A giugno 2026, in Italia le auto elettriche hanno raggiunto il 10,1% delle nuove immatricolazioni mentre la Francia, nello stesso mese, ha raggiunto il 29,6%, quasi un’auto nuova su tre. Il divario è quindi molto ampio: il mercato francese viaggia su una quota quasi tripla rispetto a quella italiana.
Il ritardo è solo in parte compensato dalle motorizzazioni ibride, ma va considerato che il processo di elettrificazione in Italia sta accelerando.
A maggio 2026 le ibride tradizionali, full e mild hybrid, rappresentavano circa il 44% delle nuove immatricolazioni in Italia, mentre in Francia la quota del mercato nello stesso mese era al 40,4%.
In Europa, la tendenza verso l’elettrico
Sia pure con numeri e tempi diversi, tutta l’Europa si muove verso l’elettrico.
Guardando al mese di maggio 2026, in Italia le elettriche “pure” erano all’8,8% del mercato, mentre in Francia erano già intorno al 29%, in Germania al 25% e in Svizzera al 23,3% nel cumulato gennaio-maggio. Nell’Unione europea, nei primi cinque mesi del 2026, le auto elettriche pure hanno raggiunto il 20% delle immatricolazioni. L’Italia resta quindi sotto la media europea e ancora più distante dai Paesi vicini dell’arco alpino.
La crescita italiana è però evidente. Nei primi due mesi del 2026 le elettriche “pure” erano al 7,3% del mercato; a marzo sono salite all’8,6%, a maggio all’8,8% e a giugno al 10,1%.
Nei primi cinque mesi dell’anno sono state immatricolate 64.102 auto elettriche, con una crescita del 74,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’accelerazione è netta, anche se parte da livelli più bassi rispetto agli altri grandi mercati europei.
Il diesel in calo, forse verso la scomparsa
Il confronto con il diesel mostra un’altra faccia della transizione energetica e climatica. A maggio 2026 il diesel rappresentava il 6,6% del mercato italiano, contro il 10% di un anno prima.
In Francia il diesel è sceso al 2,6% nel cumulato gennaio-maggio, mentre in Germania conserva una quota più alta, anche di quella italiana, pari al 12,8% nel solo mese di maggio. Nell’Unione europea, nei primi cinque mesi del 2026, il diesel pesa ormai solo l’8% delle nuove immatricolazioni.
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