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    Home » Articoli » L’incanto dell’incertezza, riflessioni sull’avventura raccolte da Florence Roche
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    L’incanto dell’incertezza, riflessioni sull’avventura raccolte da Florence Roche

    Michel MoriceauMichel Moriceau26 Aprile 2026
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    Un extrait de la couverture du livre de Florence Roche
    Un extrait de la couverture du livre de Florence Roche

    Michel Moriceau ci invita a una riflessione sull’incertezza dell’avventura, con il libro “L’aventure, réenchanter l’incertitude”, coordinato da Florence Roche.

    ***

    Individuale o collettiva, eminentemente umana, nutrita di difficoltà e rischi, l’avventura è indissolubilmente legata ai rischi che contraddistinguono un viaggio misterioso. Si tratta di realizzare un destino, sfidare il pericolo e superare se stessi. Il futuro non è scritto e non è sempre felice. Ma bisogna renderlo possibile, pianificare le sorprese, eliminare i dubbi, decidere di partire e, soprattutto, tornare: senza rimpianti, senza rimorsi. Correndo verso un rischio, certo, ma senza cadere a capofitto nell’abisso dell’ignoto.

    L’impegno di una vita non è un gioco. Può essere una scelta, e allora la questione è come prepararsi all’azione e alle sue conseguenze. Può essere il colpo inaspettato di un destino che compromette l’integrità di una persona e mobilita le energie per venirle in aiuto e rispettare il suo desiderio di vivere.

    L’avventura è dunque questa curiosa dinamica fatta di strane oscillazioni tra certezza e umiltà, audacia e prudenza, metodo rassicurante quando la grazia di Dio non arriva.

    Gli alpinisti e i marinai riempiono i loro diari di bordo con viaggi verso le altezze più elevate, lontani dalla routine ordinaria. C’è motivo di filosofare sull’inaccessibile, sulla rappresentazione dell’altrove, sull’estetica del corpo che si evolve in un ambiente grandioso, sulla realizzazione di sé “alle frontiere della morte”. Ma l’ideale di “libertà senza limiti” si scontra con la brutalità dell’imprevedibile, con l’angoscia a cui portano gli eccessi incontrollati. La morte è possibile, la paura c’è, e per limitarne l’intensità drammatica, la ragione è meglio della passione. La conoscenza ci permette di anticipare, e prepararsi alla sfida non esclude l’apprendimento dell’adattamento, o addirittura l’improvvisazione in una situazione di crisi.

    I collaboratori di “L’Aventure, ré-enchanter l’incertitude” condividono il gusto dell’elevazione, nella parola, nel pensiero, senza omissioni. Conoscono la finitezza della loro pratica, valutano i limiti di un’arte incerta, si avvicinano al punto di rottura, all’irreversibilità delle loro belle imprudenze. Domano “la nebbia” e cercano la via della salvezza. Ed è il lavoro di un gruppo che impara a condividere il proprio sapere nato dall’esperienza, a comunicare la modestia dell’essere e il rifiuto dell’avere.

    L’arrampicata non ha valore commerciale. Non si tratta nemmeno di ingannare la morte o di vincere a tutti i costi in un egoistico concerto con il vuoto. Si tratta di aprirsi a se stessi e agli altri, di acquisire la maturità per rimanere lucidi, di gestire le proprie emozioni, di evolvere all’interno di un determinato contesto e di correggere i propri errori. Si tratta di rispondere all’inutilità della conquista solitaria con il sacrificio di uno sforzo comune. Ognuno ha i propri tormenti, le proprie dipendenze e i propri doveri. Il risultato è la ricerca della forza di agire sulla base della fiducia e dell’etica, di assumersi la responsabilità, di rispettare se stessi e di non compromettere la vita degli altri.

    L’analisi dei soldati d’alta quota e dei medici in guerra sul fronte delle malattie gravi rinnova i principi del processo decisionale in terreno ostile. Sono i conquistatori di un impegno utile basato su un approccio partecipativo che rifiuta la leadership verticale a favore di un collettivo in cui le competenze si confrontano. Il principio è quello di mobilitare le informazioni. La sfida è raggiungere un consenso che garantisca il sostegno del gruppo al progetto comune guidato da un leader riconosciuto dai suoi pari.

    Il libro, coordinato da Florence Roche, membro della cattedra Conflitti-Innovazione-Alpinismo dell’Università di Grenoble-Alpes, guarda all’avventura in modo positivo, educativo e virtuoso, pur deplorando la “stupida temerarietà” degli scalatori ostinati. Saggisti e ricercatori in scienze umane e mediche, ufficiali di carriera, tutti alpinisti, pongono dei paletti ai rischi e suggeriscono che possiamo raggiungere il nostro pieno potenziale senza andare oltre le nostre capacità.

    Non esiste un gioco della vita, in montagna come altrove. Innovare nuovi modi di comportarsi e incarnare la lucidità significa cercare di trovare la felicità nell’avventura della libertà. Significa ispirare la società. Un modello di convivenza e di prospettiva per un futuro ragionevole…

    L’AVENTURE, REENCHANTER L’INCERTITUDE – a cura di FLORENCE ROCHE-UGA EDIZIONI

    LEGGI ANCHE: I paradisi inaccessibili di Nicolas Julo

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    Michel moriceau
    Michel Moriceau

    Michel Moriceau è uno degli animatori del Salone Internazionale del Libro di Montagna di Passy. È presidente del Consiglio di sorveglianza degli Ospedali del Pays du Mont-Blanc, Cavaliere della Legion d'Onore, amministratore della FACIM (Fondazione per l'azione culturale internazionale in montagna) e dell'Association pour la qualité de vie au travail des professionnels de santé. È autore di La vie en parenthèses (1999), Valeur Refuge (2017) La vie suspendue (2019), La vie entre les lignes (2024), e anche di Traces de vie, La vie pharisienne, Opera bouffe, La vie en vrac.

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    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

    ISSN 3103-8565
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