Questo fine settimana, dal 29 al 31 maggio 2026, torna una nuova edizione di una delle gare automobilistiche più antiche al mondo, la Susa-Moncenisio.
C’è una strada che sale da Susa verso il confine francese seguendo il fianco della montagna. Tornanti stretti e punti panoramici si aprono progressivamente sulla pianura piemontese. È la Statale 25 del Moncenisio, una delle più antiche arterie di comunicazione transalpina, tracciata da Napoleone tra il 1803 e il 1810 sul percorso di una mulattiera medievale che già nell’età di Carlo Magno collegava il nord Europa alla penisola italiana. È proprio su questa strada che si disputa una delle gare automobilistiche più antiche del mondo ancora in attività.
Il lascito dell’Esposizione internazionale dell’automobile: la storia della gara
La Susa-Moncenisio nacque il 27 luglio 1902, indetta dalla Stampa Sportiva come evento di chiusura dell’Esposizione Internazionale dell’Automobile e del Ciclo di Torino. Il percorso originale era un test impegnativo per le tecnologie dell’epoca: misurava 22,5 chilometri da Susa al Lago del Moncenisio, con un dislivello di 1.430 metri e una cinquantina di tornanti. Alla prima edizione parteciparono 38 vetture su 50 iscritte. Vinse Vincenzo Lancia su Fiat 24 HP in 30 minuti e 10 secondi, alla media di 44,3 km/h, mentre le diligenze a cavalli impiegavano sullo stesso tragitto circa sette ore.
L’anno successivo la corsa fu soppressa dopo l’incidente della Parigi-Madrid del maggio 1903, interrotta a Bordeaux dopo la morte di otto persone (tre spettatori e cinque piloti, tra cui Marcel Renault) a causa della polvere, della folla lungo il percorso e dell’assenza di misure di sicurezza. Fu uno degli episodi che portarono le autorità di molti paesi a vietare temporaneamente le corse su strade aperte al pubblico.
L’anno successivo gli organizzatori ripresero comunque la gara classificandola come “gita”, escamotage per aggirare il divieto del prefetto di Torino. Nel 1905 la partenza fu data dalla Regina Madre Margherita di Savoia davanti a 12.000 spettatori. Nel 1926 gli organizzatori aggiunsero una regata sul Lago del Moncenisio con la partenza affidata al Principe Umberto di Piemonte.
Tra i vincitori storici figurano Vincenzo Lancia (1902 e 1904), Felice Nazzaro (1905), Alfieri Maserati per tre edizioni consecutive tra il 1921 e il 1923, Achille Varzi (1931), Piero Taruffi (1949) e Giovanni Bracco (1950). L’ultima edizione sul tracciato completo si disputò nel 1953, con la vittoria dello svizzero Willy Daetwyler su Alfa Romeo alla media di 95,6 km/h.
Il tracciato di oggi
La gara fu ripristinata nel 1986 su un tracciato interamente italiano, concentrandosi principalmente nelle specialità di velocità in salita e slalom. Qualche anno dopo la sua ripresa, la gara è anche diventata di tipo storico, proponendo anche gare con veicoli d’epoca.
L’edizione 2026 propone una novità rispetto agli anni recenti. Accanto allo Slalom, valido per la Coppa Italia di Prima Zona, torna la gara di velocità in salita per auto storiche, che riavvicina la manifestazione alla sua formula originaria. Le vetture si sfidano su 4,2 chilometri della Statale 25 nel territorio di Giaglione con 305 metri di dislivello e una pendenza media dell’8,3 per cento. È un tratto che riprende i chilometri iniziali dello storico percorso originale, quelli in cui nel 1902 le automobili si staccavano dall’abitato di Susa e prendevano quota verso i tornanti della montagna.
Nell’edizione 2026, le verifiche si tengono venerdì 29 e sabato mattina 30 maggio alla Legends Arena di Susa. Sabato pomeriggio scattano le prove delle auto storiche e domenica 31 maggio si disputano le gare: la velocità in salita al mattino, lo Slalom nel pomeriggio. La Statale 25 resterà chiusa al traffico sabato dalle 8 alle 20 e domenica dalle 7 alle 20.
Un confine in movimento
Il colle del Moncenisio, a 2.083 metri di quota, segna il confine tra le Alpi Cozie e le Alpi Graie. Se il confine geografico è chiaro, la frontiera politica ha una storia relativamente recente e non priva di ambiguità. Fino al 1860, l’intero altopiano apparteneva al ducato di Savoia. Con l’annessione della Savoia alla Francia (negoziata tra Napoleone III e Cavour nell’ambito degli accordi che accompagnarono il processo di unificazione italiana) il nuovo confine fu tracciato seguendo lo spartiacque alpino, che al Moncenisio passa all’estremità settentrionale dell’altopiano.
L’Italia costruì quindi una serie di forti a difesa del nuovo confine (Roncia, Varisello, Pattacroce e Malamot, tra i 2.100 e i 2.900 metri), mentre la Francia eresse il Fort de la Turra sull’altopiano stesso, con una guarnigione permanente. Questi impianti furono coinvolti nei combattimenti della Battaglia delle Alpi del 1940, quando le forze italiane attaccarono le posizioni francesi. Il forte del Mont-Froid fu poi occupato dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Con il Trattato di Parigi del 1947, il confine fu spostato verso il versante italiano oltrepassando la linea naturale dello spartiacque. L’intero altopiano del Moncenisio con il lago i suoi forti passarono alla Francia. Questo spiega perché la gara, che alla sua origine si svolgeva interamente in territorio francese, per qualche anno è diventata una corsa transfrontaliera.
D’altronde, fu proprio per volontà delle autorità francesi che, nel 1954, si pose fine alla cronoscalata. Si attese più di trent’anni prima di tornare ad organizzare la gara, con circuito ridotto, sul solo lato italiano e senza oltrepassare il confine.
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