Negli ultimi anni, il dibattito sull’indipendenza digitale della Confederazione Svizzera è stato particolarmente intenso. Il quasi-oligopolio delle aziende tecnologiche statunitensi è fonte di preoccupazione, non da ultimo per il possibile controllo dei dati sensibili da parte degli Stati Uniti in base al Cloud Act.

La Confederazione sta attualmente esaminando l’utilizzo da parte della pubblica amministrazione di tecnologie offerte da aziende americane, in particolare da Microsoft. La discussione è resa possibile dall’esistenza di progetti di indipendenza digitale della Svizzera che sono in fase avanzata di sviluppo.

Stastus quo o distacco graduale?

Il dibattito sull’utilizzo del software Microsoft 365 è stato riacceso pochi giorni fa dal delegato del Consiglio federale per la trasformazione digitale, Daniel Markwalder. Egli ha affermato che il software della Silicon Valley è molto ben costruito per difendersi dalla pirateria digitale. Tuttavia, ha sottolineato che potrebbe esserci ancora un rischio di accesso a dati sensibili. Markwalder ha sottolineato che questi dati sono archiviati localmente in centri informatici svizzeri.

Tuttavia, dal 2018, i dati personali utilizzati da aziende statunitensi come Microsoft possono essere recuperati dal sistema giudiziario americano in base al Cloud Act. Questo vale anche se i dati sono archiviati su un server al di fuori degli Stati Uniti. In un caso di extraterritorialità, i tribunali americani non prevedono alcuna disposizione per informare l’utente o il Paese di residenza che i dati vengono consultati.

In Svizzera, 54.000 postazioni di lavoro governative sono equipaggiate da Microsoft. È possibile immaginare che alcuni indirizzi e-mail vengano monitorati, ad esempio, nel contesto di acquisti di attrezzature militari americane o di negoziati sui dazi doganali.

Gerhard Andrey, membro del Consiglio nazionale svizzero, ha ribadito l’importanza della sovranità digitale, che a suo avviso dovrebbe essere raggiunta attraverso il software open source. Si tratta di uno sviluppo di software accessibile a tutti, trasparente e non sotto il controllo di una singola azienda.

Una nuvola svizzera in cantiere

La realizzazione è avvenuta nel 2021, quando la Confederazione ha scelto cinque giganti per fornire i suoi servizi cloud. Il premio è stato assegnato a quattro aziende americane : Amazon, IBM, Microsoft e Oracle – di proprietà di Larry Ellison, influente consigliere del secondo mandato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – e la cinese Alibaba. Il premio è stato criticato all’epoca e la Confederazione svizzera ha successivamente rivolto la sua attenzione allo sviluppo di soluzioni interne.

Nel dicembre 2025, il Consiglio federale ha presentato il documento Sovranità digitale per la Svizzera, che definisce la strategia per la sovranità digitale nei prossimi anni.

Nell’ambito di questa strategia, l’Ufficio federale delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni sta realizzando la Nuvola governativa svizzera. Testata con 300 persone, la fase successiva vedrà l’utilizzo del cloud svizzero da parte di 3.000 persone. Progettato specificamente per essere utilizzato dalle amministrazioni cantonali e comunali, il progetto ha ricevuto un finanziamento di 250 milioni di franchi svizzeri (272 milioni di euro). Il cloud riunisce vari servizi come archiviazione, e-mail e videocomunicazione, basandosi su un modello simile a quello sviluppato dal Ministero dell’Interno tedesco.

La Svizzera beneficia anche di un ecosistema tecnologico che negli ultimi anni è cresciuto a sostegno della sovranità digitale. Ciò è particolarmente vero per le due società ginevrine Proton e Infomanik. Esse stanno attirando una crescente attenzione a livello europeo per le loro nuvole indipendenti e rispettose della privacy.

Sovranità digitale, il tema della conferenza del 15 giugno

Il 15 giugno alle 13.00, presso l’Institut de Hautes Etudes en Administration Publique di Losanna, si terràla conferenza “Sovranità digitale: prospettive strategiche e misure concrete.

Aperta al pubblico e trasmessa su Internet, la conferenza sarà l’occasione per seguire i dibattiti sulla nuova nuvola svizzera. Verranno inoltre analizzati i rischi derivanti dalla dipendenza dalle aziende americane, in termini di prezzi e aggiornamenti.

La dipendenza dai prezzi è un problema importante anche a livello europeo, non solo in Svizzera. La spesa pubblica europea, pari a 264 miliardi di euro l’anno, finanzia software prodotti da aziende americane, con conseguenze sulla sicurezza e sull’accesso ai dati di cittadini, amministrazioni e imprese.

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