periodi di crisi energetica, il costo del carburante è simile poiché i due Paesi applicano aliquote fiscali simili sul carburante. Nel quadro del mercato interno europeo, le accise (tasse all’importazione che riguardano carburante, alcol e tabacco) costituiscono un’eccezione poiché fanno ancora parte delle imposte riscosse in modo sovrano dagli Stati.
Infatti, gli altri prodotti importati da paesi al di fuori dell’UE sono soggetti a una tassazione coordinata in tutti gli Stati membri.
Le misure messe in atto
Il governo italiano ha applicato una riduzione delle accise in risposta alla crisi energetica legata alla guerra in Iran, pari a 0,244 euro al litro sia sulla benzina che sul gasolio. La misura dovrebbe terminare il 1° maggio 2026.
La Francia non ha adottato alcuna misura equivalente fino ad oggi, nell’ambito di un dibattito più ampio riguardante lo stato delle finanze pubbliche. Tuttavia, il tema del prezzo del carburante rimane un argomento delicato. Il costo del carburante era stato infatti uno degli elementi scatenanti della crisi dei gilet gialli nel 2019. A seguito della ripresa economica dopo la pandemia di Covid-19, il costo del carburante era nuovamente aumentato, cosa a cui il governo francese aveva risposto con aiuti finanziari.
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