Sono state avviate in seno al progetto transfrontaliero Interreg VI-A Francia-Italia Alcotra 2021/2027 “Devin0” le prime sperimentazioni di produzione di vini low e zero alcol da vitigni autoctoni del Piemonte. Il progetto, presentato lo scorso martedì 31 marzo a Castagnito (Cuneo) nasce con l’obiettivo di coniugare ricerca scientifica, formazione e mondo produttivo per affrontare una trasformazione oramai centrale nel comparto vitivinicolo.

Vini low e zero alcol da vitigni autoctoni del Piemonte

Il cuore dell’iniziativa concerne sperimentazioni mirate su alcune tra le varietà più rappresentative del Piemonte, ovverosia barbera, dolcetto, cortese, moscato bianco e brachetto. Lo scopo è di verificare la loro adattabilità alla produzione di vini a bassa o nulla gradazione alcolica, cosiddetti low e zero alcol appunto, mantenendo al contempo la loro identità territoriale e la loro riconoscibilità varietale.

Le attività si svilupperanno sia in vigneto sia in cantina, testando tecnologie che possano consentire di ridurre o eliminare l’alcol cercando di preservare il profilo aromatico originario del vino. Da un lato, si studieranno tecniche agronomiche per contenere naturalmente la produzione di zuccheri, mentre dall’altro si applicheranno processi avanzati di dealcolazione tra cui osmosi inversa, nanofiltrazione ed evaporazione sottovuoto.

Analisi sensoriale e qualità del prodotto

La fase sperimentale sarà affiancata da una intensa attività di analisi sensoriale sui vini ottenuti, sia parzialmente sia totalmente dealcolati, valutati per struttura, complessità aromatica e qualità complessiva. L’intento è di individuare, tra innovazione tecnologica e mantenimento delle caratteristiche tipiche del vino piemontese, le combinazioni tra vitigno e processo in grado di garantire risultati soddisfacenti per il consumatore finale.

Alla base del progetto “Devin0” vi sono dinamiche oramai evidenti, ovverosia l’aumento delle temperature che accelera la maturazione delle uve, portando a vini con gradazioni alcoliche più elevate. Parallelamente, il settore deve confrontarsi con una contrazione dei consumi e con il problema delle eccedenze produttive, contesto cui la produzione di vini low e zero alcol rappresenta una possibile risposta.

Tra mercato e formazione

Anche le prospettive economiche e il mercato che registra un crescente interesse verso prodotti più leggeri o privi di gradazione alcolica rafforzano l’interesse verso la sperimentazione di vini low e zero alcol da vitigni autoctoni in Piemonte. Le stime, difatti, indicano un commercio globale di prodotti analcolici destinato a raggiungere circa 7 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, mentre il segmento dei prodotti a basso contenuto ha già superato i 4 miliardi di dollari.

In aggiunta, oltre alla ricerca, il progetto dedica ampio spazio alla formazione specialisticaper il tramite di percorsi rivolti agli operatori del settore volti a trasferire conoscenze tecniche e aggiornare le competenze professionali.

Questa sarà coordinata dal capofila, l’ente Apro Formazione (Alba), affiancato in tale iniziativa dall’organizzazione di produttori Vignaioli Piemontesi e dal Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia (CREA). Per parte francese citiamo il Centre du Rosé di Vidauban (Var), specializzato nello studio dei vini rosati, cui si somma anche il partner associato per la divulgazione tecnica il periodico “Millevigne”.

LEGGI ANCHE: La cucina italiana entra nel Patrimonio UNESCO

Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

Exit mobile version